Juventus, un tuttofare per il centrocampo: Allegri vuole Cataldi
di TIMOTHY ORMEZZANOTentativo con la Lazio per avere a gennaio il giovane centrocampista, ma la contropartita offerta al club di Lotito (che non è però in grandi rapporti con Agnelli), Martin Caceres, non convince il tecnico bianconero, intenzionato a tenere l'uruguaiano
TORINO - La Juve sogna, è proprio il caso di dirlo, un colpo grosso alla Gundogan (Borussia Dortmund). Le principali alternative al tedesco, un affare praticamente irrealizzabile, sono Banega (Siviglia), Moutinho (Monaco), Rabiot (Psg) e Soriano (Samp). La storia recente insegna però che il mercato invernale bianconero non è mai stato pirotecnico. Nel 2012 arrivarono Padoin, Borriello e tornò Caceres. Nel 2013 ecco Peluso e Anelka. Nel 2014 il solo Osvaldo e nel 2015 Sturaro e gli ex Matri e De Ceglie. "Quello di gennaio per noi non sarà un mercato di riparazione: onestamente mi pare che non dobbiamo riparare nulla", ha detto ieri Marotta, lasciandosi però scappare che "le problematiche maggiori sono a centrocampo".
Stufo di avere la coperta troppo corta nel settore nevralgico del gioco - i vari Pereyra, Khedira, Lemina, Hernanes e Asamoah sono troppo spesso ko -, Allegri ha chiesto un elemento di lotta e di governo, una p…
Stufo di avere la coperta troppo corta nel settore nevralgico del gioco - i vari Pereyra, Khedira, Lemina, Hernanes e Asamoah sono troppo spesso ko -, Allegri ha chiesto un elemento di lotta e di governo, una p…
TORINO - La Juve sogna, è proprio il caso di dirlo, un colpo grosso alla Gundogan (Borussia Dortmund). Le principali alternative al tedesco, un affare praticamente irrealizzabile, sono Banega (Siviglia), Moutinho (Monaco), Rabiot (Psg) e Soriano (Samp). La storia recente insegna però che il mercato invernale bianconero non è mai stato pirotecnico. Nel 2012 arrivarono Padoin, Borriello e tornò Caceres. Nel 2013 ecco Peluso e Anelka. Nel 2014 il solo Osvaldo e nel 2015 Sturaro e gli ex Matri e De Ceglie. "Quello di gennaio per noi non sarà un mercato di riparazione: onestamente mi pare che non dobbiamo riparare nulla", ha detto ieri Marotta, lasciandosi però scappare che "le problematiche maggiori sono a centrocampo".
Stufo di avere la coperta troppo corta nel settore nevralgico del gioco - i vari Pereyra, Khedira, Lemina, Hernanes e Asamoah sono troppo spesso ko -, Allegri ha chiesto un elemento di lotta e di governo, una pedina che sappia agire da mezzala o all'occorrenza da regista. L'identikit ha spinto i bianconeri a bussare alla porta della Lazio per chiedere informazioni sul 21enne Cataldi. Nonostante i rapporti tra i due club siano ai minimi termini - è risaputo che tra Agnelli e Lotito non corra buon sangue -, la Juve prova a battere la strada del prestito con diritto di riscatto o in alternativa propone uno scambio con un jolly gradito alla Lazio, quel Caceres che, benché giochi più con l'Uruguay che con la Juve, Allegri non vorrebbe cedere: "Credo che quest'anno Martin ci sia mancato molto", aveva detto il tecnico alla vigilia di Carpi-Juve: un messaggio alla società, comunque decisa a raccattare qualche milione prima che il "Pelado" vada in scadenza? Chissà. E' praticamente certa invece la permanenza in bianconero dei giovani Rugani e Zaza: nonostante le molte richieste arrivate a Torino, Marotta accontenterà Allegri.
Intanto il tecnico bianconero è tornato a "spingere" la sua applicazione "Mr. Allegri Tactics", un concentrato di consigli di tattica, alimentazione, psicologia e gestione delle risorse umane. "Non spiega come lanciare il cappotto, ma in Mr. Allegri Tactics trovate il mio metodo di lavoro", cinguetta il livornese su Twitter, tornando sulla sua reazione scomposta nel finale di Carpi-Juve. Sul suo sito internet, inoltre, Allegri tranquillizza chi teme che, tramite la sua app, la concorrenza possa scoprire e dunque disinnescare gli schemi bianconeri: "Rispondo direttamente a tutti quelli (tifosi e giornalisti in primis) che pensano che l'app possa dare dei vantaggi alle squadre avversarie - scrive Allegri -. La risposta è semplice: no! Ci saranno i miei principi e il mio metodo, ma non ci saranno gli schemi su calcio piazzato che la mia squadra proverà ad eseguire durante la prossima partita e non ci sarà l'esercitazione specifica che farò fare ai miei difensori per affrontare una determinata squadra. Stiano tranquilli, i tifosi: nessun allenatore avversario scaricherà l'app per battermi, perché ha già tutte le informazioni che gli servono attraverso altri strumenti".
Stufo di avere la coperta troppo corta nel settore nevralgico del gioco - i vari Pereyra, Khedira, Lemina, Hernanes e Asamoah sono troppo spesso ko -, Allegri ha chiesto un elemento di lotta e di governo, una pedina che sappia agire da mezzala o all'occorrenza da regista. L'identikit ha spinto i bianconeri a bussare alla porta della Lazio per chiedere informazioni sul 21enne Cataldi. Nonostante i rapporti tra i due club siano ai minimi termini - è risaputo che tra Agnelli e Lotito non corra buon sangue -, la Juve prova a battere la strada del prestito con diritto di riscatto o in alternativa propone uno scambio con un jolly gradito alla Lazio, quel Caceres che, benché giochi più con l'Uruguay che con la Juve, Allegri non vorrebbe cedere: "Credo che quest'anno Martin ci sia mancato molto", aveva detto il tecnico alla vigilia di Carpi-Juve: un messaggio alla società, comunque decisa a raccattare qualche milione prima che il "Pelado" vada in scadenza? Chissà. E' praticamente certa invece la permanenza in bianconero dei giovani Rugani e Zaza: nonostante le molte richieste arrivate a Torino, Marotta accontenterà Allegri.
Intanto il tecnico bianconero è tornato a "spingere" la sua applicazione "Mr. Allegri Tactics", un concentrato di consigli di tattica, alimentazione, psicologia e gestione delle risorse umane. "Non spiega come lanciare il cappotto, ma in Mr. Allegri Tactics trovate il mio metodo di lavoro", cinguetta il livornese su Twitter, tornando sulla sua reazione scomposta nel finale di Carpi-Juve. Sul suo sito internet, inoltre, Allegri tranquillizza chi teme che, tramite la sua app, la concorrenza possa scoprire e dunque disinnescare gli schemi bianconeri: "Rispondo direttamente a tutti quelli (tifosi e giornalisti in primis) che pensano che l'app possa dare dei vantaggi alle squadre avversarie - scrive Allegri -. La risposta è semplice: no! Ci saranno i miei principi e il mio metodo, ma non ci saranno gli schemi su calcio piazzato che la mia squadra proverà ad eseguire durante la prossima partita e non ci sarà l'esercitazione specifica che farò fare ai miei difensori per affrontare una determinata squadra. Stiano tranquilli, i tifosi: nessun allenatore avversario scaricherà l'app per battermi, perché ha già tutte le informazioni che gli servono attraverso altri strumenti".