Juventus, Buffon: "Discorso scudetto per ora è chiuso"
di TIMOTHY ORMEZZANOIl capitano bianconero è realista dopo il ko di Napoli. Intanto Allegri, con un tweet notturno, tenta di ricompattare l'ambiente anche in vista della sfida Champions di mercoledì contro il Siviglia. Le delusioni Pogba e Hernanes
TORINO - "Lo scudetto? Al momento è un discorso che va accantonato". Gigi Buffon è realista dopo il ko di Napoli sulle possibilità della Juve di confermarsi per la quinta volta campioni d'Italia. "Il distacco dalla vetta è talmente tanto e noi non abbiamo ancora una fisionomia certa che non è il caso di perderci in voli pindarici -prosegue il capitano bianconero-. Dobbiamo risolvere i piccoli problemi che ci portiamo appresso e guardare la classifica tra due o tre mesi". Ridurre la crisi della Juve alle partenze di Pirlo, Vidal e Tevez "sarebbe fuorviante e non accenderebbe il focus su dove dobbiamo migliorare", spiega.
"Penso che ci siano varie cause, come alcuni giocatori di spessore internazionale e cardini che sono venuti meno per tanto tempo. Ma non deve essere un alibi, come anche il fatto che alcuni giocatori siano andati via. La storia della Juve è una storia di vittorie. La Juve ha vinto se…
"Penso che ci siano varie cause, come alcuni giocatori di spessore internazionale e cardini che sono venuti meno per tanto tempo. Ma non deve essere un alibi, come anche il fatto che alcuni giocatori siano andati via. La storia della Juve è una storia di vittorie. La Juve ha vinto se…
TORINO - "Lo scudetto? Al momento è un discorso che va accantonato". Gigi Buffon è realista dopo il ko di Napoli sulle possibilità della Juve di confermarsi per la quinta volta campioni d'Italia. "Il distacco dalla vetta è talmente tanto e noi non abbiamo ancora una fisionomia certa che non è il caso di perderci in voli pindarici -prosegue il capitano bianconero-. Dobbiamo risolvere i piccoli problemi che ci portiamo appresso e guardare la classifica tra due o tre mesi". Ridurre la crisi della Juve alle partenze di Pirlo, Vidal e Tevez "sarebbe fuorviante e non accenderebbe il focus su dove dobbiamo migliorare", spiega.
"Penso che ci siano varie cause, come alcuni giocatori di spessore internazionale e cardini che sono venuti meno per tanto tempo. Ma non deve essere un alibi, come anche il fatto che alcuni giocatori siano andati via. La storia della Juve è una storia di vittorie. La Juve ha vinto senza Buffon, senza Vidal, senza Conte, senza Pirlo e continuerà a farlo. Visto e considerato che in una partita come quella di ieri - il riferimento alla sconfitta di Napoli - e in altre c'erano 7-8 componenti della Juve vittoriosa degli anni precedenti, credo che sarebbe solo un alibi pensare che le motivazioni di questi risultati siano quelle".
MA ALLEGRI SDRAMMATIZZA - Mentre il San Paolo festeggiava ancora il 2-1 del Napoli sulla Juve, Allegri ordinava ai bianconeri di svestire quelle "facce da funerale, anche perché quando tutti pensano di farmi il funerale poi si ricredono". Amen, anzi requiem, perché la classifica pare davvero seppellire ogni residua speranza di rimonta tricolore ai quattro volte campioni d'Italia. Ed è sempre più a rischio anche la zona-Champions. Con 5 punti dopo 6 giornate (eguagliata la partenza-shock del 1969-70) la Juve sta centrando nuovi record, ma questa volta di natura speleologica anziché alpinistica. I bianconeri hanno 13 punti in meno dell'anno scorso e soprattutto rischiano di finire a -13 dall'Inter capolista. I tifosi sono scesi per la maggior parte dal carro festante della squadra che aveva vinto gli ultimi quattro scudetti e sfiorato l'ultima Champions League. Molti chiedono l'esonero di Allegri e il ritorno di Lippi o Capello, ancora più di quello di Conte.
ALLEGRI AI TIFOSI: "ABBIATE FIDUCIA" - Allegri chiede (altro) tempo e soprattutto compattezza. "Le difficoltà vanno affrontate assieme, partendo dagli aspetti positivi. C'è bisogno che tutti i tifosi abbiano fiducia in questa Juve", ha twittato nella notte il tecnico, al quale viene ora rimproverato anche l'essere troppo social. La prima accusa è però quella di non aver dato ancora un capo e una coda a questa creatura informe, senza cervello (Pirlo), cuore (Tevez) e polmoni (Vidal): la Juve è infatti l'unica big d'Europa a non avere ancora un numero di telaio ben definito. Otto fomrazioni diverse in altrettante uscite ufficiali. C'è tanta, troppa confusione tattica. L'idea è di passare al 4-3-3, sfruttando la verve di Cuadrado: l'ultimo arrivato è diventato subito indispensabile, da ruota di scorta a motore della squadra. Ma ieri si è rivisto il 4-3-1-2, poi il 4-4-2, quindi un "natalizio" 4-3-2-1 e infine una specie di 3-5-2.
