TORINO - Dopo tre giorni di riposo-premio, domani comincia la marcia bianconera di avvicinamento alla finale di Champions League contro il Barcellona del 6 giugno a Berlino. Il viaggio della speranza-triplete prevede una tappa intermedia, sabato (ore 18) in casa del Verona, per l'ultimo impegno di campionato. Tevez (20 gol, come Icardi) proverà a sfrattare Toni (21) dal trono dei bomber e intanto farà le prove generali per la sfida con Messi. Dopodiché l'Apache deciderà il suo futuro. Il Boca Juniors è di nuovo alla finestra, ma dalla Juve filtra un cauto ottimismo, oltre alla speranza di poter allungare il contratto dell'argentino dal 2016 al 2017, per non perderlo tra dodici mesi a costo zero. A sentire le ultime dichiarazioni di Marotta, però, la permanenza in bianconero del numero 10 è ancora appesa a un filo: "Tevez ha un contratto con noi fino al 2016 - ricorda l'ad juventino -. E' un grande professionista che merita grande rispetto. Ma il destino di Carlitos è soltanto nella testa di Carlitos. Noi cercheremo in tutti i modi di trattenerlo, perché quello che ha fatto sin qui è qualcosa di straordinario. Ci incontreremo dopo la finale di Champions per parlare di futuro. Ogni decisione verrà presa insieme, la speranza è ovviamente che possa restare con noi".
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Insomma, del domani non v'è certezza. Ecco perché, congelata la pista Cavani (il Psg lo ha tolto dal mercato), la Juve tiene aperte le strade che portano a Van Persie e Higuain, con Falcao più defilato per via del suo stipendio astronomico. E' intanto imminente l'approdo in bianconero di Khedira, l'ultimo colpo a costo zero di Marotta, uno specialista nel ramo. "Quello di Khedira è un profilo interessante - conferma il dirigente bianconero, a Milano per ricevere un diploma ad honorem del master in Strategie e Business dello Sport -, nonché un'opportunità di mercato. Essendo svincolato, il giocatore può sottoscrivere un contratto nell'immediato. Noi stiamo facendo le nostre riflessioni, tenendo conto di tanti fattori". Riflessioni che oggi hanno spinto il ds Fabio Paratici in Germania, dove incontrerà l'agente del centrocampista tedesco, Jörg Neubauer, per formalizzare la proposta di un quadriennale a circa 4.5 milioni. Ma il via libera è atteso nei prossimi giorni, quando il jolly 28enne verrà a Torino per sottoporsi alle visite mediche per dissipare i dubbi sul suo ginocchio dopo l'operazione al crociato subita nel novembre 2013. Sempre a proposito di parametri zero, a Torino è in arrivo anche il 25enne brasiliano Neto, il prossimo vice-Buffon, benché Marotta copra in parte le carte: "Non nascondiamo che Neto è ha sin qui fatto bene. Si tratta di una buona possibilità, valuteremo più avanti il da farsi".
Juve letteralmente scatenata sul mercato. La Signora si dà allo shopping giocando d'anticipo sulla concorrenza italiana: il gap è destinato ad allargarsi ulteriormente. Già preso Dybala, prenotato Khedira e soffiato Neto all'Inter, a breve la Juve deciderà col Sassuolo il futuro di Berardi e Zaza. Allegri vorrebbe valutarli durante il ritiro estivo (con il difensore dell'Empoli Rugani), ma per portarli in bianconero servono una trentina di milioni. "Vogliamo fare un mix tra giocatori giovani ed esperti - prosegue Marotta -. Zaza e Berardi sono elementi di spicco tra i giovani: vogliamo tenerceli stretti".
Ne servono almeno 80 cash, invece, per aggiudicarsi Pogba. Il Daily Express ospita l'invito al Psg spedito al francese da David Luiz, che non vede l'ora di giocare con il Polpo. Ma L'Equipe toglie ogni facile illusione ai parigini: in vantaggio ci sono le spagnole. El Clásico Real-Barça si gioca anche sul mercato, con i blaugrana in vantaggio sulle merengues per un giocatore che la Juve proverà comunque a trattenere: "Vogliamo consolidarci a livello europeo - aggiunge Marotta - rafforzando una squadra già di valore. Vogliamo tenerci stretti lo zoccolo duro".
