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Juventus, dal rebus difesa ai ''casi' Douglas Costa-Higuain: Allegri chiamato ai ripari

Allegri con i suoi giocatori (agf)
La sconfitta casalinga con la Lazio ha fatto suonare l'allarme in casa bianconera. Sono diverse le cose che non funzionano, contro lo Sporting Lisbona in Champions l'occasione per voltare subito pagina
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TORINO - Se il pari di Bergamo era stato paragonato a una sconfitta, lo sfortunato ma comunque meritato ko di ieri contro la Lazio è per la Juve una mezza tragedia, anche se Allegri ha provato a catalogarlo alla voce "inciampone". E non soltanto perché il Napoli capolista è scappato a +5. La sesta sconfitta nella storia dello Stadium - i biancocelesti, con il 2-1 in rimonta di ieri, entrano in un club molto ristretto che tra campionato e coppe include Bayern Monaco, Inter, Sampdoria, Udinese e Fiorentina - , evento che non si verificava da 783 giorni cadenzati da 41 partite di campionato (di cui ben 38 vinte) e 57 complessive, ufficializza una serie di problemi per i bianconeri, piombati in una crisi che non frequentavano da un paio di stagioni. 

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CONTRO LO SPORTING RIECCO PJANIC E IL 4-2-3-1 - Mal comune, mezzo gaudio: anche lo Sporting Lisbona, atteso in Champions mercoledì allo Stadium, ha perso la vetta della classifica dopo due pareggi (contro Moreirense e Porto), ma ha 48 ore di riposo in più dei bianconeri nelle gambe, avendo giocato giovedì in coppa di Portogallo (vincendo 2-4 in casa dell'Oleiros). La preparazione di un match che la Juventus è praticamente obbligata a vincere è cominciata stamani, con un allenamento seguito da circa 400 tifosi juventini: un piccolo evento, in una Vinovo solitamente blindata. Con il ritorno nell'undici titolare di Dybala e quello molto probabile del recuperato Pjanic, oggi a segno in partitella, si rivedrà anche il 4-2-3-1, per la gioia di Mandzukic che nel 4-3-3 anti-Lazio è sembrato un pesce fuor d'acqua. "E' dura sbagliare e mi dispiace, ma l'importante è rimettersi sulla strada giusta con grande determinazione. Ricominciando da mercoledì!", è il messaggio affidato ai social network dalla Joya, al secondo errore dal dischetto sui titoli di coda dopo quello dell'Azzurri d'Italia. Le altre novità saranno il rientro di Alex Sandro a sinistra e quello a destra della catena formata da Sturaro e Cuadrado, con il probabile inserimento di Benatia al fianco di Chiellini.

BLACKOUT, JET LAG, DIFESA DA REBUS E ALTRI GUAI - Tornando ai guai bianconeri, è ormai congenita l'abitudine a spegnere la luce (del gioco, ma anche della ragione) non appena la squadra va in vantaggio, anziché cercare di assestare il colpo di grazia. Questi blackout mentali rappresentanno il problema più grande della Juventus, a maggior ragione se collegati a un certo senso di sazietà dopo sei anni con la pancia piena. Se poi mancano due fari come Pjanic e Dybala, la qualità del gioco cala drasticamente. Giusto risparmiare l'argentino stropicciato da volo e fuso intercontinentali, ma allora perché gettare nella mischia un Bentancur comprensibilimente appannato per lo stesso motivo, a sole 24 ore dal suo rientro dall'Uruguay alla base bianconera? Difficile immaginare che Sturaro, dopo un mesetto vissuto da terzino destro, abbia dimenticato il mestiere di tanti anni. In difesa i problemi sono i soliti, la novità è che adesso la retroguardia bianconera imbarca acqua anche allo Stadium, dove fino a sabato era stata completamente impermeabile. Sette gol incassati in otto giornate sono troppi. Nessuno ha ancora capito quale sia la trincea titolare. Rugani è misteriosamente scomparso dalle rotazioni ormai da un mese, ultimo suo avvistamento il 20 settembre contro la Fiorentina. Lichtsteiner e Asamoah appaiono sfiatati, sempre più vicini al fine corsa. E se dà buca anche Barzagli, colpevole su entrambi i gol di Immobile...

DOUGLAS COSTA E HIGUAIN, CASI APERTI - Ma Allegri è stato "tradito" anche da chi aveva attentamente addestrato negli ultimi dieci giorni a Vinovo. Douglas Costa, ad esempio, ha palesato la solita anarchia, oltre a un gioco sempre più monocorde: se il suo precursore Krasic si muoveva su un unico binario, avanti oppure indietro, il brasiliano ex Bayern Monaco, ieri al primo (inutile) acuto in bianconero, ripete ossessivamente la solita sterzata con dribbling "alla Robben", ma con risultati rivedibili. "Continuare a migliorare, perché la strada è lunga e uniti siamo più forti", è il messaggio affidato da Douglas Costa a Instagram. Peggio ancora Higuain, che ha confermato una condizione precaria, oltre a un po' di jella e a qualche problema con il suo killer instinct: insomma, un grande balzo indietro dopo i passetti avanti fatti contro Olympiacos e Atalanta. La Lazio, il suo bersaglio preferito (13 gol in 15 incroci complessivi), almeno sulla carta sembrava l'avversaria ideale per inagurare quello che Allegri aveva definito "il mese di Gonzalo". Tutto sbagliato, tutto da rifare.
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