✕

Juventus, Allegri: "La serie A non è finale 100 metri, ci vuole pazienza"

È con un tweet che Massimiliano Allegri prova a dettare il passo: "E stare qui a parlare di Pirlo, Tevez e Vidal non ha senso. So anch'io che Pirlo batteva bene le punizioni, ma abbiamo preso una decisione punto e basta"
2 minuti di lettura
TORINO -  "La serie A non è la finale dei 100 metri ma una maratona: serve pazienza per trovare il ritmo giusto". È con un tweet che Massimiliano Allegri prova a dettare il passo dopo la sconfitta con l'Udinese: sa che di questi tempi deve essere lento per forza, pazienza è la parola che spende con più frequenza e sarebbe bene che anche la società si esponesse per ribadire che questa stagione potrebbe di essere "di transizione", come l'ha definita sabato sera Leonardo Bonucci. La Juve è nella fase della muta: sta cambiando pelle, non è più quella che era e non è ancora quella che sarà. "E stare qui a parlare di Pirlo, Tevez e Vidal non ha senso. So anch'io che Pirlo batteva bene le punizioni, ma abbiamo preso una decisione punto e basta". Il tempo, quello che Allegri invoca, servirà a capire se quelle decisioni siano giuste oppure no. Per ora affiorano dubbi, anc…
TORINO -  "La serie A non è la finale dei 100 metri ma una maratona: serve pazienza per trovare il ritmo giusto". È con un tweet che Massimiliano Allegri prova a dettare il passo dopo la sconfitta con l'Udinese: sa che di questi tempi deve essere lento per forza, pazienza è la parola che spende con più frequenza e sarebbe bene che anche la società si esponesse per ribadire che questa stagione potrebbe di essere "di transizione", come l'ha definita sabato sera Leonardo Bonucci. La Juve è nella fase della muta: sta cambiando pelle, non è più quella che era e non è ancora quella che sarà. "E stare qui a parlare di Pirlo, Tevez e Vidal non ha senso. So anch'io che Pirlo batteva bene le punizioni, ma abbiamo preso una decisione punto e basta". Il tempo, quello che Allegri invoca, servirà a capire se quelle decisioni siano giuste oppure no. Per ora affiorano dubbi, anche se d'estate spesso svaporano come gli effetti di un acquazzone. Però ci sono, al momento.

1) Il grosso del budget destinato al mercato è stato investito su Dybala: 32 milioni più otto di bonus. Ma finora l'argentino ha fatto solamente la riserva di Coman e Allegri l'ha bocciato sia come esterno nel tridente sia come trequartista. "Non lo può fare". Come seconda punta, l'ha rimandato: "Coman sa fare i movimenti giisti". Ne consegue che l'allenatore considera Dybala un centravanti, ruolo già coperto da Mandzukic, Llorente, Zaza ed eventualmente anche da Morata: è stato fatto un errore di valutazione? C'è un'altra considerazione, di respiro più ampio: se la Juve ha il controllo di due punte esterne tra le migliori in prospettiva, Berardi (un anno meno di Dybala e il doppio di gol segnati nelle tre stagioni da professionista) e Coman, per non dire di Morata, perché ha speso un patrimonio per assicurarsene una terza? Perché l'investimento più massiccio non è stato orientato sulla prima necessità, un trequartista di livello internazionale, figura che Allegri invoca dall'estate del 2014? Se per Draxler 18 milioni (più 9 di bonus) non bastano, con 32 (più 8) lo Schalke avrebbe dato anche il resto, E altri obiettivi, forse persino De Bryune, sarebbero stati probabilmente alla portata.

2) Un altro degli acquisti giovani, Zaza, è ancora in stand by. Neanche lui sta convincendo, ed è difficile definire un pivellino uno che fa il centravanti titolare della nazionale italiana. La Juve sta meditando se tagliarlo (c'è un'offerta dal West Ham), recuperando i 18 milioni versati al Sassuolo, per tornare a fidarsi di Llorente, che è di difficile collocazione (lo vorrebbero Valencia, Siviglia e un paio di club in Premier) per via del suo ingaggio elevatissimo, 4,5 milioni stagionali: potrebbe trattarsi di un'altra valutazione sbagliata?

3) La Juve ha inseguito per due mesi un trequartista, senza trovarlo. Arriverà Cuadrardo, che costringerà Allegri a rivedere i piani tattici impostati sul 4-3-1-2. "A me interessa che i giocatori che mi danno siano ottimi. Poi troverò il modo di metterli in campo". Ma è in mezzo che rimane una carenza, visto che l'unico ragioniere è Marchisio e il possibile alter ego, Khedira, ha finora confermato i dubbi sulla sua tenuta fisica. Un centrocampista di qualità arriverà, certo: Draxler è la soluzione ideale, Gündogan un'alternativa accettabile, il franco-gabonese Lemina, che sta spopolando a Marsiglia, un'altra scommessa che ribadirebbe il concetto di transizione