"Un futuro dirigenziale per Buffon e Barzagli? Adesso rimaniamo concentrati sul campo, ma al termine del percorso sportivo ogni riflessione potrà essere praticabile: la nostra disponibilità al dialogo è ovviamente piena". Agnelli ha quindi esternato le grandi ambizioni europee della sua Signora: "L'amarezza dell'eliminazione in Champions è stata agrodolce, perché il ko con il Bayern ha comunque confermato la portata internazionale della Juventus. La finale dell'anno scorso non è stata un caso isolato: il fatto di giocarsela alla pari con il Barcellona prima e con il Bayern poi, in una delle sfide più belle della stagione europea, ribadisce la nostra dimensione. Se baratterei i cinque scudetti con la Champions League? No, non scambio le cose di cui vado molto orgoglioso. Piuttosto dobbiamo pensare a crescere e ad acquisire la consapevolezza necessaria per batterci a livello internazionale".
AGNELLI: "VOGLIAMO UN'ALTRA DOPPIETTA" - Il presidente Agnelli riavvolge il nastro dell'ultima impresa bianconera, che riporta il club ai fasti degli Anni Trenta: "Che questa rosa fosse forte era chiaro già dallo scorso luglio: certo che non ci aspettavamo un rodaggio così complicato e poi una cavalcata così esaltante, con 25 vittorie su 26 partite. Non posso non rimarcare l'enorme orgoglio e soddisfazione per la conquista del quinto titolo consecutivo. Siamo entrati nella storia del calcio italiano. Ci vorrà del tempo per capire la portata della nostra impresa. Ora non vogliamo ancora rendercene conto appieno, perché siamo concentrati sui prossimi obiettivi". Quello ad esempio di bissare il double dell'anno scorso: "Il nostro traguardo più importante è sempre il prossimo: attenzione alla finale di Coppa Italia, perché vogliamo realizzare la prima doppietta consecutiva italiana. E l'anno prossimo abbiamo la possibilità di andare oltre la storia, nella leggenda, con il sesto scudetto e magari raggiungendo i nostri obiettivi internazionali. Vogliamo realizzare tutti i nostri sogni".
AGNELLI: "NIENTE FESTE SIAMO SABAUDI" - Andrea Agnelli ha insistito sul concetto di identità e su quello che ama chiamare "orgoglio gobbo": "Siamo fieri della nostra proprietà che dura da 93 anni: la tradizione, da questo punto di vista, resiste. Ringrazio mio cugino John Elkann per l'invito a Villa Agnelli: ieri a Villar Perosa abbiamo passato una serata molto piacevole. Su quello stesso prato negli anni sono passati i vari Platini, Zidane, Del Piero...". Sua la decisione di annullare la parata sul pullman scoperto per non perdere di vista la finale di Coppa Italia: "Niente feste? Mi assumo la responsabilità di ogni decisione. Tre settimane fa mi era stata presentata la possibilità di fare una celebrazione iconica, che avrebbe coinvolto una delle piazze più belle di Torino, ma io ero più concentrato sui risultati da raggiungere: ricordo certi scudetti vinto o persi all'ultima giornata... La scaramanzia ma anche il pragmatismo sabaudo hanno fatto sì che non prendessi in considerazione i festeggiamenti". Infine, in merito al mercato: "Fino al primo settembre ci sarà spazio per illazioni e ipotesi assortite - ha concluso Agnelli -. Ma noi abbiamo una dimensione internazionale e conosciamo bene i nostri obiettivi per l'anno prossimo".
