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Juventus, Pogba: "Umili e forti di testa, così si batte il Milan"

Il francese analizza i rischi della finale di Coppa Italia. Intanto il Real Madrid ha avvisato i bianconeri di voler esercitare il diritto di riscatto per Morata (30 milioni il prezzo) per poi rivenderlo a prezzo raddoppiato ad Arsenal o Psg

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TORINO - Morata e Pogba, 23 anni e tantissimi occhi addosso, sono destinati a dividersi. Salvo grandi imprevisti, lo spagnolo partirà mentre il francese resterà alla Juventus. Secondo il quotidiano spagnolo As, Morata non disdegna l'idea di essere ricomprato e quindi rivenduto da quel Real Madrid che avrebbe già avvisato la Juve di voler esercitare il riscatto per 30 milioni di euro. Del resto, con la BBC madridista Bale-Benzema-Cristiano Ronaldo avrebbe giocato sicuramente meno che con la BBC bianconera Barzagli-Bonucci-Chiellini. Il Real pregusta la ricca plusvalenza, visto che Arsenal e Psg sono disposti a offrire 60 milioni. Per l'attaccante, che preferirebbe l'opzione londinese, ci sarebbe il doppio d'ingaggio (dagli attuali 4,5 a 9 milioni) oltre a un posto (fisso) al sole della Champions League. Di fronte a certe cifre, il tentativo di riscatto per circa 15 milioni ideato da Marotta può apparire una sfida all'impossibile. Il tesoretto in arrivo da Madrid potrebbe però tornare molto utile ai bianconeri per dare la caccia alla prima scelta Cavani (Psg), sul quale è piombato anche l'Atletico Madrid, oppure al 18enne brasiliano Gabriel Jesus (Palmeiras), il "nuovo Neymar" che ha stregato anche Real, United e il solito Psg.

Coppa Italia, le curiosità sulla finale

Se Morata lascia, Pogba raddoppia: alza l'asticella delle ambizioni bianconere, come aveva fatto ieri il suo amico Dybala, e punta al bersaglio grosso. "Crescere vuol dire giocare la Champions per vincere la coppa - dice il numero 10 bianconero a Sky Sport -. Sono molto unito a Paulo, lo sento come un fratello, siamo entrambi del 1993. La nostra esultanza? E' nata in modo istintivo". Pogba e Dybala sperano di festeggiare indice-contro-indice anche sabato sera all'Olimpico, quando andrà in scena una delle finali di Coppa Italia più sbilanciate degli ultimi tempi, quella tra la Juve corazzata di Allegri e il Milan depresso di Brocchi: "Dobbiamo essere molto umili, consapevoli che nel calcio non vince sempre la squadra favorita e che il Milan non vorrà regalarci niente - prosegue Pogba -. Noi dovremo essere forti con la testa: una finale è sempre una finale, una partita da vincere. "Vogliamo entrare nuovamente nella storia con una doppietta in due anni consecutivi, impresa che nessuna squadra italiana ha mai compiuto". 
".  Parole da leader, un ruolo che il francese non disdegna affatto: "Sento di avere maggiori responsabilità e di poter essere ancora più decisivo per la squadra, anche a livello di leadership - aggiunge Pogba -. Intanto quest'anno ho fatto più gol e più assist in Europa: sono contento di questa mia crescita. La Champions è la chiave per arrivare al Pallone d'Oro? Questo non posso deciderlo io. Devo ancora lavorare tanto per vedere se un giorno riuscirò a vincerlo".

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Tornando alla Coppa Italia, il "Polpo" agirà in un centrocampo privo dell'infortunato Khedira, comunque partito con la squadra alla volta della capitale così come lo squalificato Bonucci. Allegri medita di schierare Hernanes in regia, Pogba e Asamoah (o Sturaro) interni e Lichtsteiner ed Evra esterni. Nessun dubbio in attacco, dove agirà il tandem Mandzukic-Dybala, mentre davanti a Neto ci sarà il trio Rugani-Barzagli-Chiellini. 
 
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