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Per la Juve, invece, l'assenza di Marchisio nel mese che resta di questa stagione è sostanzialmente irrilevante, se non per quanto riguarda la finale di Coppa Italia. Il campionato, si sa, è un affare già risolto. Considerato che di mezzo c'è l'estate, e che la serie A riprenderà il 20 agosto, i bianconeri dovranno in pratica fare a meno del loro regista "soltanto" per un paio di mesi. Significa che difficilmente la società non si svenerà per comprare un organizzatore di gioco in alternativa ma che si organizzerà con le risorse interne. Il primo effetto sarà, con ogni probabilità, il riscatto di Lemina, diritto che deve essere esercitato entro il 30 aprile pagando 9.5 milioni al Marsiglia. Marotta e i suoi collaboratori stavano valutando l'opportunità di questa operazione, considerata un investimento con un certo tasso di rischio, proprio nei giorni scorsi, perché nel giovane gabonese (che ieri Allegri ha preferito, evidentemente non a caso, a Hernanes) sia la dirigenza sia l'allenatore intravedono grandi potenzialità, anche se spesso mascherate dietro un'immaturità lampante. Lemina, in pratica, è considerato uno che deve ancora imparare molto ma che ha i mezzi per farlo in fretta. E poi c'è Hernanes, che Allegri ha trasformato stabilmente in mediano ("Da qui alla fine della carriera, il suo posto sarà davanti alla difesa e non più dietro le punte") e che, con tutti i suoi limiti, per un paio di mesi può pur dare un mano per tappare il buco che quel legamento spezzato ha aperto. Inoltre ci sono il ventenne Stefano Sensi, regista classico che la Juve ha comprato dal Cesena assieme al Sassuolo lasciandolo in Romagna fino a luglio, e il diciottenne Rolando Mandragora, mediano dalle caratteristiche più difensive che i bianconeri hanno prelevato, per 6 milioni, dal Genoa e che attualmente è in prestito al Pescara. Il ruolo, dunque, tutto sommato è coperto.
Ci si consolerà in fretta, dunque, perché al quinto scudetto consecutivo, il trentaduesimo della storia, mancano attimi: basta che nelle prossime due partite la Juve faccia anche un solo punto in più del Napoli e arriverà pure la benedizione della matematica. Domani la formazione di Sarri ospita il Bologna, mercoledì la Juve riceve la Lazio. Domenica, i campioni d'Italia saranno in trasferta a Firenze, lunedì i loro inseguitori si giocheranno il secondo posto in casa della Roma: è ragionevolmente possibile, dunque, che lo scudetto venga assegnato il 25 aprile, e in tal caso la Juve lo festeggerebbe in salotto o più credibilmente in gita, visto che quel giorno i giocatori saranno in vacanza a difficilmente passeranno il pomeriggio davanti alla televisione. Se il Napoli saprà invece mantenere le distanze, la festa tricolore è assai probabile che capiti il 1° maggio, quando allo Stadium si presenterà il Carpi per una partita fissata alle 12.30, e dunque perfetta per fare da aperitivo a una lunga domenica di festeggiamenti. Essendo quella la terzultima giornata, ai bianconeri sarebbe sufficiente conservare sette punti di vantaggio sulla seconda. Oggi sono nove. Non pare un'impresa. "Ma il calendario del Napoli è meno complicato del nostro, quindi dobbiamo continuare a vincere per evitare sorprese" dice Allegri, forse più per scaramanzia per altro. A Torino ripetono che quello che sta succedendo al Barcellona deve rappresentare un monito. Può essere. Ma a inseguire la Juve, non ci sono Real e Atlético. E anche questo vuol dire.