Juventus, Pogba: "Non essere primi è uno schiaffo, ora catturiamo il Napoli"
di TIMOTHY ORMEZZANOTutti utili, nessuno insostituibile per il tecnico toscano, che però ha in Bonucci (33 presenze su 34 gare) l'unico vero stakanovista di Allegri. Insieme a lui Marchisio e Dybala, perni intorno ai quali ruotano il centrocampo e l'attacco. Intanto è il francese non ammette mezze misure
TORINO - Massimiliano Allegri rifiuta il termine "turnover" - e non perché è un italianista convinto -, figuriamoci se parlerebbe mai dei suoi "titolarissimi", come a Napoli vengono definiti gli undici preferiti da Sarri e prima ancora da Benitez. Il tecnico bianconero preferisce battere su un altro concetto, secondo cui tutti sono utili ma nessuno è indispensabile. Nemmeno Pogba, escluso un mesetto fa in casa dell'Udinese per scelta tecnica, come se fosse Padoin. Forte di una rosa più "profonda" e di una panchina più "lunga" rispetto alla concorrenza italica, Allegri ha dimostrato di sapersi imporre anche con le seconde linee: per dire, la sua Juve 2 basta e avanza per asfaltare in Coppa Italia (3-0) quell'Inter 2 che aveva sbancato il campo del Napoli 2 (0-2). Detto questo, anche il "Conte Max" ha qualche pedina inamovibile, a partire dalla dorsale Bonucci-Marchisio-Dybala.
SONDA…
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TORINO - Massimiliano Allegri rifiuta il termine "turnover" - e non perché è un italianista convinto -, figuriamoci se parlerebbe mai dei suoi "titolarissimi", come a Napoli vengono definiti gli undici preferiti da Sarri e prima ancora da Benitez. Il tecnico bianconero preferisce battere su un altro concetto, secondo cui tutti sono utili ma nessuno è indispensabile. Nemmeno Pogba, escluso un mesetto fa in casa dell'Udinese per scelta tecnica, come se fosse Padoin. Forte di una rosa più "profonda" e di una panchina più "lunga" rispetto alla concorrenza italica, Allegri ha dimostrato di sapersi imporre anche con le seconde linee: per dire, la sua Juve 2 basta e avanza per asfaltare in Coppa Italia (3-0) quell'Inter 2 che aveva sbancato il campo del Napoli 2 (0-2). Detto questo, anche il "Conte Max" ha qualche pedina inamovibile, a partire dalla dorsale Bonucci-Marchisio-Dybala.
SONDAGGIO: JUVE NAPOLI IN 21 DOMANDE
BONUCCI, LO STAKANOVISTA BIANCONERO - "Chi è il vice di Leo? La difesa a quattro", sentenziò qualche giorno fa Allegri, confermando un piccolo baco nel sistema bianconero. Ecco, il difensore di Viterbo è il vero uomo-ombra del mister, l'unico insostituibile, lo stakanovista dello spogliatoio (33 presenze su 34 come Dybala, che però ha meno minutaggio). Quel giocatore che nel 2010-11 era l'anello debole della squadra di Delneri è diventato l'architrave di una difesa che sabato dovrebbe cambiare spartito, passando dalla linea a tre a quella a quattro, per ovviare all'assenza di Caceres e soprattutto Chiellini, altro elemento al quale Allegri non rinuncerebbe mai, come si è visto la settimana scorsa a Frosinone: era proprio il caso di rischiarlo nonostante un adduttore ammaccato?
MARCHISIO: “BUFFON MONUMENTALE, POGBA FENOMENALE” - A centrocampo tutto gira intorno a Marchisio, il "pupillo" del tecnico ardenzino. Non è un caso che l'anno scorso Leo e Claudio siano stati i giocatori più impiegati (44 presenze, 4 in più di Buffon). Ai due quest'anno mancano soltanto i gol: l'unico è stato realizzato dal difensore un mese fa a Verona, sponda Hellas. Ma il "Principino" ha un alibi di ferro: da quando deve fare il Pirlo "vede" meno la porta. "Buffon è un monumento - dichiara Marchisio al magazine francese "So Foot Club" -. Quest'anno era da podio del Pallone d'Oro, non soltanto per la carriera ma anche perché è ancora il migliore tra i pali. E poi voglio vedere dove saranno Messi e Ronaldo alla sua età... Pogba è un fenomeno. Per struttura fisica e tecnica mi ricorda Ibrahimovic. Spero che resti alla Juve a lungo perché con noi può crescere ancora molto. Dybala è un talento puro che ha saputo adattarsi subito". Il centrocampista torinese commenta quindi l'attualità azzurra: "La nostra Nazionale è un'incognita, bisogna ammettere che abbiamo pochi campioni o talenti puri. È una questione di cicli. Conte è comunque l'uomo giusto per una squadra povera di talento ma che riesce a sublimare tecnicamente e mentalmente. All'Europeo non ci accontenteremo dei quarti o delle semifinali".
