TORINO - La gente juventina ha già cominciato una specie di conto alla rovescia, elettrizzata dalla doppia vittoria tra Champions e campionato e convinta che il muro di buio sia oramai stato scavalcato. Allegri è più prudente: "Non è ancora il momento di contare i punti che mancano". E arriva poi l'immancabile tweet mattututino del dopopartita: "Paura, orgoglio, reazione e maturità Nella gestione. Siamo un cantiere che lavora per essere meno vulnerabile, ma sono soddisfatto!". Allegri sente però che la squadra gli sta finalmente crescendo tra le mani, che i suoi ragazzi si stanno piano piano sfrondando dai difetti che ne limitano il talento (si parla ovviamente di Morata, Dybala e Pogba: croci e delizie) e che con la pazienza e il lavoro restituirà la Juve a una dimensione più consona, o per lo meno più logica.
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Molte cose ancora non gli vanno: non ha gradito il gol di Mounier ("La difesa è stata pigra") né gli eccessi di individualismo di cui sono spesso vittima i suoi e in particolare Morata. Però ha apprezzato il fatto che stavolta i giocatori abbiano saputo mantenere i nervi saldi, senza farsi prendere dall’impazienza o dal nervosismo: "Dico sempre che le gare sono lunghe e che non ci sono solamente i primi minuti, per fare gol".
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D'altronde, nelle ultime due partite il tecnico ha potuto schierare in centrocampo esperto, e i risultati si sono visti. Con Lemina, Pogba e Sturaro, la Juve non sapeva (né, forse, poteva) mantenere alcun tipo di controllo sulla partita. Perciò Allegri ha risfoderato Hernanes (disastroso a Napoli, ma poi positivo nelle due occasioni successive) e, soprattutto, s’è giovato della presenza di Khedira che oggettivamente, in questo contesto, è di un’altra categoria. Il suo peso si è sentito eccome, d’altronde stiamo parlando di un pilastro della nazionale tedesca e di un’ex prima scelta del Real Madrid. Khedira ha portato esperienza, potenza fisica, colpo d'occhio e pelo sullo stomaco. Si ha fatto sentire in mezzo al campo ma pure nelle zone più calde: con il Bologna, ha segnato il risultato con un assist e un gol. Dopo due mesi di stop (si era infortunato al polpaccio il 1° agosto, nell’amichevole di Marsiglia) non ha nemmeno sentito la stanchezza, giocando quasi per intero sia con il Siviglia sia con il Bologna. Loew non lo ha convocato in nazionale ("E' giusto, era da aprile che non giocavo una partita intera") per cui nelle prossime due settimane potrà rifinire la condizione fisica. Allegri punta su di lui e su Marchisio, che rientrerà dopo la sosta: le soluzioni che andava cercando le troverà nei giocatori guariti.
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Molte cose ancora non gli vanno: non ha gradito il gol di Mounier ("La difesa è stata pigra") né gli eccessi di individualismo di cui sono spesso vittima i suoi e in particolare Morata. Però ha apprezzato il fatto che stavolta i giocatori abbiano saputo mantenere i nervi saldi, senza farsi prendere dall’impazienza o dal nervosismo: "Dico sempre che le gare sono lunghe e che non ci sono solamente i primi minuti, per fare gol".
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D'altronde, nelle ultime due partite il tecnico ha potuto schierare in centrocampo esperto, e i risultati si sono visti. Con Lemina, Pogba e Sturaro, la Juve non sapeva (né, forse, poteva) mantenere alcun tipo di controllo sulla partita. Perciò Allegri ha risfoderato Hernanes (disastroso a Napoli, ma poi positivo nelle due occasioni successive) e, soprattutto, s’è giovato della presenza di Khedira che oggettivamente, in questo contesto, è di un’altra categoria. Il suo peso si è sentito eccome, d’altronde stiamo parlando di un pilastro della nazionale tedesca e di un’ex prima scelta del Real Madrid. Khedira ha portato esperienza, potenza fisica, colpo d'occhio e pelo sullo stomaco. Si ha fatto sentire in mezzo al campo ma pure nelle zone più calde: con il Bologna, ha segnato il risultato con un assist e un gol. Dopo due mesi di stop (si era infortunato al polpaccio il 1° agosto, nell’amichevole di Marsiglia) non ha nemmeno sentito la stanchezza, giocando quasi per intero sia con il Siviglia sia con il Bologna. Loew non lo ha convocato in nazionale ("E' giusto, era da aprile che non giocavo una partita intera") per cui nelle prossime due settimane potrà rifinire la condizione fisica. Allegri punta su di lui e su Marchisio, che rientrerà dopo la sosta: le soluzioni che andava cercando le troverà nei giocatori guariti.
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