Su Instagram una foto di Barzagli in discoteca, polemiche sui social dopo aver lasciato il ritiro della nazionale
Polemica sui social network dopo la pubblicazione nella notte su Instagram di una foto del dj Gippo Angelini con Andrea Barzagli nella discoteca 'Nona' di Riccione. Il giocatore juventino ieri aveva lasciato il ritiro della nazionale per 'motivi personali', come comunicato dalla Figc. Molti i tifosi che hanno criticato il comportamento del giocatore, soprattutto del Napoli, che domenica incontrerà la Juventus. Non si conoscono i motivi 'personali' che hanno spinto il giocatore a lasciare la nazionale che martedì prossimo ad Amsterdam giocherà contro l'Olanda. In difesa del giocatore scende in campo dj Gippo che ai microfoni di Top Planet Tv, fa chiarezza sulla foto: "Barzagli era a cena con la famiglia. La foto è stata scattata verso le 22 circa e postata quando ero a casa prima di dormire"
"ULTRA' CITTADINI COME TUTTI GLI ALTRI" - SuperGigi dice la sua anche sulla vicenda delle presunte infiltrazioni della 'ndrangheta nel bagarinaggio e nella curva bianconera dello Stadium, sposando la linea presidenziale: "Non aggiungo nulla alle risposte esaurienti date da Andrea Agnelli. Per quello che riguarda i tifosi in generale, penso che anche loro facciano parte della società civile. Se possono andare allo stadio oppure girare per strada, allora sono cittadini come tutti gli altri". Buffon torna quindi sulla sua prestazione-monstre del 18 ottobre allo Stade de Gerland di Lione, arrivata dopo due errori grossolani contro Spagna e Udinese: "Lione-Juve è stata una partita che ho giocato con i nervi, prima ancora che con il talento o l'esperienza - ammette Buffon -. Sapevo di essere su un filo, da una parte c'era il burrone e dall'altra il paradiso".
"MAI CAPITO CERTI DUBBI SULLA MIA PERSONA" - Buffon riavvolge il nastro della sua carriera: "All'inizio ero un buon centrocampista centrale. Non ero né un Pirlo né un Gattuso, ma facevo parte della rappresentativa regionale. Il peso più grosso è stato fare capire chi fossi veramente: nei primi 10-12 anni si aveva un'idea di me non corretta o comunque combattuta. C'erano dei dubbi sulla mia persona che non ho mai capito. Oggi si vede che sono una persona leale e corretta, ma anche un essere umano con pregi e difetti". Tra le 1.000 presenze della sua carriera infinita, il numero uno dei numeri uno racconta le sue due volte all'Olympiastadion di Berlino, in azzurro nella finale del Mundial 2006 e in bianconero nella finale di Champions del 2015: "Ho un ricordo felicissimo e uno un po' meno allegro - conclude Buffon -. I rigori di Berlino sono stati la gioia più grande della mia vita, ma la portata di quella partita era talmente grande che l'ansia ha superato la felicità. Il conflitto nervoso mi ha davvero ucciso. Quando sono tornato negli spogliatoi ero quasi svenuto, mi hanno dovuto fare una flebo. Quando ci ripenso provo un misto di ansia e sollievo".
