TORINO - "Certe volte bisogna stare solo zitti, tornare a casa e migliorare". Gigi Buffon la tocca piano, entrando a gamba tesa sull'Inter a oltre un mese di distanza da un derby d'Italia zeppo di veleni e polemiche assortite: "Certe proteste mi hanno sbigottito: non accetto che si parli del nulla, facendo soltanto strumentalizzazione - sbotta il portiere ai microfoni di Sky e Mediaset -. In quell'occasione mi sono piaciuti molti i media, davvero bravi ad allentare certe tensioni che non avevano davvero senso di esistere". E ancora, a rincarare ulteriormente la dose nei confronti dei rivali nerazzurri: "Noi addetti ai lavori dobbiamo farci un esame di coscienza - prosegue Buffon -, ho visto delle interviste raccapriccianti. Posso capire le polemiche su cose veritiere, ma sulle cose inesistenti proprio no. Se crei un caso e fai la pañolada vuol dire che sei completamente fuori strada, e io non riesco ad apprezzarti oppure a stimarti".
Inizialmente interpellato sulle polemiche successive alla semifinale di andata di Coppa Italia contro il Napoli, Buffon coglie l'occasione per riaprire il faldone di Juve-Inter del 5 febbraio. Senza mai citare direttamente la squadra o i giocatori nerazzurri.
BUFFON: "TRIPLETE? SOGNARE IN GRANDE CON I PIEDI PER TERRA" - Juve-Milan comincia a tavola. Questa sera il ds Rocco Maiorino offrirà una cena alla squadra di Montella, rinnovando quella che tra i rossoneri sta diventando una tradizione. Ieri è invece toccato a Leonardo Bonucci convocare tutti i compagni in una trattoria torinese, per chiudere definitivamente il caso della sua lite con Allegri. "Cena pagata! E ora più carichi di prima verso i tre obiettivi stagionali!", ha cinguettato il difensore, ribadendo la volontà della Juventus di tentare l'impresa-triplete. "Con una mezza cenetta Leo è riuscito a rimettere la barca in pari - scherza Buffon -. Se Bonucci sbaglia, lo fa inconsapevolmente. Le sue iniziative sono sempre finalizzate al bene della squadra. E' uno generoso, positivo, trainante".
Se non ora, quando? Quel pensiero stupendo (ancorché un po' spudorato) di fare un en plein ancora inedito nell'ultracentenaria storia bianconera alberga anche nella testa di Gigi Buffon, capitano dalle ambizioni sfrenate ma anche dal profilo basso: "Il triplete? Bisogna sognare in grande e provarci sempre, ma bisogna anche tenere i piedi ben piantati a terra e operare con grande umiltà. Nulla è precluso, ma se vinceremo soltanto lo scudetto non sarà una delusione".
"HO TIFATO NAPOLI CON TUTTO IL CUORE" - Il numero uno di Juve e Nazionale torna quindi sul ko del Napoli agli ottavi di Champions contro il Real Madrid, rivelando di aver sostenuto la squadra azzurra: "Lo dico senza mezzi termini e senza retorica: ieri il Napoli mi ha appassionato - sentenzia Buffon -. Ho tifato per loro con tutto il cuore, come del resto avevo fatto in occasione dell'andata a Madrid. E' una squadra che stimo tanto, ha un allenatore molto bravo e un gioco molto bello". SuperGigi, non è una novità, ha un debole per... i più deboli o i meno forti: "E' bello che una formazione che quanto al valore dei singoli non eguagliava quella spagnola sia comunque riuscita a giocarsela alla pari per 55 minuti. Soltanto certi episodi hanno permesso al Real di vincere in modo largo, ma questo non cancella i valori del Napoli. Purtroppo so cosa si prova in certi momenti, avendo perso tanto anche io. Ma il fatto di essere mentalmente con loro mi ha fatto realmente piacere. Mi ha fatto sentire, come dire?, sano, e questa è una cosa importante". Chissà come Buffon avrà preso il gesto del suo ex compagno Morata che, in un rigurgito di juventinità, ha zittito il San Paolo dopo il suo gol del definitivo 1-3.
WENGER E SANCHEZ SEPARATI IN CASA ARSENAL - Ha invece ammutolito l'Emirates Stadium il rotondo 5-1 incassato dall'Arsenal - un'altra manita dopo quella vista all'andata in casa del Bayern -, sempre più ai ferri corti con il suo manager Wenger, alla settima uscita consecutiva agli ottavi di finale di Champions. Un fallimento, l'ennesimo, che spinge Allegri un po' più vicino ai Gunners, attenti anche ai tecnici Thomas Tuchel (Borussia Dortmund) ed Eddie Howe (Bournemouth). Un ko che segna ulteriormente la distanza tra l'Arsenal e Alexis Sanchez, beccato a ridacchiare in panchina dopo la sostituzione al 72'. La Signora sogna di portare il Nino Maravilla a Torino, ma dovrà guardarsi dalla concorrenza di Chelsea, City, Inter, Atletico Madrid e quel Psg che nel 2012 ha già beffato i bianconeri nella corsa per Verratti: "Pensavo che Marco andasse alla Juve - ha rivelato a L'Equipe suo fratello Stefano -, il nostro sogno da piccoli". Poi, sul futuro: "Penso che se potesse Marco rimarrebbe tutta la vita al Psg. Lui è molto attaccato a quella città, lì è nato suo figlio. In Italia tornerebbe soltanto nel momento in cui il Psg non lo ritenesse più utile".
