TORINO - Superato lo scoglio Monaco, peraltro già piuttosto demolito al pimo "inchino" in Costa Azzurra, la Juve sarà a tre partite dal Triplete: lo scontro diretto di domenica con la Roma, dove per lo scudetto può bastare anche un pareggio, e le due finali di Roma e Cardiff, Coppa Italia e quella Champions League che per Buffon "sarebbe la più grande gioia della carriera assieme alla Coppa del Mondo del 2006". Il portiere bianconero, alla vigilia dela sfida di ritorno col Monaco, ha rilasciato una lunga intervista alla Uefa in cui ha parlato di sogni, obiettivi personali e... voglia di rivincita. "Vincere la Champions sarebbe quasi una ricompensa, la fine di un lungo percorso lastricato di coraggio, testardaggine e duro lavoro. Ho sempre voluto vincere questo trofeo e sono sempre stato convinto di potercela fare assieme ai miei compagni. Sarebbe grandioso". Perché ammette Buffon: "C'è la voglia di rimediare alla finale persa a Berlino ma nel mio caso c'è anche quella di Manchester 2003 per cui andando indietro negli anni la mia motivazione è molto più profonda. Nel 2015 abbiamo perso in un momento in cui il Barcellona era in vetta, prendendo anche gol quasi in contropiede. Perdere ai rigori nel 2003 fu molto doloroso ma avevo 25 anni e pensavo che avrei vinto molte altre finali. Ci andai comunque vicino quella volta, parai due rigori ma il calcio è strano e come nella vita coloro che lo meritano, alla fine otterranno la loro ricompensa".
Caldo inedito e soliti volti sorridenti, nella parte aperta ai media dell'allenamento alla vigilia della semifinale di ritorno contro il Monaco. E' apparso molto sereno anche Benatia, recente vittima di un episodio di razzismo sulle frequenze Rai. Allegri chiede ai suoi grande concentrazione, oltre a quel gol che, in virtù dello 0-2 al Louis II, obbligherebbe il Monaco a farne tre per qualificarsi. Impresa che a Mbappé e amici è riuscita in casa di Manchester City e Borussia Dortmund, ma che difficilmente potrà ripetersi davanti al muro più impenetrabile d'Europa, che nessuno riesce a scalfire da 621', in uno Stadium inviolato da 18 partite di Champions. Dopo aver vinto tutti gli undici precedenti a eliminazione diretta contro squadre francesi, mai vittoriose a Torino, la Juve farà di tutto affinché la storia possa ripetersi.
Nuova sfida tra opposti, dunque: esuberanti sbarbatelli monegaschi (il centrocampo Bernardo Silva-Fabinho-Bakayoko-Lemar ha 22 anni tondi di media) contro terribili vecchietti bianconeri. In sigle: attacco in FM, Falcao-Mbappé, contro BBBC. Proprio così. La Juve dovrebbe infatti copiare e incollare il 3-4-2-1 dell'andata, con una sola modifica: l'allora squalificato Khedira è infatti in vantaggio su Marchisio. Ed ecco che davanti a Buffon si rivedrà la difesa a tre Barzagli (36 anni oggi), Bonucci e Chiellini, con il ritorno sulle fasce di Dani Alves e Alex Sandro, a riposo nel derby, il tedesco e Pjanic in mediana e il tandem Dybala-Mandzukic sulla trequarti, alle spalle di Higuain. In alternativa, 4-2-3-1: fuori Barzagli e dentro Lichtsteiner oppure Cuadrado. Avvertenza: Bonucci, Chiellini e Marchisio, ammoniti nella gara di andata, non sono in diffida, idem Fabinho. Un giallo, domani, non pregiudicherebbe la finale. Tutti i big agli ordini, dunque, compreso lo chef Massimo Bottura, che farà brillare le sue tre stelle Michelin al ristorante "Club Gianni e Umberto Agnelli" della tribuna dello Stadium.
Caldo inedito e soliti volti sorridenti, nella parte aperta ai media dell'allenamento alla vigilia della semifinale di ritorno contro il Monaco. E' apparso molto sereno anche Benatia, recente vittima di un episodio di razzismo sulle frequenze Rai. Allegri chiede ai suoi grande concentrazione, oltre a quel gol che, in virtù dello 0-2 al Louis II, obbligherebbe il Monaco a farne tre per qualificarsi. Impresa che a Mbappé e amici è riuscita in casa di Manchester City e Borussia Dortmund, ma che difficilmente potrà ripetersi davanti al muro più impenetrabile d'Europa, che nessuno riesce a scalfire da 621', in uno Stadium inviolato da 18 partite di Champions. Dopo aver vinto tutti gli undici precedenti a eliminazione diretta contro squadre francesi, mai vittoriose a Torino, la Juve farà di tutto affinché la storia possa ripetersi.
Nuova sfida tra opposti, dunque: esuberanti sbarbatelli monegaschi (il centrocampo Bernardo Silva-Fabinho-Bakayoko-Lemar ha 22 anni tondi di media) contro terribili vecchietti bianconeri. In sigle: attacco in FM, Falcao-Mbappé, contro BBBC. Proprio così. La Juve dovrebbe infatti copiare e incollare il 3-4-2-1 dell'andata, con una sola modifica: l'allora squalificato Khedira è infatti in vantaggio su Marchisio. Ed ecco che davanti a Buffon si rivedrà la difesa a tre Barzagli (36 anni oggi), Bonucci e Chiellini, con il ritorno sulle fasce di Dani Alves e Alex Sandro, a riposo nel derby, il tedesco e Pjanic in mediana e il tandem Dybala-Mandzukic sulla trequarti, alle spalle di Higuain. In alternativa, 4-2-3-1: fuori Barzagli e dentro Lichtsteiner oppure Cuadrado. Avvertenza: Bonucci, Chiellini e Marchisio, ammoniti nella gara di andata, non sono in diffida, idem Fabinho. Un giallo, domani, non pregiudicherebbe la finale. Tutti i big agli ordini, dunque, compreso lo chef Massimo Bottura, che farà brillare le sue tre stelle Michelin al ristorante "Club Gianni e Umberto Agnelli" della tribuna dello Stadium.
