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Juventus, tra Colo Colo e Boca: per Tevez e Vidal aumenta la nostalgia

Il cileno conferma di sognare, un giorno, di tornare alla sua vecchia squadra. Stesso discorso per l'argentino, tanto che, nonostante il contratto in scadenza nel 2016, Marotta accelera il pressing sul Palermo per Dybala

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TORINO - Arturo Vidal non nasconde il suo sogno di "tornare un giorno al Colo Colo, per provare a conquistare la Libertadores. Ma ho solo 28 anni, c'è tempo per realizzare questo desiderio". I tifosi della Juventus sperano che non abbia fretta di rientrare alla casa madre nemmeno Carlitos Tevez, che nel ritiro dell'Argentina a Whashington ha ricevuto una visita speciale, quella di Juan Carlos Crespi, vicepresidente di quel Boca Juniors che vorrebbe riportare l'Apache nella sua riserva già in estate, con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del suo contratto con la Juventus. "E' una gioia stare con Carlitos. Lo aspettiamo sempre", scrive il dirigente del club xeneize a corredo di una foto che lo ritrae sorridente con el jugador del pueblo, il quale non perde occasione per strizzare l'occhio al Boca e parlare del suo futuro (prossimo o remoto?) da profeta in patria. Dalla Juve continua a filtrare un cauto ottimismo. A fine stagione i bianconeri chiederanno a Tevez di prolungare di un anno il contratto in scadenza nel 2016: "Speriamo resti più a lungo rispetto all'accordo. Ad oggi non ci sono presupposti clamorosi per pensare che possa andar via l'anno prossimo", ha recentemente dichiarato Marotta, che soltanto lunedì scorso ha ribadito come quello bianconero sia "l'habitat ideale di Carlitos".

Insomma, c'è la volontà di mettere l'argentino ancora più al centro del villaggio juventino. Ma le certezze inscalfibili di qualche tempo fa ("Tevez è legato con noi fino al 2016, e siamo sicuri che onorerà il suo contratto", diceva soltanto un mese fa Marotta) starebbero cominciando a venire meno. Ecco perché in corso Galileo Ferraris hanno cominciato a intensificare i discorsi con il Palermo per Dybala, purché il presidente Zamparini sia disposto a rivedere la richiesta di 40 milioni cash accettando anche delle contropartite tecniche (i giovani Coman e Goldaniga, ad esempio). La concorrenza delle big di mezza Europa - Arsenal, Chelsea, Psg...  -  non facilita la trattativa con il club rosanero. Ma la Juve, interessata anche al compagno di squadra Vazquez, può contare sulla preferenza di Dybala, intenzionato a proseguire la sua avventura italiana.

Tornando a Vidal, il centrocampista mette nel mirino le prossime amichevoli che sosterrà il suo Cile, oggi contro l'Iran (ore 20 a Sankt Polten, in Austria) e domenica contro quel Brasile (all'Emirates Stadium di Londra) che stasera farà visita alla Francia di Evra (ore 21, Stade de France di Saint-Denis). E, soprattutto, smentisce di avere problemi al solito ginocchio operato la scorsa estate, aggiornando così un feuilleton che ha appassionato il pubblico sudamericano più di una telenovela: "Mi dà fastidio la gente che parla del mio ginocchio, sento delle falsità da chi non sa niente di calcio  -  dichiara a Radio Cooperativa -. Dopo l'operazione non ho avuto problemi, ma ho accusato fastidi diversi e un po' di stanchezza. Il ginocchio è al cento per cento". Infine, un pensiero alla sua Signora: "Stiamo andando molto bene, se Dio vuole saremo campioni per la quarta volta di fila". E visto che l'Italia va sempre più stretta ai bianconeri, Re Arturo guarda all'Europa che conta: "Siamo arrivati ai quarti di Champions, una posizione molto buona  -  conclude Vidal -. Se passiamo contro il Monaco andremo a giocarcela con le squadre più forti in semifinale".

La coppa dalle grandi orecchie, ma non solo, popola anche i pensieri di Marco Storari, intervistato da Sky Sport: "Le due partite contro il Borussia ci hanno dato ulteriore consapevolezza di essere una squadra forte. In campionato dobbiamo sempre giocare alla morte, ogni partita è combattuta: se abbiamo tanti punti di vantaggio sulla Roma è soprattutto per nostra bravura. Quanto alla Coppa Italia, cercheremo di ribaltare il risultato a Firenze: abbiamo voglia di rimonta". Il secondo portiere bianconero, oggi impegnato in una seduta prevalentemente atletica con un gruppo decimato dalle assenze di 13 nazionali e 7 infortunati, ha quindi esaltato Buffon, il titolare del suo posto di lavoro: "Gigi è il migliore. Ora si parla tanto di Neuer: è un gran portiere, avrebbe potuto vincere il Pallone d'Oro, ha doti anche fisiche eccezionali, ma non è lui il mio modello di riferimento", ha concluso Storari.

 
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