Juventus, Agnelli: "Abbiamo solo un supereroe, Pogba"
di TIMOTHY ORMEZZANOIl presidente del club bianconero fa il punto della situazione: "Siamo arrivati a fatturare 350 milioni con una squadra che vince in Italia e compete a livello internazionale". Fari puntati su francese: "Il mercato ha le sue dinamiche, ma al di là dei contratti conta anche la volontà dei giocatori"
TORINO - "Alla Juventus dobbiamo pensare soltanto a una cosa: vincere". Andrea Agnelli, ospite di Sky, riafferma il dna bianconero parlando della stagione passata, del mercato, dei progetti, della situazione del calcio italiano. "Se il campionato italiano è più o meno valido lo dicano gli opinionisti". Sulla stagione appena chiusa: "Il momento migliore è come abbiamo iniziato e finito, in Cina e quindi a Roma alzando due trofei. La cosa peggiore è stato il nostro cammino fino al derby che ci ha dato il la per la rimonta. E' stato un periodo difficile che ci ha però dimostrato quanto la compattezza e l'unità d'intenti facciano la differenza nei momenti di difficoltà". Ma il periodo di crisi ha comunque generato una squadra importante: "Questa è la Juve più completa, forte ed europea degli ultimi sei anni. Sapevamo che ci voleva un momento di rodaggio ma non pensavamo che sarebb…
TORINO - "Alla Juventus dobbiamo pensare soltanto a una cosa: vincere". Andrea Agnelli, ospite di Sky, riafferma il dna bianconero parlando della stagione passata, del mercato, dei progetti, della situazione del calcio italiano. "Se il campionato italiano è più o meno valido lo dicano gli opinionisti". Sulla stagione appena chiusa: "Il momento migliore è come abbiamo iniziato e finito, in Cina e quindi a Roma alzando due trofei. La cosa peggiore è stato il nostro cammino fino al derby che ci ha dato il la per la rimonta. E' stato un periodo difficile che ci ha però dimostrato quanto la compattezza e l'unità d'intenti facciano la differenza nei momenti di difficoltà". Ma il periodo di crisi ha comunque generato una squadra importante: "Questa è la Juve più completa, forte ed europea degli ultimi sei anni. Sapevamo che ci voleva un momento di rodaggio ma non pensavamo che sarebbe durato tanto.
Se ho ricevuto richieste per Pogba? Non ho Marotta con me, non posso parlare di mercato. E' vero, l'Agnelli tifoso allo stadio urla “non si vende Pogba”, ma l'Agnelli dirigente deve chiedere a Marotta. In realtà Pogba è l'unico supereroe che abbiamo in questo momento. Il mercato ha le sue dinamiche, che possono essere legate banalmente alla valutazione di un giocatore. In base al proprio stato patrimoniale, un club sceglie cosa fare. Ma al di là dei contratti, conta anche la volontà dei giocatori".
"Acquistare una squadra straniera? Sono delle possibilità che esistono e vanno valutate, anche se al momento non è una questione all'ordine del giorno. La Juve è una società che deve avere l'equilibrio economico finanziario e l'ambizione di vincere. Siamo arrivati a fatturare 350 milioni con una squadra che vince in Italia e compete a livello internazionale, ora la sfida è non perdere terreno dalle grandi realtà europee". Anche perché il calcio italiano ha perso terreno: "Dobbiamo pensare a dove erano le principali società italiane ed estere a inizio Duemila e quale è stata la loro e la nostra evoluzione negli ultimi 15 anni. Da lì in poi il calcio italiano ha perso competitività. Noi dobbiamo capire qual è il nostro modello, il nostro percorso, la mission della Serie A e delineare un piano per i prossimi 3-5 anni per rimanere competitivi a livello internazionale. Vanno fatte delle riflessioni profonde, che richiedono tempo. Ma nell'ultimo consiglio di Lega abbiamo dovuto discutere un'ora o due per deliberare il boxing day per il 2017-18, cioè tra due anni".
Intanto la A diventa sempre più straniera: "Non essere favorevoli all'inserimento di capitali esteri significherebbe non capire il mondo in cui viviamo. I capitali devono essere assolutamente benvenuti. In questo senso, la penso come Saputo del Bologna e Pallotta della Roma. La Juve continuerà a lavorare conoscendo la sua forza e i suoi obiettivi.