Inizialmente interpellato sulle polemiche successive alla semifinale di andata di Coppa Italia contro il Napoli, Buffon coglie l'occasione per riaprire il faldone di Juve-Inter del 5 febbraio. Senza mai citare direttamente la squadra o i giocatori nerazzurri.
BUFFON: "TRIPLETE? SOGNARE IN GRANDE CON I PIEDI PER TERRA" - Juve-Milan comincia a tavola. Questa sera il ds Rocco Maiorino offrirà una cena alla squadra di Montella, rinnovando quella che tra i rossoneri sta diventando una tradizione. Ieri è invece toccato a Leonardo Bonucci convocare tutti i compagni in una trattoria torinese, per chiudere definitivamente il caso della sua lite con Allegri. "Cena pagata! E ora più carichi di prima verso i tre obiettivi stagionali!", ha cinguettato il difensore, ribadendo la volontà della Juventus di tentare l'impresa-triplete. "Con una mezza cenetta Leo è riuscito a rimettere la barca in pari - scherza Buffon -. Se Bonucci sbaglia, lo fa inconsapevolmente. Le sue iniziative sono sempre finalizzate al bene della squadra. E' uno generoso, positivo, trainante".
Se non ora, quando? Quel pensiero stupendo (ancorché un po' spudorato) di fare un en plein ancora inedito nell'ultracentenaria storia bianconera alberga anche nella testa di Gigi Buffon, capitano dalle ambizioni sfrenate ma anche dal profilo basso: "Il triplete? Bisogna sognare in grande e provarci sempre, ma bisogna anche tenere i piedi ben piantati a terra e operare con grande umiltà. Nulla è precluso, ma se vinceremo soltanto lo scudetto non sarà una delusione".
"HO TIFATO NAPOLI CON TUTTO IL CUORE" - Il numero uno di Juve e Nazionale torna quindi sul ko del Napoli agli ottavi di Champions contro il Real Madrid, rivelando di aver sostenuto la squadra azzurra: "Lo dico senza mezzi termini e senza retorica: ieri il Napoli mi ha appassionato - sentenzia Buffon -. Ho tifato per loro con tutto il cuore, come del resto avevo fatto in occasione dell'andata a Madrid. E' una squadra che stimo tanto, ha un allenatore molto bravo e un gioco molto bello". SuperGigi, non è una novità, ha un debole per... i più deboli o i meno forti: "E' bello che una formazione che quanto al valore dei singoli non eguagliava quella spagnola sia comunque riuscita a giocarsela alla pari per 55 minuti. Soltanto certi episodi hanno permesso al Real di vincere in modo largo, ma questo non cancella i valori del Napoli. Purtroppo so cosa si prova in certi momenti, avendo perso tanto anche io. Ma il fatto di essere mentalmente con loro mi ha fatto realmente piacere. Mi ha fatto sentire, come dire?, sano, e questa è una cosa importante". Chissà come Buffon avrà preso il gesto del suo ex compagno Morata che, in un rigurgito di juventinità, ha zittito il San Paolo dopo il suo gol del definitivo 1-3.
WENGER E SANCHEZ SEPARATI IN CASA ARSENAL - Ha invece ammutolito l'Emirates Stadium il rotondo 5-1 incassato dall'Arsenal - un'altra manita dopo quella vista all'andata in casa del Bayern -, sempre più ai ferri corti con il suo manager Wenger, alla settima uscita consecutiva agli ottavi di finale di Champions. Un fallimento, l'ennesimo, che spinge Allegri un po' più vicino ai Gunners, attenti anche ai tecnici Thomas Tuchel (Borussia Dortmund) ed Eddie Howe (Bournemouth). Un ko che segna ulteriormente la distanza tra l'Arsenal e Alexis Sanchez, beccato a ridacchiare in panchina dopo la sostituzione al 72'. La Signora sogna di portare il Nino Maravilla a Torino, ma dovrà guardarsi dalla concorrenza di Chelsea, City, Inter, Atletico Madrid e quel Psg che nel 2012 ha già beffato i bianconeri nella corsa per Verratti: "Pensavo che Marco andasse alla Juve - ha rivelato a L'Equipe suo fratello Stefano -, il nostro sogno da piccoli". Poi, sul futuro: "Penso che se potesse Marco rimarrebbe tutta la vita al Psg. Lui è molto attaccato a quella città, lì è nato suo figlio. In Italia tornerebbe soltanto nel momento in cui il Psg non lo ritenesse più utile".