A proposito di Barcellona, sentite Gigi Buffon intervistato da Mediaset: "Se contro il Real Madrid avevamo il 35% di possibilità di passare il turno, contro i catalani ne abbiamo ancora di meno. Ma possediamo le armi per tentare di rendere difficile il loro compito". Di fronte ai marziani del Barça, serviranno serenità e coraggio: "Dovremo prepararci con estrema tranquillità alle difficoltà che andremo a incontrare. La tenuta psicologica sarà molto importante: non dovremo abbatterci quando gli avversari daranno l'impressione di poter fare un sol boccone di noi". Inevitabile voltarsi indietro e guardare la strada dalla B a Berlino macinata dal portiere bianconero: "Dopo dieci anni, alcuni faticosi, raggiungere certi traguardi è qualcosa di grandissimo e gratificante - conclude Buffon -. Torno a Berlino dopo nove anni, e credo che le sensazioni non saranno molto diverse rispetto alla finale del Mondiale 2006".
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Insomma, del domani non v'è certezza. Ecco perché, congelata la pista Cavani (il Psg lo ha tolto dal mercato), la Juve tiene aperte le strade che portano a Van Persie e Higuain, con Falcao più defilato per via del suo stipendio astronomico. E' intanto imminente l'approdo in bianconero di Khedira, l'ultimo colpo a costo zero di Marotta, uno specialista nel ramo. "Quello di Khedira è un profilo interessante - conferma il dirigente bianconero, a Milano per ricevere un diploma ad honorem del master in Strategie e Business dello Sport -, nonché un'opportunità di mercato. Essendo svincolato, il giocatore può sottoscrivere un contratto nell'immediato. Noi stiamo facendo le nostre riflessioni, tenendo conto di tanti fattori". Riflessioni che oggi hanno spinto il ds Fabio Paratici in Germania, dove incontrerà l'agente del centrocampista tedesco, Jörg Neubauer, per formalizzare la proposta di un quadriennale a circa 4.5 milioni. Ma il via libera è atteso nei prossimi giorni, quando il jolly 28enne verrà a Torino per sottoporsi alle visite mediche per dissipare i dubbi sul suo ginocchio dopo l'operazione al crociato subita nel novembre 2013. Sempre a proposito di parametri zero, a Torino è in arrivo anche il 25enne brasiliano Neto, il prossimo vice-Buffon, benché Marotta copra in parte le carte: "Non nascondiamo che Neto è ha sin qui fatto bene. Si tratta di una buona possibilità, valuteremo più avanti il da farsi".
Juve letteralmente scatenata sul mercato. La Signora si dà allo shopping giocando d'anticipo sulla concorrenza italiana: il gap è destinato ad allargarsi ulteriormente. Già preso Dybala, prenotato Khedira e soffiato Neto all'Inter, a breve la Juve deciderà col Sassuolo il futuro di Berardi e Zaza. Allegri vorrebbe valutarli durante il ritiro estivo (con il difensore dell'Empoli Rugani), ma per portarli in bianconero servono una trentina di milioni. "Vogliamo fare un mix tra giocatori giovani ed esperti - prosegue Marotta -. Zaza e Berardi sono elementi di spicco tra i giovani: vogliamo tenerceli stretti".
Ne servono almeno 80 cash, invece, per aggiudicarsi Pogba. Il Daily Express ospita l'invito al Psg spedito al francese da David Luiz, che non vede l'ora di giocare con il Polpo. Ma L'Equipe toglie ogni facile illusione ai parigini: in vantaggio ci sono le spagnole. El Clásico Real-Barça si gioca anche sul mercato, con i blaugrana in vantaggio sulle merengues per un giocatore che la Juve proverà comunque a trattenere: "Vogliamo consolidarci a livello europeo - aggiunge Marotta - rafforzando una squadra già di valore. Vogliamo tenerci stretti lo zoccolo duro".
A proposito di Barcellona, sentite Gigi Buffon intervistato da Mediaset: "Se contro il Real Madrid avevamo il 35% di possibilità di passare il turno, contro i catalani ne abbiamo ancora di meno. Ma possediamo le armi per tentare di rendere difficile il loro compito". Di fronte ai marziani del Barça, serviranno serenità e coraggio: "Dovremo prepararci con estrema tranquillità alle difficoltà che andremo a incontrare. La tenuta psicologica sarà molto importante: non dovremo abbatterci quando gli avversari daranno l'impressione di poter fare un sol boccone di noi". Inevitabile voltarsi indietro e guardare la strada dalla B a Berlino macinata dal portiere bianconero: "Dopo dieci anni, alcuni faticosi, raggiungere certi traguardi è qualcosa di grandissimo e gratificante - conclude Buffon -. Torno a Berlino dopo nove anni, e credo che le sensazioni non saranno molto diverse rispetto alla finale del Mondiale 2006".