Come potremmo reagire a una maxi offerta dall'estero per rilevare la Juventus? Abbiamo il 63% della Juventus. Qui non può venire nessuno". Infinel spazio a qualche punta polemica: "La sudditanza arbitrale e delle istituzioni? Certi cliché non si cambiano più, fanno parte della tradizione. Non mi scoccia, non mi dà fastidio. Sono discorsi inevitabili per chi vince. Ma se uno passa il 90% del tempo nell'area avversaria riceve più calci di rigore di chi trascorre soltanto il 10% del tempo".
Sulla mancata cessione di Bonucci al Ct della Nazionale Conte: "Non esiste un galateo.. Per Mandzukic e Dybala un conto è allenarsi contro Bonucci, un altro conto con un difensore della Primavera. I risultati sono figli del lavoro settimanale. Mi sorprende che certe cose non vengano capite. Bonucci cosa doveva andare a fare, poi: tre giorni di test fisici. E cosa servono gli stage a febbraio quando non si sa chi verrà convocato a maggio? Con tutto il rispetto, certe cose non le capisco proprio. E il mio discorso esula da qualsiasi personalismo. Ho difeso Conte dal primissimo minuto, al netto delle pressioni che mi arrivavano dai media che dicevano che non si poteva stare sei mesi senza allenatore in panchina. Lo stile Juve? Se devo essere sincero non so bene cosa sia. Me lo sono chiesto, ma non l'ho mai capito. Lo stile Juve è il presidente Boniperti che mandava i giocatori a tagliarsi i capelli, sentivo una volta. Diciamo che lo stile Juve è vincere. E quindi esiste ancora".
MORATA STRIZZA L'OCCHIO ALLA PREMIER - Notizie preoccupanti per una Juventus che paventa l'esodo dei suoi piedi buoni. Morata strizza l'occhio al Real Madrid e alla Premier, smentendo di fatto la sua "grande volontà di restare alla Juve" annunciata ieri dall'ad bianconero Marotta, mentre Pogba acquista casa a Barcellona. Attenzione, però: l'investimento immobiliare non sarebbe legato a un imminente trasloco del Polpo in Spagna. L'indiscrezione si aggiunge alla voce che circola da qualche giorno secondo cui Pogba avrebbe disdetto l'affitto della sua abitazione torinese. Non si può però escludere che sia alla ricerca di una soluzione torinese migliore, visto che il 23enne francese attualmente vive in un quartiere molto popolare, Santa Rita, non distante dallo stadio "Grande Torino".
Il numero 10 bianconero è tornato al centro di un mercato pronto a fare follie per aggiudicarselo. Mourinho lo vorrebbe in Inghilterra, ma Pogba non è esaltato dall'idea di tornare allo United, né di approdare in un Chelsea senza pass per l'Europa. La sua permanenza a Torino dipende soltanto da lui. In caso di addio alla comunque amata Juventus, la sua prima scelta sarebbe il Barcellona: Paul sogna di giocare con la MSN Messi-Suarez-Neymar. Ma attenzione al Real Madrid, che per adesso nicchia, senza però smentire il gradimento per il fuoriclasse francese: "Pogba? E' un grande giocatore - conferma a Marca il presidente dei merengues Florentino Perez -, ma a centrocampo abbiamo sei grandi elementi".
MORATA: "TENTATO DA ALCUNE OFFERTE INGLESI" - E' sempre più interessante anche la telenovela Morata. "Quella con i bianconeri è stata un'esperienza redditizia - dichiara lo spagnolo al quotidiano spagnolo As -. Ho vinto tutto quello che si poteva vincere in Italia, anche più volte, e sono arrivato in finale di Champions. Ho segnato dei gol e sono cresciuto come calciatore e come persona. Credo di essere un giocatore diverso da quello che lasciò il Real Madrid. Ma soprattutto ora ho dimostrato di poter giocare in una grande squadra, perché se valgo per la Juve...". Lo spagnolo, dal ritiro della sua Nazionale, esterna la voglia di fare incetta di trofei con quel Real che lo ha cresciuto, ma allo stesso tempo ammette il timore di soffrire la concorrenza della BBC Bale-Benzema-Cristiano Ronaldo. E aggiunge di essere tentato dalle sirene inglesi: "Ho alcune offerte che mi tentano in Inghilterra, non solo per il tipo di contratto - conclude Morata -. Non sto dicendo di voler andare via dalla Juventus, di cui posso solo parlar bene. Ma la Premier non sarebbe certamente un passo indietro".