CASI HERNANES E POGBA - Difficile spiegare perché il più in forma del momento, lo stesso Cuadrado, sia stato impiegato più col Frosinone che con il Napoli. Almeno si è capito perché Hernanes, prima di Napoli, era stato escluso dalle ultime due formazioni titolari: non va avanti. E sbaglia molto: ieri il brasiliano ha perso Insigne sul primo gol, per poi innescare con un suo errore il 2-0 di Higuain. Unica giustificazione: Hernanes era convinto di venire a Torino per fare il trequartista, ipse dixit, e non il regista. Altro caso da risolvere è quello che fa capo al sempre più supponente Pogba. Gioca con una leggerezza inspiegabile, tutto tocchetti e mossette. Pare che il francese non voglia proprio farsi carico delle responsabilità date anche da quel numero 10 che lui stesso ha scelto di buttarsi addosso.
CERCASI FILOTTO PER RITROVARE LA JUVE - L'agonia bianconera potrebbe finire dopo la sosta per la Nazionale, quando rientreranno Khedira (da oggi al lavoro in gruppo), Marchisio e Mandzukic. "Allora sì, avremo molte più soluzioni e acquisiremo quell'esperienza che in questo momento manca", ha detto Allegri. La memoria torna inevitabilmente al suo secondo anno al Milan, quando gli infortuni fiaccarono la squadra campione d'Italia che però, dopo una partenza in sordina, centrò 12 risultati utili consecutivi (10 vittorie e 2 pareggi) tra la 7ª e la 17ª giornata. Ecco, la Juve sogna un filotto del genere. "Saremo davvero tornati quando vinceremo dieci partite consecutive", ripeteva ieri Evra, invitando alla calma e assicurando di aver rivisto lo spirito giusto. "Intanto, ritroviamo la vittoria interna, mercoledì contro il Siviglia e domenica con il Bologna", ha aggiunto il francese. Anche Bonucci sposta i radar sulla Champions: "Bisogna guardare avanti con positività e lavorare sodo. Testa subito a mercoledì", twitta il difensore viterbese.
ARRIVA IL SIVIGLIA, RIECCO MORATA E CUADRADO - Contro il Siviglia, che sabato ha centrato la prima vittoria in Liga (3-2 al Rayo Vallecano) tenendo a riposo gli ex bianconeri Llorente e Immobile, dovrebbe rivedersi la Juve formato 4-3-3, lo stesso abito indossato a Manchester. Sulla corsia destra, in mancanza di Lichtsteiner (fuori uso: lunedìi se ne saprà di più) e Padoin (fuori lista Uefa), Allegri spera di recuperare l'ex Siviglia, Caceres. A centrocampo Sturaro dovrebbe dare il cambio a Lemina, sempre titolare nelle ultime tre uscite, a meno che il francogabonese non prenda il posto dello spaesato Hernanes in regia. Ma le novità più rassicuranti sono davanti, dove ritornano dal primo minuto Cuadrado e Morata, con Zaza, Dybala e Pereyra a contendersi l'ultimo posto del tridente. Il tutto, a meno di una nuova rivoluzione tattica: a questo punto non si può escludere niente.
"Penso che ci siano varie cause, come alcuni giocatori di spessore internazionale e cardini che sono venuti meno per tanto tempo. Ma non deve essere un alibi, come anche il fatto che alcuni giocatori siano andati via. La storia della Juve è una storia di vittorie. La Juve ha vinto senza Buffon, senza Vidal, senza Conte, senza Pirlo e continuerà a farlo. Visto e considerato che in una partita come quella di ieri - il riferimento alla sconfitta di Napoli - e in altre c'erano 7-8 componenti della Juve vittoriosa degli anni precedenti, credo che sarebbe solo un alibi pensare che le motivazioni di questi risultati siano quelle".
MA ALLEGRI SDRAMMATIZZA - Mentre il San Paolo festeggiava ancora il 2-1 del Napoli sulla Juve, Allegri ordinava ai bianconeri di svestire quelle "facce da funerale, anche perché quando tutti pensano di farmi il funerale poi si ricredono". Amen, anzi requiem, perché la classifica pare davvero seppellire ogni residua speranza di rimonta tricolore ai quattro volte campioni d'Italia. Ed è sempre più a rischio anche la zona-Champions. Con 5 punti dopo 6 giornate (eguagliata la partenza-shock del 1969-70) la Juve sta centrando nuovi record, ma questa volta di natura speleologica anziché alpinistica. I bianconeri hanno 13 punti in meno dell'anno scorso e soprattutto rischiano di finire a -13 dall'Inter capolista. I tifosi sono scesi per la maggior parte dal carro festante della squadra che aveva vinto gli ultimi quattro scudetti e sfiorato l'ultima Champions League. Molti chiedono l'esonero di Allegri e il ritorno di Lippi o Capello, ancora più di quello di Conte.