POGBA: “CATTURIAMO IL NAPOLI, NON ESSERE PRIMI E' COME UNO SCHIAFFO” - La mediana di Allegri vive pure delle meravigliose giocate di Pogba (32 presenze, 6 gol), sempre più tuttocampista, sarà anche per quel 10 che porta sulle spalle. “Dobbiamo catturare il Napoli”, carica il francese prendendo a prestito il motto di quei Pokemon (“gotta catch 'em all!”) che si è scolpito in testa. Pogba riavvolge il nastro del campionato bianconero: “Non abbiamo iniziato bene, ma ora abbiamo ritrovato la nostra mentalità e siamo tornati la vera Juve: non ho mai pensato che la squadra fosse morta”. Poi, sul prossimo scontro al vertice: “Affrontiamo la partita di sabato come se fosse una sfida come tante – prosegue il “Polpo”, intervistato da Sky Sport -. Per noi che siamo abituati a stare in vetta, il fatto di non essere primi è un po' come uno schiaffo. Ma la cosa più importante sarà essere in testa a fine stagione”. Sempre a centrocampo, pesa molto l'assenza del fragilissimo Khedira, il "tattico" dell'equipaggio. Con il tedesco in campo, la Juve non ha mai perso: ecco spiegato perché Allegri spera di recuperarlo (venerdì il provino decisivo), altrimenti largo nuovamente a Sturaro.
DYBALA, L'ANTI-HIGUAIN NON HA MAI SEGNATO AL NAPOLI - La certezza in attacco si chiama invece Dybala, il capocannoniere della squadra dall'alto dei suoi 16 gol stagionali, tanti quanti ne hanno segnati insieme Morata (7) e Mandzukic (9). Non avendo ricevuto dal club il trequartista richiesto (Hernanes non vale i vari Goetze, Oscar, Isco, Hamsik), Allegri ha deciso di costruirselo in casa, arretrando l'ex bomber del Palermo tra le linee. "Paulo diventerà grandissimo come seconda punta o trequartista", anticipò il tecnico a novembre, quando la "Joya" aveva già cancellato ogni nostalgia di Tevez. L'argentino, l'unico vero anti-Higuain del campionato, ha messo lo zampino in 20 dei 45 gol segnati dalla Juve (7 assist e 13 gol, di cui ben 7 segnati nelle ultime 10 giornate). Dybala non ha mai segnato al Napoli e in Champions League: nei prossimi 12 giorni proverà a togliersi lo sfizio.
Della sfida nella sfida con Higuain, Dyabala ha parlato al Tg1: "Gonzalo capocannoniere e Paulo campione d'Italia? "Metto la firma dove vuoi!". Ma il Pipita per la 'Joya' cos'è: un amico, un rivale un campione? "Tutti e tre: un amico che ho conosciuto in nazionale che ho frequentato prima quando ero a Palermo. Un rivalé perchè gioca a Napoli e quindi è un avversario. Un campione che voglio superare sia come vittorie che come gol". Dybala è stato chiamato alla Juve per sostituire un altro grande connazionale come Tevez. "Quando era a Palermo lui mi aveva parlato della Juventus e mi avrebbe fatto piacere se fosse rimasto, perchè giocare con un campione come lui rende tutto più facile". Un Paulo Dybala cresciuto e diventato un giocatore importante per i bianconeri grazie a Massimiliano Allegri. "A lui devo tantissimo - dice -. Di lui al principio dicevano che non mi faceva giocare. Ma lui sapeva che ci voleva del tempo di adattamento, perchè non è facile passare dal Palermo a Juve: è stato bravo!". Infine alla domanda su qual è il gol a cui è più legato, risponde con un sorriso: "Quello che viene. Magari sabato...".
SONDAGGIO: JUVE NAPOLI IN 21 DOMANDE
BONUCCI, LO STAKANOVISTA BIANCONERO - "Chi è il vice di Leo? La difesa a quattro", sentenziò qualche giorno fa Allegri, confermando un piccolo baco nel sistema bianconero. Ecco, il difensore di Viterbo è il vero uomo-ombra del mister, l'unico insostituibile, lo stakanovista dello spogliatoio (33 presenze su 34 come Dybala, che però ha meno minutaggio). Quel giocatore che nel 2010-11 era l'anello debole della squadra di Delneri è diventato l'architrave di una difesa che sabato dovrebbe cambiare spartito, passando dalla linea a tre a quella a quattro, per ovviare all'assenza di Caceres e soprattutto Chiellini, altro elemento al quale Allegri non rinuncerebbe mai, come si è visto la settimana scorsa a Frosinone: era proprio il caso di rischiarlo nonostante un adduttore ammaccato?
