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Juventus, Agnelli: "Berlino punto di partenza, alla pari con le grandi d'Europa''

Bilancio positivo del presidente bianconero: "A Berlino è andata male, ma intanto in finale ci siamo arrivati. E' un risultato frutto del lavoro della società, non del sistema calcio Italia. Mancano gli impianti ma anche un vero progetto sportivo da parte della Federazione". Raduno della squadra fissato per il 16 luglio
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TORINO - "Questa è stata un'annata stra-or-di-naria - scandisce Andrea Agnelli -. La Juventus ha ritrovato la dimensione che noi tutti auspichiamo". Il presidente del club bianconero, durante una conferenza stampa convocata presso lo Stadium, invita i vertici del calcio a non salire sul carro dei vincitori: "Non è grazie al sistema calcio italiano che la Juventus è andata in finale di Champions League e Napoli e Fiorentina in semifinale di Europa League. Queste squadre non rappresentano il successo del calcio italiano, ma il successo di tre società che hanno saputo gestirsi molto bene".

L'orgoglio per la sconfitta a testa altissima di Berlino fa un po' a pugni con lo slogan bonipertiano del club, secondo cui "vincere è l'unica cosa che conta". Agnelli garantisce che la società non cambierà la sua filosofia sportiva: "Il nostro dna non verrà mai modificato, vogliamo sempre vincer…
TORINO - "Questa è stata un'annata stra-or-di-naria - scandisce Andrea Agnelli -. La Juventus ha ritrovato la dimensione che noi tutti auspichiamo". Il presidente del club bianconero, durante una conferenza stampa convocata presso lo Stadium, invita i vertici del calcio a non salire sul carro dei vincitori: "Non è grazie al sistema calcio italiano che la Juventus è andata in finale di Champions League e Napoli e Fiorentina in semifinale di Europa League. Queste squadre non rappresentano il successo del calcio italiano, ma il successo di tre società che hanno saputo gestirsi molto bene".

L'orgoglio per la sconfitta a testa altissima di Berlino fa un po' a pugni con lo slogan bonipertiano del club, secondo cui "vincere è l'unica cosa che conta". Agnelli garantisce che la società non cambierà la sua filosofia sportiva: "Il nostro dna non verrà mai modificato, vogliamo sempre vincere ogni competizione a cui partecipiamo. Ma non si contano soltanto le coppe alzate al cielo. Oggi abbiamo il maggior numero di finali perse di Champions League, però intanto ne abbiamo giocate già otto. La partita di sabato scorso non deve lasciare rammarico per l'esito, come ad esempio le finali perse ad Atene, Monaco o Manchester".

La finale di Champions non deve essere un approdo ma "un ottimo punto di partenza per il futuro. Il bilancio con 315 milioni di fatturato dello scorso esercizio ci mette in condizione di poter affrontare le grandi potenze europee sul campo. Detto questo, non bisogna pensare che poiché Milano è a 127 chilometri di autostrada da Torino, l'anno prossimo la Juve sarà sicuramente alla finale di Champions League del Meazza. Ogni anno cambiano le finaliste, ma mi aspetto comunque un percorso di maturazione, un group stage affrontato con maggiore consapevolezza e con la speranza di essere già agli ottavi di finale alla quarta o alla quinta giornata".

Agnelli individua la svolta della stagione internazionale bianconera nelle partite in casa del Borussia Dortmund e del Real Madrid: "Ci hanno permesso di affrontare il Barça a viso aperto, giocando venti minuti esaltanti: avremmo anche potuto vincere, ma certi episodi poco favorevoli hanno permesso all'avversario di segnare il gol decisivo in contropiede".

La lunga lista dei ringraziamenti del presidente parte dall'area sportiva: "Marotta, Paratici e Nedved nei giorni concitati dello scorso luglio (quelli dell'addio di Antonio Conte; ndr) hanno dimostrato grande professionalità e calma, permettendo alla Juve di ricominciare il percorso intrapreso negli anni precedenti". Inevitabile un elogio nei confronti di Allegri: "Il nostro tecnico ha avuto il coraggio di guidare la Juve in un momento storico non semplice - prosegue Andrea Agnelli -. Si è inserito in punta di piedi, entrando subito in sintonia con la squadra: il suo modo di essere e la sua consapevolezza di poter far ulteriormente crescere la squadra gli hanno permesso di entrare nei nostri meccanismi e di ottenere i risultati che sono sotto gli occhi di tutti".