CAVANI HA IL MAL DI PSG: "MAI GIOCATO DA NUMERO 9" - La Juve farà comunque un ultimo tentativo per Morata con il Real, oltre a chiedere informazioni su Isco. Intanto però i bianconeri prendono nota dei nuovi mal di pancia di Cavani, il primo nome nell'elenco dei sostituti dello stesso Morata: "Al Psg mi hanno sempre giudicato come un numero 9 anche se non ho mai giocato in quel ruolo, finendo per sacrificarmi per la squadra - ha detto il Matador a VTV Uruguay -. Il mio futuro? Godin mi ha detto che mi vorrebbe all'Atletico Madrid come suo compagno di squadra". La Juve è pronta a offrire a Cavani 5 milioni di ingaggio e un posto fisso al centro del suo attacco. Stesso stipendio (triennale) per Mascherano, che in bianconero potrebbe soddisfare la sua voglia di traslocare dalla difesa a centrocampo.
Se ho ricevuto richieste per Pogba? Non ho Marotta con me, non posso parlare di mercato. E' vero, l'Agnelli tifoso allo stadio urla “non si vende Pogba”, ma l'Agnelli dirigente deve chiedere a Marotta. In realtà Pogba è l'unico supereroe che abbiamo in questo momento. Il mercato ha le sue dinamiche, che possono essere legate banalmente alla valutazione di un giocatore. In base al proprio stato patrimoniale, un club sceglie cosa fare. Ma al di là dei contratti, conta anche la volontà dei giocatori".
"Acquistare una squadra straniera? Sono delle possibilità che esistono e vanno valutate, anche se al momento non è una questione all'ordine del giorno. La Juve è una società che deve avere l'equilibrio economico finanziario e l'ambizione di vincere. Siamo arrivati a fatturare 350 milioni con una squadra che vince in Italia e compete a livello internazionale, ora la sfida è non perdere terreno dalle grandi realtà europee". Anche perché il calcio italiano ha perso terreno: "Dobbiamo pensare a dove erano le principali società italiane ed estere a inizio Duemila e quale è stata la loro e la nostra evoluzione negli ultimi 15 anni. Da lì in poi il calcio italiano ha perso competitività. Noi dobbiamo capire qual è il nostro modello, il nostro percorso, la mission della Serie A e delineare un piano per i prossimi 3-5 anni per rimanere competitivi a livello internazionale. Vanno fatte delle riflessioni profonde, che richiedono tempo. Ma nell'ultimo consiglio di Lega abbiamo dovuto discutere un'ora o due per deliberare il boxing day per il 2017-18, cioè tra due anni".
Intanto la A diventa sempre più straniera: "Non essere favorevoli all'inserimento di capitali esteri significherebbe non capire il mondo in cui viviamo. I capitali devono essere assolutamente benvenuti. In questo senso, la penso come Saputo del Bologna e Pallotta della Roma. La Juve continuerà a lavorare conoscendo la sua forza e i suoi obiettivi.
Come potremmo reagire a una maxi offerta dall'estero per rilevare la Juventus? Abbiamo il 63% della Juventus. Qui non può venire nessuno". Infinel spazio a qualche punta polemica: "La sudditanza arbitrale e delle istituzioni? Certi cliché non si cambiano più, fanno parte della tradizione. Non mi scoccia, non mi dà fastidio. Sono discorsi inevitabili per chi vince. Ma se uno passa il 90% del tempo nell'area avversaria riceve più calci di rigore di chi trascorre soltanto il 10% del tempo".
Sulla mancata cessione di Bonucci al Ct della Nazionale Conte: "Non esiste un galateo.. Per Mandzukic e Dybala un conto è allenarsi contro Bonucci, un altro conto con un difensore della Primavera. I risultati sono figli del lavoro settimanale. Mi sorprende che certe cose non vengano capite. Bonucci cosa doveva andare a fare, poi: tre giorni di test fisici. E cosa servono gli stage a febbraio quando non si sa chi verrà convocato a maggio? Con tutto il rispetto, certe cose non le capisco proprio. E il mio discorso esula da qualsiasi personalismo. Ho difeso Conte dal primissimo minuto, al netto delle pressioni che mi arrivavano dai media che dicevano che non si poteva stare sei mesi senza allenatore in panchina. Lo stile Juve? Se devo essere sincero non so bene cosa sia. Me lo sono chiesto, ma non l'ho mai capito. Lo stile Juve è il presidente Boniperti che mandava i giocatori a tagliarsi i capelli, sentivo una volta. Diciamo che lo stile Juve è vincere. E quindi esiste ancora".
