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Juventus, Allegri tra scudetto e Champions: "Sarà dura, a luglio vincono tutti"

Domenica alle 14 ora italiana vedremo la prima partita impegnativa contro il West Ham. L'allenatore bianconero ha parlato anche della cessione del Milan ai cinesi: "Io l'ultimo allenatore ad aver vinto con Berlusconi. Devo ringraziarlo per l'opportunità che mi ha concesso"

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TORINO - Domenica, alle 14 ora italiana (diretta su Sky Sport), vedremo la prima della Juve quasi vera. Giocherà allo stadio Olimpico di Londra, che da domani diventa la casa del West Ham (avversario di giornata) e si chiamerà Queen Elisabeth Stadium, contro gli Hammers di Ogbonna e comincerà a far sapere e far vedere quanto vale. Di Pogba non c’è più traccia, ma mentre la Juve gioca nella capitale lui potrebbe già essere a Manchester, dove è atteso tra oggi e domani. Allegri presenterà il 4-3-1-2, anche se Higuain partirà dalla panchina. Gli undici della formazione base saranno Buffon – Alves, Benatia, Rugani, Alex Sandro – Lemina, Pjanic, Asamoah – Pereyra – Mandzukic, Dybala. Assenti i lungodegenti Marchisio, Sturaro e Mandragora, l’acciaccato Lichtsteiner (problemi alla schiena), Khedira e Bonucci che hanno appena ricominciato a lavorare ed Evra che si aggregherà lunedì.

Massimiliano Allegri, la Juventus ha già una sua fisionomia?
“E’ pochi giorni che lavoriamo assieme, la preparazione è stata spezzettata, ma il valore della squadra a livello tecnico si è notevolmente alzato. Però questo non vuol dire che abbiamo già lo scudetto o la finale di Champions in tasca.  A luglio il campionato lo vincono tutti, ma è a marzo che bisogna essere in corsa su ogni fronte. Serve umiltà. Nessuno ci regalerà niente, anche se oggi i favoriti siamo noi. Ma gli scudetti si vincono a maggio”.

Higuain giocherà qualche minuto?
“Più di qualcuno. Il mercato è stato ottimo, sono arrivati cinque giocatori di grande valore ma inserirne così tanti tutti assieme non è una cosa semplice. Hanno caratteristiche diverse rispetto a chi c’era prima e bisogna lavorare sulla conoscenza tra di loro. Ma si deve fare in fretta, l’anno scorso ci abbiamo messo dieci giornate e sono state troppe”.

I nuovi porteranno a un cambiamento di modulo?
“Vedremo. Alves è la copia di Lichtsteiner, Pjanic può fare la mezzala o regista anche se è davanti alla difesa dove lo vendo meglio, perché deve stare nel cuore del gioco. Piaca può fare l’attaccante esterno o il centrocampista. Benatia lo conosciamo, Higuain è il capocannoniere che competa un reparto d’attacco già molto forte”.

Siete tre le prime quattro d’Europa?
“Lo dico dal primo giorno che sono arrivatao qui: la Champions è una competizione a sé, anche se più aumenti il livello più crescono le possibilità di vincerla. Però bisogna essere in buona forma a marzo e ci vuole molta buona sorte, perché con l’eliminazione diretta gli episodi diventano decisivi. La Juventus ha sempre avuto l’obbligo di puntare al massimo e difatti due anni fa siamo arrivati in finale”.

Cosa pensa dell’addio di Berlusconi e del Milan cinese?
“Alla fine sono rimasto l’ultimo ad aver vinto con Berlusconi, cui devo dire grazie però con lui ho vissuto quattro anni importantissimi per la mia carriera. Perdiamo il presidente che ha fatto la storia del Milan e un pezzo di storia del calcio italiano. Per il resto, siamo nell’epoca della globalizzazione e per la Cina il calcio è un veicolo di progresso a livello sociale e politico. Bisogna adeguarsi”.

Perché tutti hanno dimenticato così in fretta la cessione di Pogba?
“Perché sono arrivati cinque giocatori che migliorano il tasso tecnico, che già era alto”.

Quanto tornerà Marchisio?
“Il suo recupero procede bene, corre tocca la palla. Al momento il suo rientro è stimato per ottobre. Poi tra l’inizio e la fine del mese c’è una differenza di trenta giorni”.


 
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