Juventus campione d'Italia, il coro dei giocatori e dei tifosi per Buffon: "C'è solo un capitano"
GUARDA LO SPECIALE SCUDETTO
I COMPLIMENTI DI RENZI - Alla Juventus sono arrivati anche i complimenti di Matteo Renzi, tifoso della Fiorentina: "Mi rode e sapete perché. Ma bisogna farlo perchè è giusto: complimenti ad Allegri e alla Juventus campioni d'Italia", è il messaggio del presidente del Consiglio.
LA FESTA SOCIAL - "Qui impazza la festa di chi ha fatto #hi5tory", twitta la Juventus sul suo profilo ufficiale, dove pubblica le immagini dei giocatori che stappano lo spumante allo Juventus Center e portano in trionfo mister Allegri. Tutti indossano una maglia nera con la scritta "campioni 2016" e il numero "34" sulla schiena. Sul petto, invece, quattro bande bianche barrate da una quinta di colore oro. "Qui impazza la festa di chi ha fatto #hi5tory", twitta la Juventus sul suo profilo ufficiale, dove pubblica le immagini dei giocatori che stappano lo champagne allo Juventus Center e portano in trionfo mister Allegri. Tutti indossano una maglia nera con la scritta "campioni 2016" e il numero "34" sulla schiena. Sul petto, invece, quattro bande bianche barrate da una quinta di colore oro.
Juve, campione d'Italia: la festa sui social
Sull'account Twitter ufficiale della Juventus sono state pubblicate le prime immagini della festa dei giocatori nel ritiro di Vinovo dopo la conquista matematica dello scudetto. I 'festeggiamenti' sui social sono poi continuati con le immagini dei tifosi da tutto il mondo
Juventus campione d'Italia, la rivincita di Allegri: ripubblica i tweet della crisi
Durante la festa per la vittoria dello scudetto n.32 Massimiliano Allegri si toglie la soddisfazione di ricordare su Twitter i messaggi pubblicati il 23 agosto durante il disastroso inizio di campionato, "Dico sempre che si cresce solo attraverso le difficoltà: riguardo il nostro percorso, sono ancora più orgoglioso!" scrive l'allenatore della Juventus allegando le immagini dei vecchi tweet
BUFFON: "DECISIVO IL DERBY DI ANDATA CON IL TORINO" - Gigi Buffon guarda indietro e fissa l'inizio della svolta: "Abbiamo fatto qualcosa di sensazionale, un'impresa incredibile. La mia parata più importante? Quella che ho fatto su Glik sull'1-1 nel derby d'andata. Se il Toro avesse segnato quel gol non avremmo forse trovato lo slancio per la nostra calvacata. Ma a proposito di parate importante non posso non citare anche le ultime due compiute in casa della Fiorentina. I gol più importanti sono stati quello di Cuadrado al 95', sempre contro il Torino, e il supergol di Zaza contro il Napoli". Poi il portiere aggiunge a Mediaset Premium: "Questo è in assoluto lo scudetto più bello. È stata un'incredibile dimostrazione di forza e di valori tecnici e morali, da parte di un gruppo granitico, inteso come squadra più società. Quando a -2 dal Napoli dissi che quello non era ancora il posto che ci competeva era perché non potevo proprio dire altro, altrimenti mi avrebbero stracciato la fascia da capitano e il contratto! Scherzi a parte, dopo quella rimonta sarebbe stato un peccato fermarsi. Quella dichiarazione serviva per destare la squadra da un fisiologico attimo di appannamento e di appagamento mentale". Roma-Napoli è stata decisiva solo per la matematica, ma Buffon ammette: "Abbiamo visto solo qualche spezzone ma sono sincero nel dire che non ero particolarmente preso perché a Firenze avevamo comunque dato un altro segnale importante".
MAROTTA: "DIFFICILE TROVARE GIOCATORI MIGLIORI DI QUESTI" - A festeggiare a Vinovo anche Beppe Marotta: "Lo scudetto era ormai cucito sulla maglia, dovevamo soltanto brindare, e per fare questo non c'era un set migliore di questo. Dopo il ko di Sassuolo abbiamo capito che c'era bisogno di dare una scossa. Da lì in poi abbiamo inanellato 24 vittorie su 25 partite. Oltre allo zoccolo duro, anche i giovani sono stati molto bravi. Sarà difficile reperire dei giocatori di qualità migliore rispetto a quelli attuali. Cavani? Potrebbe sicuramente fare al caso nostro, ma è un giocatore del Psg. Siamo comunque pronti a cogliere tutte le opportunità".
DYBALA: "POSSIAMO DIVENTARE UNICI" - Paulo Dybala è stato un altro dei grandi protagonisti: "Volevo la Juve proprio per cominciare a vincere e crescere a livello di maturità - ha detto il capocannoniere bianconero - Questa squadra ha una forza incredibile, nessuno credeva nella nostra rimonta, tutti ci davano per morti dopo le prime dieci giornate. Non immaginavo di fare un campionato del genere, qui ci sono tantissimi campioni che m hanno dato fiducia". Il futuro sarà bianconero ancora a lungo: "Resto? Ho ancora quattro anni... E spero che Pogba l'anno prossimo abbia ancora il numero dieci". Perché il traguardo da cogliere è solo uno: "Nessuno ha vinto sei scudetti di seguito: oggi siamo entrati nella storia ma l'anno prossimo possiamo diventare gli unici". Da argentino pensa a un suo connazionale che tanto ha dato alla Juve: "Tevez? Che emozione vedere le sue interviste da juventino. Vorrei essere amato come lui". Infine una dedica speciale: "Questo scudetto è per mio padre (scomparso anni fa, ndr), che ha lottato tantissimo per avere un figlio calciatore e oggi sarebbe strafelice".
BONUCCI: "CI DAVANO PER MORTI..." - "E' stata una stagione pazzesca: ci davano per morti e invece eccoci qui". Anche Leonardo Bonucci festeggia. "Dovevamo cambiare rotta e la direzione ce l'ha data il nostro capitano in quel famoso discorso - spiega a Premium Sport il centrale bianconero, riferendosi alla reprimenda del portiere azzurro dopo la sconfitta con il Sassuolo - La Juventus del primo mese e mezzo era troppo brutta per essere quella vera e infatti sono venuti fuori gli uomini prima dei giocatori. Così abbiamo fatto 24 vittorie su 25. Gran parte del merito va all'allenatore, che non ci ha mai messo l'ansia del risultato, e poi a Buffon e a noi senatori, che abbiamo preso per mano questa squadra". "Dei cinque scudetti vinti il più importante per me è il primo, perché ha dato il via al ciclo, mentre al secondo posto metto questo, per come è arrivato. La svolta quest'anno è stata nel capire, noi vecchi, cosa stavamo perdendo: avremmo dato ragione a chi diceva che senza campioni come Pirlo, Vidal e Tevez non saremmo stati gli stessi. Invece - conclude Bonucci - abbiamo dimostrato che, a partire dalla società, questo è un gruppo vincente".
