Sport

Juventus, lo scudetto vicino e un Vidal ritrovato. Quanti sorrisi verso il Monaco

Grazie al successo sulla Lazio il tricolore è praticamente in tasca (domenica primo match point: se batte il Torino e  perdono Roma e Lazio sarà scudetto)  Allegri rimanda la festa e pensa alla sfida di mercoledì nel Principato dove in palio ci sarà la semifinale di Champions. Il cileno uomo in più

2 minuti di lettura
TORINO - Anche gli ultimi scettici e i gli abituali catastrofisti non si chiedono più "se" ma "quando" la Juve vincerà lo scudetto. Dopo la vittoria di sabato sulla Lazio (2-0), ennesima dimostrazione di forza, solidità e maturità di una squadra avanti anni luce rispetto alla concorrenza italica, il quarto scudetto consecutivo dista soltanto 8 punti. Ovvero, tre vittorie oppure due vittorie e altrettanti pareggi. Calendario alla mano, domenica prossima c'è il primo match point scudetto: se la Juve batte il Torino e perdono Lazio e Roma, lo scudetto è suo con sei giornate d'anticipo.
[[ge:rep-locali:repubblica:112327036]]
ALLEGRI RIMANDA LA FESTA: "CI ASPETTA UNA NUOVA BATTAGLIA" - Lo champagne è sempre in ghiaccio, ma la bisboccia è rimandata. "Abbiamo usato la testa e conquistato 3 punti fondamentali per i nostri obiettivi; poco tempo per gioire peró, ci aspetta una nuova battaglia!", è il messaggio affidato da Massimiliano Allegri al suo ormai classico tweet post-gara. Tra i tanti complimenti, la stilettata di un suo ex tifoso rossonero che gli ha ricordato il titolo perso quando era al Milan, facendosi rimontare proprio dalla Juve: "Bravo mister, complimenti per il suo secondo scudetto alla Juve". Oggi tecnico e squadra cominciano a pensare al Monaco, fermato ieri in casa sull'1-1 dal Rennes. La formazione è praticamente fatta, resta da scegliere l'abito tattico e risolvere l'unico ballotaggio: 3-5-2 con Barzagli a puntellare la difesa oppure 4-3-1-2 con Pereyra tra le linee?
[[ge:rep-locali:repubblica:112300339]]
RIECCO VIDAL, L'UOMO IN PIÙ CHE ORA VA DI CORSA - Nessun dubbio sulla presenza in entrambi gli assetti tattici del redivivo Arturo Vidal, tornato (finalmente) sui suoi standard abituali e determinato a diventare l'uomo in più per il finale di stagione. Ieri, contro la Lazio, è stato il migliore in campo con il solito Tevez e con Bonucci, il giustiziere delle romane allo Stadium. Di più: l'ultimo Vidal è sicuramente il migliore che Allegri abbia mai avuto. "Ora Arturo non rincorre ma corre", ha detto ieri il tecnico sottolineando i grandi progressi fisici e tattici compiuti da chi, dopo aver inseguito avversari spesso più in forma di lui, può ora permettersi il lusso della giocata d'anticipo: vedere per credere la zuccata che sabato ha eluso l'intervento di Felipe Anderson e innescato la percussione vincente di Tevez. Contro il Monaco, all'andata, Vidal non aveva brillato, pur ritrovando quella rete che in Europa gli mancava da oltre 16 mesi. La Juve spera che, riprovato il sapore del gol, Re Arturo decida di gustarsene un altro, mercoledì sera nel Principato. Perché, nonostante l'1-0 dell'andata, Allegri ha avvertito i suoi: "Per sognare bisognerà segnare".

TEVEZ SEGNA PER LA JUVE MA ESULTA COL BOCA - Sabato però la Juve ha ritrovato anche il miglior Tevez, dopo la piccola pausa (fisiologica) che si era preso martedì contro il Monaco. L'Apache ha marchiato a fuoco lo scontro al vertice segnando il suo 26° gol in 39 partite stagionali, il 18° in campionato, uno in meno dell'anno scorso. Ma più del suo bel presente tiene banco un futuro prossimo ancora da decifrare. L'Apache, si sa, potrebbe chiudere con un anno di anticipo la sua avventura in bianconero per tornare all'ovile del Boca Juniors. Marotta ha bacchettato il presidente argentino Dominici ("le sue dichiarazioni sono molto azzardate: il Boca deve rispettare le volontà del gocatore e della società che detiene i suoi diritti sportivi") e tranquillizzato i tifosi bianconeri ("Tevez non ci ha mai manifestato la volontà di andarsene prima del 2016"). L'Apache inizialmente ha fatto melina: "Non ho ancora deciso". Poi ha corretto il tiro: "Sono un giocatore bianconero, credo che rispetterò il contratto che ho". E se dovesse cambiare idea, "i tifosi bianconeri saranno i primi a saperlo". Ieri intanto hanno visto per la prima volta Tevez esultare come se fosse di nuovo un giocatore xeneize. E cioè imitando la gallina, un gesto irridente anti-River Plate, dal lui già fatto con la maglia del suo amato Boca. Il tutto all'alba di un triplo superclasico tra i due club di Buenos Aires, campionato (3 maggio alla Bombonera) e Copa Libertadores (6 e 13 maggio), che farà senz'altro visita ai suoi pensieri nostalgici.
 
I commenti dei lettori