ALLEGRI AI TIFOSI: "ABBIATE FIDUCIA" - Allegri chiede (altro) tempo e soprattutto compattezza. "Le difficoltà vanno affrontate assieme, partendo dagli aspetti positivi. C'è bisogno che tutti i tifosi abbiano fiducia in questa Juve", ha twittato nella notte il tecnico, al quale viene ora rimproverato anche l'essere troppo social. La prima accusa è però quella di non aver dato ancora un capo e una coda a questa creatura informe, senza cervello (Pirlo), cuore (Tevez) e polmoni (Vidal): la Juve è infatti l'unica big d'Europa a non avere ancora un numero di telaio ben definito. Otto fomrazioni diverse in altrettante uscite ufficiali. C'è tanta, troppa confusione tattica. L'idea è di passare al 4-3-3, sfruttando la verve di Cuadrado: l'ultimo arrivato è diventato subito indispensabile, da ruota di scorta a motore della squadra. Ma ieri si è rivisto il 4-3-1-2, poi il 4-4-2, quindi un "natalizio" 4-3-2-1 e infine una specie di 3-5-2.
CASI HERNANES E POGBA - Difficile spiegare perché il più in forma del momento, lo stesso Cuadrado, sia stato impiegato più col Frosinone che con il Napoli. Almeno si è capito perché Hernanes, prima di Napoli, era stato escluso dalle ultime due formazioni titolari: non va avanti. E sbaglia molto: ieri il brasiliano ha perso Insigne sul primo gol, per poi innescare con un suo errore il 2-0 di Higuain. Unica giustificazione: Hernanes era convinto di venire a Torino per fare il trequartista, ipse dixit, e non il regista. Altro caso da risolvere è quello che fa capo al sempre più supponente Pogba. Gioca con una leggerezza inspiegabile, tutto tocchetti e mossette. Pare che il francese non voglia proprio farsi carico delle responsabilità date anche da quel numero 10 che lui stesso ha scelto di buttarsi addosso.
CERCASI FILOTTO PER RITROVARE LA JUVE - L'agonia bianconera potrebbe finire dopo la sosta per la Nazionale, quando rientreranno Khedira (da oggi al lavoro in gruppo), Marchisio e Mandzukic. "Allora sì, avremo molte più soluzioni e acquisiremo quell'esperienza che in questo momento manca", ha detto Allegri. La memoria torna inevitabilmente al suo secondo anno al Milan, quando gli infortuni fiaccarono la squadra campione d'Italia che però, dopo una partenza in sordina, centrò 12 risultati utili consecutivi (10 vittorie e 2 pareggi) tra la 7ª e la 17ª giornata. Ecco, la Juve sogna un filotto del genere. "Saremo davvero tornati quando vinceremo dieci partite consecutive", ripeteva ieri Evra, invitando alla calma e assicurando di aver rivisto lo spirito giusto. "Intanto, ritroviamo la vittoria interna, mercoledì contro il Siviglia e domenica con il Bologna", ha aggiunto il francese. Anche Bonucci sposta i radar sulla Champions: "Bisogna guardare avanti con positività e lavorare sodo. Testa subito a mercoledì", twitta il difensore viterbese.
ARRIVA IL SIVIGLIA, RIECCO MORATA E CUADRADO - Contro il Siviglia, che sabato ha centrato la prima vittoria in Liga (3-2 al Rayo Vallecano) tenendo a riposo gli ex bianconeri Llorente e Immobile, dovrebbe rivedersi la Juve formato 4-3-3, lo stesso abito indossato a Manchester. Sulla corsia destra, in mancanza di Lichtsteiner (fuori uso: lunedìi se ne saprà di più) e Padoin (fuori lista Uefa), Allegri spera di recuperare l'ex Siviglia, Caceres. A centrocampo Sturaro dovrebbe dare il cambio a Lemina, sempre titolare nelle ultime tre uscite, a meno che il francogabonese non prenda il posto dello spaesato Hernanes in regia. Ma le novità più rassicuranti sono davanti, dove ritornano dal primo minuto Cuadrado e Morata, con Zaza, Dybala e Pereyra a contendersi l'ultimo posto del tridente. Il tutto, a meno di una nuova rivoluzione tattica: a questo punto non si può escludere niente.