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Juventus, Marchisio: "L'Europa non fa più paura. Crediamo nella vittoria della Champions"

Il centrocampista suona la carica a tre giorni dalla finale di Cardiff: "La finale del 2015 ha dato la consapevolezza a questa società e a questa squadra che ogni anno può giocarsela con le migliori". Allegri punterà sul 4-2-3-1 con Alves-Dybala-Mandzukic alle spalle di Higuain

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TORINO - "Credo molto nella vittoria della Champions. Cosa è cambiato rispetto a due anni fa? La finale del 2015 ha dato la consapevolezza a questa società e a questa squadra che ogni anno può giocarsela con le migliori squadre d'Europa, per cercare di vincere questo trofeo". Claudio Marchisio suona la carica a tre giorni dalla finale di Champions League contro il Real Madrid. "Sarà una finale bella e molto difficile - sostiene il centrocampista ai microfoni di Premium Sport -. Prima mancava in tutto l'ambiente. Da quella finale e anche dall'anno scorso, in cui siamo usciti contro una grande squadra come il Bayern, è rimasta la consapevolezza, come si è visto nella scorsa stagione nella gara di ritorno a Monaco e nel cammino in Champions di quest'anno. Questo è il punto di crescita di tutti, ci crediamo molto perché in questi due anni c'è stato un grande cambiamento di testa nei confronti dell'Europa. Poi le finali spesso vengono decise da episodi ma il crederci a volte può portare la fortuna e gli episodi favorevoli dalla tua parte". "Cristiano Ronaldo variante imprevedibile? Negli ultimi anni credo che Ronaldo sia cambiato molto, è diventato quasi più prima punta di Benzema - sottolinea Marchisio -. Adesso sta dentro l'area e può mettere in difficoltà qualsiasi difensore e qualsiasi portiere, mentre prima si allargava molto di più a cercare l'uno contro uno. Bisognerà fare molta attenzione, è un grandissimo giocatore così come molti altri. Isco e Modric a centrocampo sono cresciuti tantissimo, poi c'è Marcelo - conclude Marchisio - ma tutti i giocatori che saranno in campo, sia nel Real che nella Juve, in ogni momento potranno decidere questa finale, che sarà sicuramente bellissima".

TECNICA, TATTICA E CONTROLLI INDIVIDUALI - Intanto, a 72 ore dalla finale di Champions, prosegue la preparazione “soft” della Juventus: Allegri, così come il collega-rivale Zidane, sta cercando di non appesantire troppo la squadra e intanto di dribblare il grande caldo di questi giorni. La leggera contrattura muscolare patita ieri alla Partita del Cuore non ha impedito al tecnico livornese di guidare la penultima seduta italiana dei bianconeri, che partiranno soltanto venerdì mattina dall'aeroporto di Caselle alla volta di Cardiff.

Sul menu odierno esercizi di tecnica e preparazione degli aspetti tattici, oltre ad alcuni test per valutare la forma individuale dei giocatori. I risultati dei check-up non sposteranno le scelte di Allegri, deciso a schierare lo stesso 4-2-3-1 impiegato nella semifinale di ritorno in casa del Monaco: Bonucci e Chiellini davanti a Buffon, Barzagli e Alex Sandro sulle corsie, il recuperato Khedira e Pjanic davanti alla difesa e il trio Dani Alves-Dybala-Mandzukic alle spalle di Higuain. Spegnere anche soltanto una delle cinque stelle avrebbe dato un brutto segnale alla squadra, chiamata a copiare e incollare le prestazioni fornite da quando è passata al nuovo modulo spregiudicato e a non avere alcun timore riverenziale di fronte ai merengues. Ma è praticamente fatta anche la panchina, dove balla soltanto un posto, probabilmente l'ultima seggiola libera in un Millennium Stadium esaurito ormai da alcuni giorni: con le riserve di lusso Marchisio e Cuadrado ci saranno infatti Neto, Benatia, Lichtsteiner, Rincon e uno tra Asamoah (in vantaggio per la sua duttilità), Lemina e Sturaro.

 
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