TORINO - A tre giorni dalla sfida del Dall'Ara con il Bologna, Max Allegri prova a risolvere il rebus formazione. Alle assenze quasi certe di Buffon, Chiellini e Lichtsteiner si è aggiunto il riacutizzarsi di un problema inguinale per Cuadrado, anche lui in dubbio, come Pjanic, in vista del test emiliano. Se il colombiano ha svolto un programma personalizzato durante l'allenamento odierno, il bosniaco è sempre più vicino al rientro, unica gioia per Allegri proveniente dall'infermeria.
CERTEZZA MATUIDI - Al suo arrivo nel rush finale del mercato estivo, più di un tifoso bianconero storse il naso. Il curriculum di tutto rispetto e la maglia del Paris Saint-Germain indossata con regolarità e da protagonista non bastavano per identificare tutte le qualità di Blaise Matuidi. Per fortuna del francese esiste il campo: nel rettangolo verde il francese ha scalato le gerarchie bianconere, risultando a oggi uno dei calciatori più impegnati da Allegri. Merito delle sue doti di interdizione, della sua flessibilità tattica e della sua mentalità affine a quella del tecnico bianconero: "La regola base nel calcio è difendersi bene, poi ovviamente bisogna saper sfruttare le opportunità e segnare". Musica per le orecchie del tecnico livornese, un incubo per gli avversari, spesso bloccati nella diga francese.
MIGLIORARE ANCORA - La versatilità di Matuidi è un jolly nel mazzo a disposizione di Allegri: centrocampo a tre, a due come ad inizio anno, 'falso trequartista' come nello scontro diretto del San Paolo contro il Napoli. "Voglio migliorare ancora - ha spiegato il francese ai microfoni di Jtv -, dare ogni giorno di più per la squadra e, magari, segnare un gol, anche se la cosa più importante è che la Juve vinca". Come a Napoli, quando Reina sfoderò un miracolo d'istinto sulla conclusione di Matuidi, ricacciando in gola l'esultanza per una rete che sembrava ormai certa.
FELICE IN BIANCONERO - Francese di nascita, angolano di origine la di cultura congolese, come ama definirsi, Matuidi è un cittadino del mondo: facile capire il perché del suo rapido inserimento nel mondo Juventus. "Il mio ambientamento procede molto bene - conferma -. I compagni e lo staff mi hanno accolto nel migliore dei modi e credo di essermi integrato al meglio. Sono davvero felice di essere alla Juventus".
NATALE IN CAMPO - Il motivo principale dell'addio al Paris Saint-Germain di quest'estate è la continua ricerca di nuove esperienze: un campionato affascinante come quello italiano, una squadra che all'estero gode di enorme considerazione come la Juventus. "La Serie A è un campionato molto tattico, con giocatori intelligenti, di grande esperienza e con importanti qualità tecniche. Sarà speciale giocare anche durante le feste, come accade in Inghiterra: ci attendono delle sfide importanti e speriamo di festeggiare il Natale al meglio sul terreno di gioco". Inghilterra che sarà protagonista anche della primavera bianconera, con la sfida valida per gli ottavi di Champions League contro il Tottenham: "Squadra forte, sia dal punto di vista tecnico che da quello atletico. Gioca veloce, box to box, come si usa in Premier League, ma la Juve ha grande esperienza in Champions e ha tutte le carte in regola per giocare la propria partita e fare bene".
CERTEZZA MATUIDI - Al suo arrivo nel rush finale del mercato estivo, più di un tifoso bianconero storse il naso. Il curriculum di tutto rispetto e la maglia del Paris Saint-Germain indossata con regolarità e da protagonista non bastavano per identificare tutte le qualità di Blaise Matuidi. Per fortuna del francese esiste il campo: nel rettangolo verde il francese ha scalato le gerarchie bianconere, risultando a oggi uno dei calciatori più impegnati da Allegri. Merito delle sue doti di interdizione, della sua flessibilità tattica e della sua mentalità affine a quella del tecnico bianconero: "La regola base nel calcio è difendersi bene, poi ovviamente bisogna saper sfruttare le opportunità e segnare". Musica per le orecchie del tecnico livornese, un incubo per gli avversari, spesso bloccati nella diga francese.
MIGLIORARE ANCORA - La versatilità di Matuidi è un jolly nel mazzo a disposizione di Allegri: centrocampo a tre, a due come ad inizio anno, 'falso trequartista' come nello scontro diretto del San Paolo contro il Napoli. "Voglio migliorare ancora - ha spiegato il francese ai microfoni di Jtv -, dare ogni giorno di più per la squadra e, magari, segnare un gol, anche se la cosa più importante è che la Juve vinca". Come a Napoli, quando Reina sfoderò un miracolo d'istinto sulla conclusione di Matuidi, ricacciando in gola l'esultanza per una rete che sembrava ormai certa.
FELICE IN BIANCONERO - Francese di nascita, angolano di origine la di cultura congolese, come ama definirsi, Matuidi è un cittadino del mondo: facile capire il perché del suo rapido inserimento nel mondo Juventus. "Il mio ambientamento procede molto bene - conferma -. I compagni e lo staff mi hanno accolto nel migliore dei modi e credo di essermi integrato al meglio. Sono davvero felice di essere alla Juventus".
NATALE IN CAMPO - Il motivo principale dell'addio al Paris Saint-Germain di quest'estate è la continua ricerca di nuove esperienze: un campionato affascinante come quello italiano, una squadra che all'estero gode di enorme considerazione come la Juventus. "La Serie A è un campionato molto tattico, con giocatori intelligenti, di grande esperienza e con importanti qualità tecniche. Sarà speciale giocare anche durante le feste, come accade in Inghiterra: ci attendono delle sfide importanti e speriamo di festeggiare il Natale al meglio sul terreno di gioco". Inghilterra che sarà protagonista anche della primavera bianconera, con la sfida valida per gli ottavi di Champions League contro il Tottenham: "Squadra forte, sia dal punto di vista tecnico che da quello atletico. Gioca veloce, box to box, come si usa in Premier League, ma la Juve ha grande esperienza in Champions e ha tutte le carte in regola per giocare la propria partita e fare bene".