BUFFON: "OGGI SONO ORGOGLIOSO, MA CHE DELUSIONE A MONACO..." - SuperGigi, il massimo protagonista del quinto scudetto juventino, non ha dovuto "minacciare" un rinnovo in bianco, come a suo tempo fece capitan Del Piero. Il recente record di imbattibilità, 973' senza subire l'ombra di un gol, e certi interventi decisivi per mettere in cassaforte lo scudetto valgono eccome la rinnovata fiducia della società, che gli ha allungato la scadenza di un altro anno. "Sono orgoglioso di questo ulteriore atto di fiducia del mondo Juve nei miei confronti - dice il numero 1 -. E ci tengo a sottolineare che stiamo radunando tutte le nostre forze per arrivare al grande obiettivo che tutti vogliamo. Cosa ci manca per la Champions? Dobbiamo migliorare ancora un po' sotto l'aspetto della tenuta nervosa, del carattere e dell'attenzione. Questo ci ha detto la sconfitta di Monaco di Baviera. Ripensando a quel ko, mi sono accorto di aver commesso un errore madornale: quello di aver subìto e patito a livello nervoso la rete del 2-2. E' stata una delusione atroce, un peso che mi porterò dietro nei prossimi due anni".
SUPERGIGI INSEGUE LA STELLA: "IL 10° SCUDETTO NON SAREBBE MALE..." - Il passato è passato. Buffon guarda avanti con la solita fame: "Mi auguro che la stagione possa concludersi nel modo migliore, con un'altra gratificazione dalla Coppa Italia". Dopodiché Gigi penserà al decimo scudetto personale, considerando anche i due spazzati via da Calciopoli: "Sarebbe una grande soddisfazione vincere 10 scudetti e un campionato di Serie B in 16 stagioni alla Juve - ha aggiunto -. Si tratterebbe di un incredibile segnale di continuità". Sul Pallone d'Oro, invece, sembra aver messo una pietra sopra: "Non provo alcun senso di ingiustizia per il fatto di non averlo mai ricevuto. So di esserci andato vicino alcune volte, penso anche meritatamente. Ma se non l'ho vinto è perché non ho fatto abbastanza. La verità è questa. Non si può tirare in ballo la malafede o altro. Tra i miei obiettivi c'è quello di un ulteriore progresso personale".
BARZAGLI: "FIERO DI ME, MA POSSO MIGLIORARE ANCORA" - Reduce dalla sua stagione più bella delle ultime quattro e mezza trascorse in bianconero (arrivò nel gennaio 2011 dal Wolfsburg; ndr), il neo 35enne Barzagli è pronto per una seconda se non terza giovinezza juventina: "Sono fiero di me stesso e di aver dimostrato di essere all'altezza della Juve. Non vedo l'ora di giocare la finale di Coppa Italia e di cominciare la prossima stagione". Più il tempo passa e più la "Roccia" migliora, come il vino buono, oltre a scoprirsi sorprendentemente duttile: a inizio stagione Barzagli ha addirittura fatto la controfigura di Lichtsteiner sulla fascia destra. "Che effetto fa essere considerato il difensore più forte? Io non mi sento affatto il più forte. Anzi, sono convinto di avere tanto da migliorare e da imparare dai compagni e dagli avversari che spio in televisione. L'anno scorso è stato per me un periodo molto difficile, per via degli infortuni. Diciamo che mi sono preso sei mesi di vacanza, ma ero convinto di tornare fisicamente al cento per cento, come credo di aver dimostrato in questa stagione".
MORATA E GÖTZE VOGLIONO IL POSTO FISSO - Secondo il quotidiano spagnolo Marca, la voglia di titolarità di Morata non potrà essere soddisfatta né del Real né dalla Juve, che tenterà comunque di controriscattare l'attaccante versando 25 milioni nelle casse della Casa Blanca. Probabile dunque un suo futuro lontano da Torino o Madrid. Sulle tracce di Morata c'è mezza Premier League, in testa Arsenal, Leicester e Chelsea (in caso di addio di Diego Costa). La Juve potrebbe però consolarsi con Götze, un pallino dei bianconeri. Secondo i media tedeschi, infatti, il Bayern di Ancelotti non gli garantirà un posto fisso nell'undici titolare. Il tedesco campione del mondo, in scadenza nel 2017, potrebbe dunque cambiare aria. Allegri sogna di piazzare Götze sulla trequarti del suo 4-3-1-2, ma la Juve dovrà guardarsi dalla concorrenza forte di Borussia Dortmund e Liverpool.
