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Juventus, Marchisio: "E' il momento di dare la svolta"

Il centrocampista è carico dopo il derby vinto: "La squadra è stata costruita per puntare ai posti più alti sia in Italia che in Europa, e quindi deve dimostrare sicuramente di più" Padoin: "La nostra voglia di rimonta è incredibile"

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TORINO - “E' il momento di dare la svolta”, carica Claudio Marchisio. Con uno scherzetto al Toro sulla sirena del derby, la Juventus si è fatta un gran bel regalo di compleanno (118 anni oggi, auguri Signora). Nella notte di Halloween i bianconeri hanno ritrovato la vittoria, il coraggio e quel pizzico di fortuna che non fa mai male, soprattutto a chi deve scalare una classifica più ripida del Mortirolo. Bene così, perché un pareggio, il terzo interno, avrebbe squassato la squadra, facendole perdere le ultime certezze. La Juve si gode il day after, invitando i propri tifosi ad indossare una maglia bianconera e a inviare una foto su Twitter o Instagram con l’hashtag #JuventusDay. La vetta è un po' più vicina (Inter e Fiorentina sono a +9), ma nessuno a Vinovo si illude, perché il gioco latita e la strada per ritrovare la squadra che ha razziato gli ultimi quattro campionati è ancora molto lunga. E' comunque doveroso, per i bianconeri, auspicare che la vittoria last second contro i cugini granata, proprio come era accaduto 11 mesi fa, possa inaugurare un filotto di successi. “Dopo quattro scudetti non è facile rivincere - ammette Marchisio, intervistato da Sky Sport -, ma la squadra è stata costruita per puntare ai posti più alti sia in Italia che in Europa, e quindi deve dimostrare sicuramente di più. Il successo contro il Torino serviva tantissimo, e non soltanto perché è sempre bello vincere la stracittadina. Se vogliamo puntare a qualcosa di importante, il derby dovrà essere la partita della nostra svolta”. Anche Simone Padoin invoca un cambio di ritmo: “La vittoria fortemente voluta e sofferta del derby ci fa capire quanto sia importante crederci e non mollare 'fino alla fine', come vuole il nostro motto - così il jolly juventino ai microfoni di Jtv -. Ora dobbiamo trovare continuità, per dare seguito a questa prestazione con altre vittorie. La nostra voglia di rimonta è incredibile”.
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I due bianconeri fanno il coro all'immancabile tweet di Massimiliano Allegri: “L'anno scorso fu la svolta e ne abbiamo bisogno: #fiuuu, al Cuadrado questa sera!”. Ma il tecnico tirerà un bel sospiro di sollievo soltanto quando la Juve troverà continuità in campionato, dove non ha ancora messo due vittorie in fila. Adesso, però, è di nuovo ora di sintonizzarsi sulle frequenze della Champions League. "Pensiamo a una partita per volta - ordine Marchisio -, sappiamo bene cosa dobbiamo fare". Martedì la Juve farà visita a un Borussia Moenchengladbach (arbitra l'olandese Bjorn Kuipers) in ottima salute, reduce da un perentorio 4-1 in casa dell'Hertha Berlino. Oltre agli infortunati Pereyra e Asamoah, a centrocampo mancherà pure Khedira, a serio rischio anche per l'ultimo impegno prima della sosta, domenica in casa dell'Empoli. Lunedì il tedesco si sottoporrà agli esami strumentali per valutare l'indurimento al flessore che ieri lo ha costretto a uscire dopo appena 11 minuti di gioco. Quello del recidivo Khedira è il 15° infortunio muscolare stagionale, il 16° se si considerano anche i problemi di Lichtsteiner al muscolo cardiaco. A proposito, superati gli accertamenti diagnostici necessari per il rilascio dell'idoneità sportiva, l'esterno svizzero oggi è rientrato in gruppo dando buoni segnali di ripresa a 30 giorni dall'intervento di ablazione al cuore.

Per la trasferta in Germania, Allegri pensa a un 4-3-3 con Buffon tra i pali e Barzagli, Bonucci, Chiellini ed Evra (o Sandro) in difesa. Qualche dubbio a centrocampo, dove il tecnico valuta sostanzialmente due soluzioni: piazzare Hernanes in regia, con Marchisio e Pogba mezzali oppure, più probabile, rinunciare al “Profeta” e affiancare al “Principino” il “Polpo” e Sturaro (in vantaggio su Lemina). Altro rebus da risolvere in attacco, dove gli unici sicuri del posto sembrano Cuadrado e Morata. Per l'ultima maglia è corsa a tre fra Mandzukic (il più alto di grado, soprattutto in Europa, ultimamente però in riserva), Dybala (raramente brillante lontano da casa) e Zaza (il terzo incomodo che scalpita, ma difetta di esperienza internazionale). 
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