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E' una Juve più forte di tutto e tutti. E Allegri ora sogna il triplete

Lo scudetto in tasca, i quarti di Champions da giocare contro il Monaco, la finale di coppa Italia raggiunta con una grande dimostrazione di forza a Firenze. E senza giocatori del calibro di Tevez, Pogba e Pirlo. Il tecnico sta indovinando ogni scelta e viaggia verso una stagione super

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TORINO - A Firenze come a Dortmund. Un altro 3-0, un'altra tripletta per garantirsi un posto al sole della finale di Coppa Italia e intanto tenere in vita il sogno bianconero di triplete. La Juve, questa Juve, è più forte di tutto e tutti. Più forte dei soliti sospetti, dei tanti gufi, di mezza Italia che le tifa contro e di certi cori infami che anche ieri hanno oltraggiato la memoria dell'Heysel e di Scirea. Più forte addirittura dei tanti infortuni che da inizio stagione la stanno vessando. E' insomma una Signora sempre più bella, affamata, cinica e durissima a morire quella che si affaccia sul rettilineo di arrivo di una stagione che può davvero diventare fantastica.
La remuntada del Franchi è l'ennesimo atto di forza di una Juve che ha saputo stravincere nonostante l'assenza last minute del suo giocatore più forte e più in forma, Tevez, scoprendo per la prima volta di non essere Apache-dipendente. Al Franchi ha funzionato davvero tutto, a partire dalla sorprendente coppia Morata-Matri, inedita eppure subito perfetta. L'attaccante lombardo, preferito a Llorente, ha cercato di spiegare e intanto spiegarsi il suo ritorno col botto (ultima presenza da titolare nel maggio 2013), giocando come se non se ne fosse mai andato, parlando di "meccanismi inspiegabili" e assicurando che "è facile muoversi accanto a certi campioni".
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Già, ma oltre a Tevez - dopo essersi sottoposto a degli accertamenti che non hanno evidenziato lesioni, l'argentino svolgerà un programma specifico che dovrebbe durare un paio di giorni in modo da smaltire l'affaticamento muscolare e rispondere presente contro il Monaco - a Firenze mancavano quattro pezzi grossi del calibro di Buffon, Pirlo, Pogba e Lichtsteiner. A proposito, lo stop dell'Apache (gli accertamenti hanno escluso lesioni) è soltanto "precauzionale", come ha detto ieri l'ad Marotta. Arrivano buone notizie anche dal cursore svizzero, che ha riportato soltanto una contusione alla coscia destra, che non dovrebbe pregiudicare la sua presenza in Champions League, martedì 14 allo Stadium contro quel Monaco che ieri non è andato oltre uno 0-0 interno contro il Montpellier. Le brutte notizie arrivano invece da Barzagli, che durante il riscaldamento di martedì al Franchi ha accusato un fastidio al solito polpaccio sinistro. Gli esami hanno escluso lesioni muscolari evidenziando però un modesto sovraccarico al soleo, muscolo da trattare con grande attenzione.
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Tornando a Matri, il segreto è propri il suo mentore, Massimiliano Allegri, il manico della squadra. La sua rivoluzione soft è andata oltre le più rosee aspettative, con buona pace dei tanti tifosi bianconeri "orfani" di Conte. "Questo è il nostro gruppo, questa è la Juve che non molla mai. Tanto orgoglio per quello che stiamo costruendo!", è l'ormai immancabile tweet del tecnico livornese.
Ora la Juve usa più la testa che le viscere, preferisce la ragione all'impeto: meno bava alla bocca e più sinapsi. Maneggia moduli internazionali, gestisce le gare con lo spirito e la pazienza dei forti, non subisce gol da sei partite, riceve risposte confortanti anche dai suoi giocatori meno impiegati. Detto di Matri, che sin qui aveva collezionato una mezz'oretta di campo, merita una citazione anche la prova offerta martedì da Padoin che, dismessi i panni del regista indossati soltanto tre giorni prima contro l'Empoli, ha passato l'esame da terzino destro sulla corsia dove scorrazzava un certo Salah. Solo conferme invece da Pereyra, che per una volta "ruba" la copertina bianconera al connazionale Tevez sciorinando il miglior calcio da quando è atterrato a Vinovo. A chi gli addebitava una spiccata sterilità offensiva, il Tucumano ha risposto con due gol in tre giorni. Può bastare?

Intanto l'ex bomber David Trezeguet (320 presenze e 171 reti in bianconero) ha ufficializzato il suo addio al calcio giocato per diventare ambasciatore della Juventus nel mondo. Trezegol, 37 anni, è infatti stato nominato presidente delle Juventus Legends, le glorie bianconere impegnate il prossimo 4 maggio a Fukuoka, in Giappone, in un match contro le Kyushu Legends. "Ho voglia di cominciare questa nuova avventura interessante e di mettermi alla prova in questo bel progetto da sviluppare per il bene della Juve - ha detto il francoargentino, intervistato dal sito internet bianconero -. Sono fiero di essere tornato a casa. La mia scelta, in questo senso, è stata molto semplice".
 
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