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Juventus, Allegri: "Con l'Inter è il primo test per lo scudetto"

Il tecnico bianconero dà enorme importanza al derby d'Italia, considerandolo già un crocevia fondamentale verso la conquista del sesto titolo consecutivo

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TORINO - Se per Frank de Boer sarà l'ultima spiaggia o quasi, per la Juventus di Allegri il derby d'Italia di domenica (ore 18) al Meazza nerazzurro rappresenterà già "uno snodo decisivo per il campionato". Ma come? Di già? "E' vero, siamo soltanto all'inizio, ma vincere sarebbe un gran bel colpo perché avremmo già battuto quattro delle prime sette squadre italiane". A unire i cari nemici bianconerazzurri, la grande voglia di rivalsa dopo le false partenze in Europa. "Ci attende un test importante e difficile -  prosegue il tecnico livornese -, perché l'Inter non è quella di domenica scorsa a Pescara e nemmeno quella di giovedì contro gli israeliani del Be'er Sheva. Domani, di fronte a 80 mila spettatori, loro vorranno dimostrarsi al nostro pari e avranno grande voglia di rivalsa, come del resto noi". Allegri chiederà a molti big un sacrificio: per riposare ci sarà modo contro Cagliari (mercoledì) e Palermo (sabato). La difesa dovrebbe dunque ripartire dai soliti noti: Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini. Sulle fasce ci saranno Lichtsteiner e Dani Alves. Qualcosa potrebbe cambiare a centrocampo, dove sono certe le presenze di Pjanic e Khedira, con uno tra Lemina, Asamoah e Hernanes a completare il reparto. Dubbi anche in attacco, dove Higuain sembra comunque in vantaggio su Mandzukic per duettare con Dybala.

Massimiliano Allegri, dopo la Champions teme qualche eccesso di euforia anche in campionato?
"Lo sfogo nel dopopartita del Siviglia era per riportare tutti con i piedi per terra. Le partite vanno giocate, combattute e vinte. Nessuno ci regalerà niente. E' normale che il nostro primo obiettivo sia il sesto scudetto, vogliamo entrare nella leggenda, oltre a cercare di vincere la Coppa Italia, la Supercoppa e la Champions League, una competizione un po' diversa per alcuni motivi".
Quali?
"La storia della ha dimostrato come gli episodi in Champions diventino determinanti. Ecco perché non dobbiamo mai perdere l'equilibrio e nemmeno la consapevolezza che quest'anno sarà più difficile vincere lo scudetto. Le avversarie sono più agguerrite. Ed è impensabile vincere 52 partite di seguito. Viviamo le situazioni con grande entusiasmo. Ora ci attende una bella partita, il derby d'Italia, il primo snodo per lo scudetto anche se siamo soltanto alla quarta giornata".
Bonucci ha criticato certi mugugni del pubblico dello Stadium: lei cosa ne pensa?
"E' normale che mercoledì tutti si aspettassero qualcosa di più, ma i tifosi ci sono stati e ci staranno sempre vicino, per noi è molto importante".
Dopo la sconfitta-shock in Europa League dei nerazzurri è giusto attendersi un'Inter ancora più arrabbiata? Oppure la Juve è ancora più favorita?
"Che la Juve sia favorita lo si dice sempre e comunque, quindi... Noi l'anno scorso abbiamo battuto il Siviglia con tre palle-gol, quest'anno ne abbiamo avute sette ma non siamo riusciti a vincere. E il calcio, purtroppo, si valuta attraverso i risultati. Detto questo, il pari di mercoledì non va vissuto come un fallimento, altrimenti andiamo fuori di testa, ma come una ranbde partita che non siamo riusciti a vincere. Può succedere che per una volta la Juve non segni, ma non per questo bisogna ammazzarsi perché il calcio dà la possibilità di rifarsi subito".
Domani confermerà ancora il 3-5-2 oppure testerà la difesa a quattro?
"Ho avuto l'idea di cambiare mercoledì scorso, ma ho preferito non togliere certezze alla squadra. Possiamo giocare con diversi sistemi, ma quello che conta di più è l'atteggiamento. Detto questo, domani giocheremo a tre".
Quanto è difficile gestire così tanti giocatori di qualità e personalità?
"Una squadra deve avere grandi difensori, centrocampisti e attaccanti. Utilizzare bene il cosiddetto turnover ci dà la possibilità di giocare ogni tre giorni con identica intensità".
A proposito di rotazioni, come sta l'acciaccato Dani Alves e quanto sono stanchi i vari Chiellini, Lemina e Khedira, che le hanno giocate tutte?
"Ho convocato tutti. E dalla prossima partita riavrò anche Sturaro, oggi tornerà in campo con la Primavera. Gli unici che domani giocheranno di sicuro sono Lichtsteiner e Khedira, per gli altri vedremo. Sicuramente ci sarà qualche cambio. Abbiamo un ciclo importante. Tutti saranno comunque determinanti, la panchina non è una bocciatura ma una scelta dell'allenatore. E a marzo i campionati si vincono proprio con i giocatori della panchina".
Dybala si sta evolvendo in centrocampista oppure verrà riavvicinato all'area?
"Paulo non ha cambiato posizione, anche l'anno scorso si abbassava per giocare il pallone. Ha avuto due occasioni contro Sassuolo e il Siviglia ma non ha segnato, cose che possono capitare".
Vedremo mai una coppia pesante Higuain-Mandzukic? E quand'è che Pjaca avrà più spazio?
"Gonzalo e Mario sono già stati provati insieme in amichevole, a Modena. Marko sta crescendo molto, così come gli altri nuovi arrivati: diventerà uno dei più forti d'Europa. A breve verrà sfruttato di più, così come Cuadrado. Abbiamo una grande rosa e diversi giovani molto importanti".
Che effetto le hanno fatto i fischi a Bari e Genova durante il minuto di silenzio in memoria del suo concittadino Carlo Azeglio Ciampi?
"Mi hanno fatto uno effetto strano, visto il personaggio che è stato e ripensando a cosa Ciampi ha rappresentato per l'Italia". 
 
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