TORINO - Gigi Buffon e Gonzalo Higuain, l'alfa e l'omega della Juventus, festeggiano rispettivamente due decenni in maglia azzurra e 101 gol "italiani" (in 153 presenze), dopo i due acuti di ieri alla Scala del calcio. Dice SuperGigi, intervistato da Vivo Azzurro: "I miei venti anni in Nazionale sono il regalo più bello che mi ha fatto la vita, un regalo che mi sono sicuramente meritato e voluto. Non è stato facile trascorrere tutto questo tempo con l'obiettivo di non mollare, di reagire alle difficoltà. Il sogno e l'idea di poter rappresentare la mia nazione, ascoltare per venti anni l'inno prima di una gara, emozionarsi per quello e con quello, avere avuto la fortuna di avere vinto un Mondiale e di avere dato ai nostri concittadini e sportivi una gioia così grande valgono veramente una vita". Impressionanti anche i numeri del Pipita, che ieri ha steso il Milan con una prova sontuosa e con la sua 24ª doppietta in Serie A (a cui si aggiungono 3 triplette). I 107 gol segnati in Spagna in sei stagioni e mezza al Real Madrid e le 101 reti in quattro campionati e un pezzo in Italia (71 col Napoli, 30 con la Juve) permettono al Pipita di diventare il secondo giocatore a realizzare almeno 100 gol in due dei maggiori cinque tornei europei dopo un certo Zlatan Ibrahimovic (122 gol in Francia con il Psg e altri 122 in Italia con Juve, Inter e Milan). Oltre alla specialità della casa, il numero 9, sabato apparso addirittura snello, ha offerto una delle migliori prove da quando indossa il bianconero. Una prestazione impeccabile anche a livello di generosità e sacrificio, uguale se non migliore a quella di una settimana fa a Udine esaltata da un Buffon che aveva chiesto ad Allegri di proiettare il dvd a Vinovo a ciclo continuo. A Higuain ora non resta che esportare il migliore Gonzalo in Champions, là dove ha fatto spesso scena muta, soprattutto contro le grandi, se è vero che non ha mai segnato a Real, Barça, Bayern, United, City e Liverpool.
JUVE VERSO LISBONA, NOVE CONFERME E DUE CAMBI - Più della 40ª partita consecutiva in cui i bianconeri sono andati a segno, più dei 33 centri in 11 uscite, ad Allegri interessa l'aver finalmente sbarrato la porta dopo cinque gare tra campionato e Champions in cui il pallone era finito ben 8 volte in fondo al sacco. Di più: in 90 minuti la Signora ha concesso al Milan una sola vera palla gol (traversa di Kalinic), prima di disputare una ripresa pressoché perfetta. La ritrovata impermeabilità difensiva è la prima cosa che Allegri chiederà ai suoi di mettere nel bagaglio per Lisbona, dove martedì i bianconeri affronteranno lo Sporting Lisbona (arbitra il francese Clément Turpin). Oggi la squadra si è divisa in due gruppi (lavoro di scarico per chi è stato maggiormente impegnato al Meazza, normale allenamento per il resto dell'organico). Domani è in programma la seduta di rifinitura e la partenza per la capitale lusitana, dove alle 18.30 locali (19.30 italiane) è in programma la conferenza stampa di Allegri e Buffon. Il tecnico sembra orientato a confermare nove undicesimi della formazione che ha sbancato la Milano rossonera: Barzagli e Alex Sandro rileveranno Lichtsteiner (fuori lista Uefa) e Asamoah, mentre Matuidi insidia Khedira per giocare al fianco di Pjanic. Per il ruolo di terzino destro sono disponibili anche Sturaro e il recuperato De Sciglio, ma Allegri dovrebbe preferire l'esperto toscano, collaudato nell'ultima mezz'ora del big match di ieri a San Siro.
