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Juventus, il segreto è (anche) in difesa: la BBBC è un muro invalicabile

(afp)
Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini formano la linea difensiva più forte del calcio italiano insieme al Milan degli anni Novanta: hanno in media 34 anni e rischiano di essere una delle retroguardie più impenetrabili del mondo. TORNA ALLO SPECIALE
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TORINO - Migliora con il tempo, la BBBC. Come quei vini buoni di cui Barzagli è un discreto intenditore. Resiste allo scorrere inesorabile degli anni (34 di media), come le querce secolari. Tiene in piedi lo spogliatoio bianconero, come un muro maestro. E passa indenne i cambi di stagione e di modulo: addio 3-5-2 contiano, benvenuto 4-2-3-1 allegriano. Ma, soprattutto, la linea difensiva bianconera è un serial killer (o winner?) di scudetti (sei in fila) e Coppe Italia (tre di fila). E dopo tanti anni di alta fedeltà bianconera "vede" quella Champions League che ancora manca nelle sconfinate bacheche di Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini, i custodi del sogno-triplete. Ormai sembra una filastrocca, come il Zoff-Gentile-Cabrini d'antan. E' la linea difensiva più forte della storia del calcio italiano, insieme alla retroguardia del Milan anni Novanta (Maldini, Costacurta, Baresi, Tassotti). E rischia di essere una delle più impenetrabili del mondo: "Faccio fatica a trovare in Europa un pacchetto di centrali forti come i nostri", ha recentemente sentenziato SuperGigi.

GIGI BUFFON - Il capitano bianconero è un numero uno anche nel resettare tutto da una stagione all'altra e ricaricarsi di stimoli, mantenendo la solita abnegazione e voglia. Esauriti i superlativi assoluti, restano i numeri. Negli ultimi sei campionati Buffon non aveva mai subito "tanti" gol, appena 24: soltanto il Bayern Monaco di Neuer (22 reti al passivo) nei cinque massimi tornei d'Europa ha fatto meglio. Sono in calo invece le presenze in campionato, per la gioia del suo vice Neto: per ora il saldo dice 30, il dato più basso dell'ultimo lustro. Il meglio Buffon lo ha dato in Champions (specie a Lione e a Monaco), dove non ha subito gol per 690' filati passando per le forche caudine dei superattacchi di Barça e Monaco, i più prolifici del vecchio continente. Oltre a detenere l'attuale record (italiano) di imbattibilità in Europa, Gigi è diventato il portiere più anziano ad aver parato un rigore in Champions (a Lacazette). Del resto, dal dischetto ci prende il 32% delle volte (61 gol incassati su 90 penalty): niente male per uno che non ha la fama di pararigori. A 39 anni ha "poco tempo e troppa fame", come direbbe De André.

ANDREA BARZAGLI - In calo anche le presenze in campionato di Barzagli (21), quello che ha pagato di più il cambio di modulo. Alti e bassi. Anzi, bassi e alti: in autunno aveva trascorso un mese e mezzo ai box per una lussazione alla spalla, negli ultimi tempi non è mai mancato (sempre in campo in 13 delle ultime 17 tra campionato e coppe). Quest'anno abbiamo imparato a conoscere meglio Barzagli nelle insolite vesti di terzino destro: "Allegri è un paraculo, ragazzi: mi dice che giochiamo a tre e poi mi schiera esterno!". Ancora più insolito il Barzagli che "scappa" dal ritiro della Nazionale per fare le ore piccole in un club della Riviera romagnola: tutto falso. La prossima volta, però, ci dicano la verità: Andreone, a 36 anni appena compiuti e dopo aver detto un mezzo addio all'azzurro, ha diritto a qualche permesso in più degli altri.

LEONARDO BONUCCI - Chelsea e City sono destinate a rifarsi sotto, dopo l'ennesima stagione-monstre di Bonucci, sempre più ministro della difesa bianconera. A febbraio la sua storia alla Juve sembrava ai titoli di coda - con buona pace del rinnovo fino al 2021 siglato a dicembre -, in seguito al furibondo scontro verbale con Allegri nel finale di Juve-Palermo - la sua 300ª in bianconero -, pagato con la tribuna (e una multa) al Do Dragão di Oporto. Tramortito? No, anzi, caricato a pallettoni: "Queste cose fortificano il gruppo, adesso ho ancora più voglia di vincere". Cinque reti tra campionato e coppe, compreso il gol decisivo in casa del Siviglia, le aveva segnate soltanto nel 2014-15. Bonnie ha lasciato anche il marchio nella finale di Coppa Italia contro la Lazio. Ma di questa stagione si ricorderanno pure le immagini tenere di Leo con il figlio Lorenzo, tifoso del Toro del suo idolo Belotti. Anche se, in un paese "normale", certi eventi non farebbero notizia.

GIORGIO CHIELLINI - Dodici anni in bianconero, sei scudetti, tre coppe Italia, altrettante Supercoppe e ora finalmente l'affaccio su quella finale di Champions che nel 2015 a Berlino saltò per squalifica. Giorgio Chiellini ha portato il solito grande carico di tremendismo, carisma e adrenalina, dimezzando gli infortuni rispetto all'ultima tormentata stagione grazie anche ai pit-stop offerti all'occorrenza da Rugani e Benatia. Sul suo personalissimo cartellino una doppietta alla Sampdoria, un gol inutile nella finale di Supercoppa vinta dal Milan e un gol nientepopodimenoché al Barcellona, da lui e dai suoi compagni imbavagliato con una prestazione-monstre al Nou Camp. Oltre al sesto tricolore il dottor Giorgio ha anche conquistato una laurea magistrale in Business administration, con 110 e lode e tesi sul "modello di business della Juventus in un benchmark internazionale". La notte prima dell'esame l'ha trascorsa al San Paolo di Napoli. In panchina, è vero, ma comunque lontano dai libri.
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