A detta del presidente bianconero, l'altro grande protagonista degli ultimi successi è Morata: "Alvaro è stato il giocatore più determinante della nostra Champions League, ma il futuro juventino è garantito da altri giovani come Pereyra, Rugani e Dybala". L'attaccante spagnolo è nel mirino del Real Madrid di Benitez, ma la Juve è assolutamente serena perché Morata è blindato fino al 2016, quando le merengues potranno far valere il loro diritto di 'recompra' per 30 milioni di euro. Gli elogi presidenziali sono estesi a tutta l'azienda: "Un club viene sempre diviso in tre componenti: la società, lo staff tecnico e la squadra, come se fossero tre entità diverse. Molti mi attribuiscono i meriti principali, ma il mio vero privilegio è guidare un insieme di leader. Alla Juve è il gruppo a fare la differenza. Siamo un tutt'uno: tutti utili, nessuno indispensabile".
Nessun passo indietro, infine, nella "lite temeraria" - Tavecchio dixit -con la Figc: la Juve non ha la minima intenzione di ritirare la sua richiesta di risarcimento danni da 443 milioni per la vicenda-Calciopoli: "Non ha più senso affrontare questo tema: la mia posizione è la stessa di quattro anni fa", taglia cortissimo Agnelli. Inutile, infine, sperare in un cambio al timone della Juventus: "Volete sapere se ci sono dei gruppi internazionali che corteggiano la Juve? No, e non li stiamo nemmeno cercando perché non ne abbiamo bisogno. Io sto bene dove mi trovo, sono felice e voglio dare continuità al lavoro intrapreso. Sono molto motivato - conclude Agnelli -, ho grandi sfide che mi affascinano a livello internazionale".

Agnelli punta il dito sugli investimenti tecnologici a discapito di quelli sulla sicurezza: "E' stato deciso di investire sulla goal line technology con una spesa per ogni singola squadra di 400 mila euro. Sono state trovate le risorse per risolvere 2-3 casi all'anno ma con la metà di quei soldi potremmo garantire sicurezza e certezza di intervento alle forze preposte. Questo mi lascia perplesso sulle nostre priorità". E continua: "Mancano gli impianti ma anche un vero progetto sportivo da parte della Federazione, con vere e proprie missioni per il calcio professionistico. Non c'è un vero progetto sportivo, mi chiedo quale sia il ruolo della Lega Pro, della Lega di B e della Lega di A nel sistema calcio" aggiunge. "Se il calcio italiano vuole tornare ad avere un ruolo primario a livello internazionale, serve un percorso di medio-lungo termine, di 5-10 anni. Nessuno ha la bacchetta magica, serve una condivisione da parte di tutti gli stakeholder e capire come si vuole uscire da questa situazione".

Poi, in merito alla cessione del 48% del Milan a Bee Taechaubol: "Per il momento la Fininvest ha soltanto comunicato di avere aperto un dialogo formale - prosegue il numero uno del club bianconero -. Leggiamo dei numeri impressionanti, ma non sappiamo se corrispondono alla verità. Quando guardo le cifre dei bilanci, faccio fatica a trovare una quadra a quel numero”. In chiusura Andrea Agnelli anticipa che sulle prossime maglie bianconere griffate Adidas “non ci sarà nessun simbolo per la decima Coppa Italia”.

RADUNO IL 16 LUGLIO, AMICHEVOLI CON BORUSSIA E OLYMPIQUE - Ad appena due giorni dalla fine della stagione 2014-15, si guarda già alla Juve edizione 2015-16. L'estate bianconera non prevede tournée in luoghi esotici. Il raduno scatterà il 16 luglio a Vinovo, ma per vedere i giocatori da questa settimana impegnati con le Nazionali bisognerà attendere il 20 luglio (qualche giorno in più per i sudamericani). La prima uscita è in calendario per sabato 25 luglio, all'AFG Arena di San Gallo (Svizzera), dove la Juve sfiderà il Borussia Dortmund in una sorta di riedizione degli ottavi di finale di Champions League. Anche l'amichevole successiva sarà di livello internazionale: sabato 1° agosto la squadra di Allegri sarà infatti di scena al Velodrome di Marsiglia contro l'Olympique.