TORINO - La stagione di Benedikt Howedes, almeno fino a oggi, è stata un concentrato di sfortuna. Tra un infortunio e l'altro il difensore tedesco, arrivato in bianconero per risolvere più di un problema vista la sua adattabilità ai vari ruoli, ha dovuto pensare principalmente ai suoi di problemi. Una sola partita giocata, contro il Crotone, tre problemi muscolari che l'hanno costretto all'indisponibilità per 26 partite. "Dopo più di due mesi sono tornato a disposizione, sto bene e sono molto contento" le parole del tedesco che, ai microfoni di Jtv e nella diretta Facebook che ha anticipato l'intervista, hanno certificato la fine del tunnel.
LA RINASCITA - "Adesso è da più di una settimana che lavoro con la squadra, sono in forma" ha spiegato raggiante Howedes, troppo spesso fuori gioco per dimostrare tutto il suo valore e per mostrare ai tifosi le doti di un campione del Mondo: "Sono venuto qui per giocare, mi spiace tantissimo per tutti gli infortuni che mi sono capitati, anche se lo staff mi ha aiutato molto. Obiettivi? Voglio vincere il campionato e raggiungere tutti gli altri traguardi". Altri traguardi che, per Howedes, significano esclusivamente Coppa Italia, visto che non è stato inserito nella lista Champions dopo i tanti contrattempi fisici che lo hanno tormentato. Anche se in campionato servirà anche il suo apporto nel testa a testa con il Napoli che, secondo Pjanic, si deciderà nello scontro diretto dell'Allianz Stadium: "Ha ragione Miralem, il Napoli sta facendo un'ottima stagione e quella partita sarà la più importante che giocheremo nel finale di stagione".
SPIRITO DI ADATTAMENTO - Arrivato in Italia dallo Schalke 04 con la nomea di essere un difensore versatile, Howedes conferma la sua adattabilità a qualunque modulo e a qualunque schieramento difensivo: "Non c'è molta differenza nel giocare in una difesa a tre o a quattro, io gioco dove vuole l'allenatore" con cui ha "un rapporto ottimo: ho lavorato poco con lui a causa dei miei infortuni, ma è un allenatore che ha vinto molto alla Juve in Italia e ha raggiunto due finali di Champions League. Un grande allenatore".
L'ITALIA - Non giocare ha anche qualche aspetto positivo: non molti, specialmente per un calciatore ambizioso, ma tra questi la possibilità di poter conoscere più da vicino la città: "Mi piace molto Torino, splende il sole ed inoltre è molto vicino alle montagne. É diversa dalla mia città natale, ma mi piace vivere in Italia". Più difficile accostare il calcio italiano con quello tedesco, viste le tante differenze: "La lotta nel campionato italiano è più serrata rispetto alla Bundesliga. Il Germania al vertice c'è solo il Bayern Monaco, le altre squadre sono più vicine tra di loro ma la lotta non è entusiasmante come qui quella tra la Juventus e il Napoli".
LA RINASCITA - "Adesso è da più di una settimana che lavoro con la squadra, sono in forma" ha spiegato raggiante Howedes, troppo spesso fuori gioco per dimostrare tutto il suo valore e per mostrare ai tifosi le doti di un campione del Mondo: "Sono venuto qui per giocare, mi spiace tantissimo per tutti gli infortuni che mi sono capitati, anche se lo staff mi ha aiutato molto. Obiettivi? Voglio vincere il campionato e raggiungere tutti gli altri traguardi". Altri traguardi che, per Howedes, significano esclusivamente Coppa Italia, visto che non è stato inserito nella lista Champions dopo i tanti contrattempi fisici che lo hanno tormentato. Anche se in campionato servirà anche il suo apporto nel testa a testa con il Napoli che, secondo Pjanic, si deciderà nello scontro diretto dell'Allianz Stadium: "Ha ragione Miralem, il Napoli sta facendo un'ottima stagione e quella partita sarà la più importante che giocheremo nel finale di stagione".
SPIRITO DI ADATTAMENTO - Arrivato in Italia dallo Schalke 04 con la nomea di essere un difensore versatile, Howedes conferma la sua adattabilità a qualunque modulo e a qualunque schieramento difensivo: "Non c'è molta differenza nel giocare in una difesa a tre o a quattro, io gioco dove vuole l'allenatore" con cui ha "un rapporto ottimo: ho lavorato poco con lui a causa dei miei infortuni, ma è un allenatore che ha vinto molto alla Juve in Italia e ha raggiunto due finali di Champions League. Un grande allenatore".
L'ITALIA - Non giocare ha anche qualche aspetto positivo: non molti, specialmente per un calciatore ambizioso, ma tra questi la possibilità di poter conoscere più da vicino la città: "Mi piace molto Torino, splende il sole ed inoltre è molto vicino alle montagne. É diversa dalla mia città natale, ma mi piace vivere in Italia". Più difficile accostare il calcio italiano con quello tedesco, viste le tante differenze: "La lotta nel campionato italiano è più serrata rispetto alla Bundesliga. Il Germania al vertice c'è solo il Bayern Monaco, le altre squadre sono più vicine tra di loro ma la lotta non è entusiasmante come qui quella tra la Juventus e il Napoli".