MARCHISIO: “BUFFON MONUMENTALE, POGBA FENOMENALE” - A centrocampo tutto gira intorno a Marchisio, il "pupillo" del tecnico ardenzino. Non è un caso che l'anno scorso Leo e Claudio siano stati i giocatori più impiegati (44 presenze, 4 in più di Buffon). Ai due quest'anno mancano soltanto i gol: l'unico è stato realizzato dal difensore un mese fa a Verona, sponda Hellas. Ma il "Principino" ha un alibi di ferro: da quando deve fare il Pirlo "vede" meno la porta. "Buffon è un monumento - dichiara Marchisio al magazine francese "So Foot Club" -. Quest'anno era da podio del Pallone d'Oro, non soltanto per la carriera ma anche perché è ancora il migliore tra i pali. E poi voglio vedere dove saranno Messi e Ronaldo alla sua età... Pogba è un fenomeno. Per struttura fisica e tecnica mi ricorda Ibrahimovic. Spero che resti alla Juve a lungo perché con noi può crescere ancora molto. Dybala è un talento puro che ha saputo adattarsi subito". Il centrocampista torinese commenta quindi l'attualità azzurra: "La nostra Nazionale è un'incognita, bisogna ammettere che abbiamo pochi campioni o talenti puri. È una questione di cicli. Conte è comunque l'uomo giusto per una squadra povera di talento ma che riesce a sublimare tecnicamente e mentalmente. All'Europeo non ci accontenteremo dei quarti o delle semifinali".
POGBA: “CATTURIAMO IL NAPOLI, NON ESSERE PRIMI E' COME UNO SCHIAFFO” - La mediana di Allegri vive pure delle meravigliose giocate di Pogba (32 presenze, 6 gol), sempre più tuttocampista, sarà anche per quel 10 che porta sulle spalle. “Dobbiamo catturare il Napoli”, carica il francese prendendo a prestito il motto di quei Pokemon (“gotta catch 'em all!”) che si è scolpito in testa. Pogba riavvolge il nastro del campionato bianconero: “Non abbiamo iniziato bene, ma ora abbiamo ritrovato la nostra mentalità e siamo tornati la vera Juve: non ho mai pensato che la squadra fosse morta”. Poi, sul prossimo scontro al vertice: “Affrontiamo la partita di sabato come se fosse una sfida come tante – prosegue il “Polpo”, intervistato da Sky Sport -. Per noi che siamo abituati a stare in vetta, il fatto di non essere primi è un po' come uno schiaffo. Ma la cosa più importante sarà essere in testa a fine stagione”. Sempre a centrocampo, pesa molto l'assenza del fragilissimo Khedira, il "tattico" dell'equipaggio. Con il tedesco in campo, la Juve non ha mai perso: ecco spiegato perché Allegri spera di recuperarlo (venerdì il provino decisivo), altrimenti largo nuovamente a Sturaro.
DYBALA, L'ANTI-HIGUAIN NON HA MAI SEGNATO AL NAPOLI - La certezza in attacco si chiama invece Dybala, il capocannoniere della squadra dall'alto dei suoi 16 gol stagionali, tanti quanti ne hanno segnati insieme Morata (7) e Mandzukic (9). Non avendo ricevuto dal club il trequartista richiesto (Hernanes non vale i vari Goetze, Oscar, Isco, Hamsik), Allegri ha deciso di costruirselo in casa, arretrando l'ex bomber del Palermo tra le linee. "Paulo diventerà grandissimo come seconda punta o trequartista", anticipò il tecnico a novembre, quando la "Joya" aveva già cancellato ogni nostalgia di Tevez. L'argentino, l'unico vero anti-Higuain del campionato, ha messo lo zampino in 20 dei 45 gol segnati dalla Juve (7 assist e 13 gol, di cui ben 7 segnati nelle ultime 10 giornate). Dybala non ha mai segnato al Napoli e in Champions League: nei prossimi 12 giorni proverà a togliersi lo sfizio.
Della sfida nella sfida con Higuain, Dyabala ha parlato al Tg1: "Gonzalo capocannoniere e Paulo campione d'Italia? "Metto la firma dove vuoi!". Ma il Pipita per la 'Joya' cos'è: un amico, un rivale un campione? "Tutti e tre: un amico che ho conosciuto in nazionale che ho frequentato prima quando ero a Palermo. Un rivalé perchè gioca a Napoli e quindi è un avversario. Un campione che voglio superare sia come vittorie che come gol". Dybala è stato chiamato alla Juve per sostituire un altro grande connazionale come Tevez. "Quando era a Palermo lui mi aveva parlato della Juventus e mi avrebbe fatto piacere se fosse rimasto, perchè giocare con un campione come lui rende tutto più facile". Un Paulo Dybala cresciuto e diventato un giocatore importante per i bianconeri grazie a Massimiliano Allegri. "A lui devo tantissimo - dice -. Di lui al principio dicevano che non mi faceva giocare. Ma lui sapeva che ci voleva del tempo di adattamento, perchè non è facile passare dal Palermo a Juve: è stato bravo!". Infine alla domanda su qual è il gol a cui è più legato, risponde con un sorriso: "Quello che viene. Magari sabato...".