I SEI MAGIC MOMENT AZZURRI DI BUFFON - Venti anni in sei fotogrammi. Gigi Buffon scegli i sei momenti più belli della sua epopea azzurra: "Il primo è l'esordio in Russia, in una serata da tregenda con la neve e il campo fangoso: le peggiori condizioni per esordire - ricorda il numero uno dei numeri uno -. Ci stavamo giocando il Mondiale di Francia 1998, cinque minuti e ho dovuto fare una parata importante e difficile. A freddo, nel gelo, non era facile farsi trovare pronto, ma le motivazioni e la testa a volte sono più importanti della condizione fisica. Il secondo momento è in occasiomne di Italia-Paraguay del 1998, a Parma, forse la mia seconda partita in Nazionale. Ero subentrato nel secondo tempo: penso di avere fatto una delle parate più belle della mia carriera. Il terzo è l'intervento su Zidane nella finale dei Mondiali del 2006, una parata plastica e scenografica. Se avessimo preso gol in quella occasione, ai supplementari, probabilmente non avremmo ribaltato la situazione. Il quarto momento è la partita con la Repubblica Ceca nel 2013, quando ho eguagliato il record di 136 presenze di Fabio Cannavaro. Il quinto è una figuraccia, l'esultanza dopo la vittoria con il Belgio agli ultimi Europei: mi sono ggrappato alla traversa bagnata per la poggia e sono caduto in maniera brutale e goffa, finendo per dare una culata incredibile. Il sesto e ultimo momento sono le mille partite da professionista celebrate in Italia-Albania. Un traguardo di cui vado orgoglioso - conclude Buffon -, probabilmente quando avrò smesso di giocare sarà qualcosa che mi emozionerà".
JUVE VERSO LISBONA, NOVE CONFERME E DUE CAMBI - Più della 40ª partita consecutiva in cui i bianconeri sono andati a segno, più dei 33 centri in 11 uscite, ad Allegri interessa l'aver finalmente sbarrato la porta dopo cinque gare tra campionato e Champions in cui il pallone era finito ben 8 volte in fondo al sacco. Di più: in 90 minuti la Signora ha concesso al Milan una sola vera palla gol (traversa di Kalinic), prima di disputare una ripresa pressoché perfetta. La ritrovata impermeabilità difensiva è la prima cosa che Allegri chiederà ai suoi di mettere nel bagaglio per Lisbona, dove martedì i bianconeri affronteranno lo Sporting Lisbona (arbitra il francese Clément Turpin). Oggi la squadra si è divisa in due gruppi (lavoro di scarico per chi è stato maggiormente impegnato al Meazza, normale allenamento per il resto dell'organico). Domani è in programma la seduta di rifinitura e la partenza per la capitale lusitana, dove alle 18.30 locali (19.30 italiane) è in programma la conferenza stampa di Allegri e Buffon. Il tecnico sembra orientato a confermare nove undicesimi della formazione che ha sbancato la Milano rossonera: Barzagli e Alex Sandro rileveranno Lichtsteiner (fuori lista Uefa) e Asamoah, mentre Matuidi insidia Khedira per giocare al fianco di Pjanic. Per il ruolo di terzino destro sono disponibili anche Sturaro e il recuperato De Sciglio, ma Allegri dovrebbe preferire l'esperto toscano, collaudato nell'ultima mezz'ora del big match di ieri a San Siro.
I SEI MAGIC MOMENT AZZURRI DI BUFFON - Venti anni in sei fotogrammi. Gigi Buffon scegli i sei momenti più belli della sua epopea azzurra: "Il primo è l'esordio in Russia, in una serata da tregenda con la neve e il campo fangoso: le peggiori condizioni per esordire - ricorda il numero uno dei numeri uno -. Ci stavamo giocando il Mondiale di Francia 1998, cinque minuti e ho dovuto fare una parata importante e difficile. A freddo, nel gelo, non era facile farsi trovare pronto, ma le motivazioni e la testa a volte sono più importanti della condizione fisica. Il secondo momento è in occasiomne di Italia-Paraguay del 1998, a Parma, forse la mia seconda partita in Nazionale. Ero subentrato nel secondo tempo: penso di avere fatto una delle parate più belle della mia carriera. Il terzo è l'intervento su Zidane nella finale dei Mondiali del 2006, una parata plastica e scenografica. Se avessimo preso gol in quella occasione, ai supplementari, probabilmente non avremmo ribaltato la situazione. Il quarto momento è la partita con la Repubblica Ceca nel 2013, quando ho eguagliato il record di 136 presenze di Fabio Cannavaro. Il quinto è una figuraccia, l'esultanza dopo la vittoria con il Belgio agli ultimi Europei: mi sono ggrappato alla traversa bagnata per la poggia e sono caduto in maniera brutale e goffa, finendo per dare una culata incredibile. Il sesto e ultimo momento sono le mille partite da professionista celebrate in Italia-Albania. Un traguardo di cui vado orgoglioso - conclude Buffon -, probabilmente quando avrò smesso di giocare sarà qualcosa che mi emozionerà".