MORATA STRIZZA L'OCCHIO ALLA PREMIER - Notizie preoccupanti per una Juventus che paventa l'esodo dei suoi piedi buoni. Morata strizza l'occhio al Real Madrid e alla Premier, smentendo di fatto la sua "grande volontà di restare alla Juve" annunciata ieri dall'ad bianconero Marotta, mentre Pogba acquista casa a Barcellona. Attenzione, però: l'investimento immobiliare non sarebbe legato a un imminente trasloco del Polpo in Spagna. L'indiscrezione si aggiunge alla voce che circola da qualche giorno secondo cui Pogba avrebbe disdetto l'affitto della sua abitazione torinese. Non si può però escludere che sia alla ricerca di una soluzione torinese migliore, visto che il 23enne francese attualmente vive in un quartiere molto popolare, Santa Rita, non distante dallo stadio "Grande Torino".
Il numero 10 bianconero è tornato al centro di un mercato pronto a fare follie per aggiudicarselo. Mourinho lo vorrebbe in Inghilterra, ma Pogba non è esaltato dall'idea di tornare allo United, né di approdare in un Chelsea senza pass per l'Europa. La sua permanenza a Torino dipende soltanto da lui. In caso di addio alla comunque amata Juventus, la sua prima scelta sarebbe il Barcellona: Paul sogna di giocare con la MSN Messi-Suarez-Neymar. Ma attenzione al Real Madrid, che per adesso nicchia, senza però smentire il gradimento per il fuoriclasse francese: "Pogba? E' un grande giocatore - conferma a Marca il presidente dei merengues Florentino Perez -, ma a centrocampo abbiamo sei grandi elementi".
MORATA: "TENTATO DA ALCUNE OFFERTE INGLESI" - E' sempre più interessante anche la telenovela Morata. "Quella con i bianconeri è stata un'esperienza redditizia - dichiara lo spagnolo al quotidiano spagnolo As -. Ho vinto tutto quello che si poteva vincere in Italia, anche più volte, e sono arrivato in finale di Champions. Ho segnato dei gol e sono cresciuto come calciatore e come persona. Credo di essere un giocatore diverso da quello che lasciò il Real Madrid. Ma soprattutto ora ho dimostrato di poter giocare in una grande squadra, perché se valgo per la Juve...". Lo spagnolo, dal ritiro della sua Nazionale, esterna la voglia di fare incetta di trofei con quel Real che lo ha cresciuto, ma allo stesso tempo ammette il timore di soffrire la concorrenza della BBC Bale-Benzema-Cristiano Ronaldo. E aggiunge di essere tentato dalle sirene inglesi: "Ho alcune offerte che mi tentano in Inghilterra, non solo per il tipo di contratto - conclude Morata -. Non sto dicendo di voler andare via dalla Juventus, di cui posso solo parlar bene. Ma la Premier non sarebbe certamente un passo indietro".
CAVANI HA IL MAL DI PSG: "MAI GIOCATO DA NUMERO 9" - La Juve farà comunque un ultimo tentativo per Morata con il Real, oltre a chiedere informazioni su Isco. Intanto però i bianconeri prendono nota dei nuovi mal di pancia di Cavani, il primo nome nell'elenco dei sostituti dello stesso Morata: "Al Psg mi hanno sempre giudicato come un numero 9 anche se non ho mai giocato in quel ruolo, finendo per sacrificarmi per la squadra - ha detto il Matador a VTV Uruguay -. Il mio futuro? Godin mi ha detto che mi vorrebbe all'Atletico Madrid come suo compagno di squadra". La Juve è pronta a offrire a Cavani 5 milioni di ingaggio e un posto fisso al centro del suo attacco. Stesso stipendio (triennale) per Mascherano, che in bianconero potrebbe soddisfare la sua voglia di traslocare dalla difesa a centrocampo.