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Juventus, Allegri: "Capisco Buffon, lasciare è dura. Ora però pensi a tornare titolare"

Il tecnico rinvia a martedì in Coppa Italia il rientro del portiere. "Ma pensiamo anche al Chievo, non sarà facile"

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TORINO - Il futuro di Buffon, il ritorno al gol di Higuain, la diatriba tra bel gioco e risultato, i problemi di Cuadrado. Senza perdere di vista il Chievo, prossimo avversario della Juventus domani sera al Bentegodi. Massimiliano Allegri spazia con disinvoltura tra un argomento e l'altro, dai più leggeri ai più spinosi, partendo dall'intervista rilasciata da Buffon a Repubblica: "Gigi sta facendo delle riflessioni, ma smettere fa parte della vita anche se non è semplice, soprattutto per i grandissimi campioni. In questo momento la priorità è rientrare, riprendersi il posto da titolare e pensare a fare il giocatore fino a fine anno". Sabato non sarà titolare ma solo a disposizione, "rientrerà martedì con l'Atalanta", mentre perdura l'assenza di Cuadrado, che "lunedì avrà un consulto in Germania e gli diranno se dovrà operarsi o proseguire con le terapie". Nessuna sveglia da far suonare per il Higuain, "l'avevo suonato quando all'inizio non stava bene fisicamente, aveva bisogno di trovare la condizione", ma ora "si sacrifica, lavora, gioca per la squadra e tornerà al gol presto". Il centravanti argentino è il manifesto della Juventus di quest'ultimo periodo, concentrata alla ricerca della solidità anche a scapito del bel gioco, posizione difesa lunedì sera dopo l'1-0 con il Genoa: ""Lunedì non ero infastidito, ma si fanno un branco di chiacchiere, io ho solo detto che alla fine quello che conta è portare a casa il risultato. E' normale che per portare a casa il risultato bisogna passare attraverso la prestazione". 
Quella che servirà con il Chievo, che dopo una sconfitta netta, come successo con la Lazio, disputa sempre un'ottima partita: "Ha pareggiato con la Roma dopo una brutta sconfitta, ha fatto 0-0 con il Napoli dopo una brutta sconfitta e noi domani abbiamo solo un risultato". Ancora dubbi di formazione per Allegri, che recupera Matuidi in extremis - "vedrò se domani verrà in campo o meno, ma ha preso solo una botta" - ma dovrà fare ancora a meno di Marchisio, che rientrerà martedì. Davanti a Szczesny spazio a De Sciglio, in ballottaggio con Lichtsteiner, e Alex Sandro, con Benatia e Barzagli o Rugani al centro. Dubbi dalla cintola in sù, "può giocare Sturaro se decido di giocare con i tre, può darsi che i quattro che ho a disposizione davanti li butti tutti dentro subito. Quindi o giochiamo con i tre a metà campo o con i due a metà campo". 
 
Massimiliano Allegri, partiamo da Buffon, che ha espresso il proposito di continuare...
"Buffon sarà col gruppo, ma riprenderà il posto da titolare da martedì a Bergamo. Le dichiarazioni? Penso siano riflessioni che in questo momento sta facendo. In questo momento la priorità è rientrare, prendere il posto da titolare e pensare a fare il giocatore fino a fine anno".
 
E' così difficile per un calciatore smettere?
"Fa parte  della vita, bisogna accettarlo, bisogna capire che arriva il momento e dopo ci sono altri 40 anni per fare grandi cose nella vita. Non è semplice, soprattutto per i grandissimi campioni, però è la vita, non si può tornare indietro, ma bisogna andare avanti. Martedì rientrerà, sta bene fisicamente, questo riposo secondo me gli ha fatto bene perché lo ha rigenerato dopo anche la batosta del Mondiale. Poi a fine anno deciderà. Ma le riflessioni le facciamo tutti, tutti i giorni".
 
Come stanno gli infortunati? 
"Cuadrado lunedì ha una visita specialistica in Germania, gli verrà detto se sarà operato o se andrà avanti con il recupero. Marchisio ha lavorato in parte con la squadra ieri, difficilmente sarà disponibile. Dybala procede nel recupero, a metà della prossima settimana avrà un esame per vedere se si è chiusa la cicatrice. Howedes prosegue il suo lavoro di recupero, Matuidi è a posto, oggi sarà a disposizione con la squadra".
 
Quali insidie dalla trasferta in casa del Chievo?
"Ultimamente gli sono mancati i risultati, non le prestazioni. Inoltre tutte le volte in cui prende diversi gol, come successo con la Lazio, fa sempre un'ottima partita. Ha fatto 0-0 con la Roma dopo una brutta sconfitta, ha fatto 0-0 con il Napoli dopo una brutta sconfitta e noi domani abbiamo solo un risultato, quello di vincere  per allungare su quelle di dietro e stare in scia al Napoli. Non sarà semplice, quindi bisognerà fare una partita buona a livello mentale, è prima nei duelli aerei nel campionato italiano, è una squadra fisica, sfrutta bene le palle inattive, quindi c'è da fare una partita seria".
 
Lunedì l'abbiamo vista infastidita sulla diatriba bel gioco-risultato...
"Non ero infastidito, è che si fanno un branco di chiacchiere. Ho solo detto che alla fine quello che conta è portare a casa il risultato. E' normale che per portare a casa il risultato bisogna passare attraverso la prestazione. Le nostre caratteristiche sono diverse da quelle del Napoli, della Roma, dell'Inter, Real Madrid, del Tottenham. Il Napoli è tutto fuori che una squadra fisica, quest'anno oltre al bel gioco stanno facendo anche degli ottimi risultati, credo che il Napoli non abbia mai fatto quattro 1-0 nelle prime 20 partite. Spero non imparino  velocemente".
 
Preoccupato per l'astinenza di Higuain? 
"No, assolutamente. Ha fatto anche delle buone partite, soprattutto quando giochiamo con i tre davanti è normale che lui è quello che si sacrifica un po' di più nel fare giocare la squadra. Una sveglia? Non ne ha assolutamente bisogno, si sacrifica, lavora, gioca per la squadra, ritornerà al gol presto".
 
Il suo futuro? É stato accostato a diverse grandi...
"Sono in una grande squadra, ho un contratto con la Juventus fino al 2020, sto bene alla Juventus, quindi al momento non ci sono novità".

L'intervista sul suo futuro, i 40 anni da festeggiare domenica, le parole di Allegri sul suo ritiro. Gigi Buffon è protagonista assoluto del weekend bianconero. "Arrivando a una certa età si fa fatica ad essere sereni nell'autovalutazione - ha spiegato il portiere ai microfoni di Sky - Ho un rapporto e un'amicizia che mi legano ad Andrea Agnelli. A fine anno ci incontreremo e valuteremo tutto insieme e serenamente. Fin quando sarò considerato un punto di forza della Juventus andrò avanti, altrimenti mi fermerò, le forzature non mi piacciono. Sono sempre stato un orgoglioso di base, sono sempre stato considerato un punto forte della mia squadra. Fino a quando sarà così e fino a quando gli altri penseranno questo, ci sarà anche il modo di andare avanti, altrimenti è giusto fermarsi". Continuare sì, ma solo da protagonista: questa è la condizione di Buffon per proseguire, eventualmente, la sua carriera. "Sono ancora un calciatore e fino a giugno, per un senso di responsabilità nei confronti dei miei compagni, della mia società e dei dirigenti è giusto che io pensi solo a quello. 

 
 
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