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Juventus, Allegri: "La serie A non è finale 100 metri, ci vuole pazienza"

È con un tweet che Massimiliano Allegri prova a dettare il passo: "E stare qui a parlare di Pirlo, Tevez e Vidal non ha senso. So anch'io che Pirlo batteva bene le punizioni, ma abbiamo preso una decisione punto e basta"

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TORINO -  "La serie A non è la finale dei 100 metri ma una maratona: serve pazienza per trovare il ritmo giusto". È con un tweet che Massimiliano Allegri prova a dettare il passo dopo la sconfitta con l'Udinese: sa che di questi tempi deve essere lento per forza, pazienza è la parola che spende con più frequenza e sarebbe bene che anche la società si esponesse per ribadire che questa stagione potrebbe di essere "di transizione", come l'ha definita sabato sera Leonardo Bonucci. La Juve è nella fase della muta: sta cambiando pelle, non è più quella che era e non è ancora quella che sarà. "E stare qui a parlare di Pirlo, Tevez e Vidal non ha senso. So anch'io che Pirlo batteva bene le punizioni, ma abbiamo preso una decisione punto e basta". Il tempo, quello che Allegri invoca, servirà a capire se quelle decisioni siano giuste oppure no. Per ora affiorano dubbi, anche se d'estate spesso svaporano come gli effetti di un acquazzone. Però ci sono, al momento.
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1) Il grosso del budget destinato al mercato è stato investito su Dybala: 32 milioni più otto di bonus. Ma finora l'argentino ha fatto solamente la riserva di Coman e Allegri l'ha bocciato sia come esterno nel tridente sia come trequartista. "Non lo può fare". Come seconda punta, l'ha rimandato: "Coman sa fare i movimenti giisti". Ne consegue che l'allenatore considera Dybala un centravanti, ruolo già coperto da Mandzukic, Llorente, Zaza ed eventualmente anche da Morata: è stato fatto un errore di valutazione? C'è un'altra considerazione, di respiro più ampio: se la Juve ha il controllo di due punte esterne tra le migliori in prospettiva, Berardi (un anno meno di Dybala e il doppio di gol segnati nelle tre stagioni da professionista) e Coman, per non dire di Morata, perché ha speso un patrimonio per assicurarsene una terza? Perché l'investimento più massiccio non è stato orientato sulla prima necessità, un trequartista di livello internazionale, figura che Allegri invoca dall'estate del 2014? Se per Draxler 18 milioni (più 9 di bonus) non bastano, con 32 (più 8) lo Schalke avrebbe dato anche il resto, E altri obiettivi, forse persino De Bryune, sarebbero stati probabilmente alla portata.
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2) Un altro degli acquisti giovani, Zaza, è ancora in stand by. Neanche lui sta convincendo, ed è difficile definire un pivellino uno che fa il centravanti titolare della nazionale italiana. La Juve sta meditando se tagliarlo (c'è un'offerta dal West Ham), recuperando i 18 milioni versati al Sassuolo, per tornare a fidarsi di Llorente, che è di difficile collocazione (lo vorrebbero Valencia, Siviglia e un paio di club in Premier) per via del suo ingaggio elevatissimo, 4,5 milioni stagionali: potrebbe trattarsi di un'altra valutazione sbagliata?

3) La Juve ha inseguito per due mesi un trequartista, senza trovarlo. Arriverà Cuadrardo, che costringerà Allegri a rivedere i piani tattici impostati sul 4-3-1-2. "A me interessa che i giocatori che mi danno siano ottimi. Poi troverò il modo di metterli in campo". Ma è in mezzo che rimane una carenza, visto che l'unico ragioniere è Marchisio e il possibile alter ego, Khedira, ha finora confermato i dubbi sulla sua tenuta fisica. Un centrocampista di qualità arriverà, certo: Draxler è la soluzione ideale, Gündogan un'alternativa accettabile, il franco-gabonese Lemina, che sta spopolando a Marsiglia, un'altra scommessa che ribadirebbe il concetto di transizione
 
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