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Juventus, Buffon: "Da bambino avrei firmato per giocare l'ultima in Coppa al Bernabeu"

Gianluigi Buffon (reuters)
Il portiere bianconero: "Il gap tra le due squadre è grande, ma se giochiamo con orgoglio tutto è possibile. Il mio addio? Ho detto per scherzo ai ragazzi che se andiamo fuori continuo"
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MADRID - Gigi Buffon si è liberato dell'inquietudine del dubbio che aveva ancora addosso fino a un mese fa. Adesso che ha deciso che a fine stagione smetterà, ha l'aria serena di chi ha capito che non ci sono rimpianti da avere. La sua carriera internazionale rischia di finire qui, domani sera, in uno stadio tra i più affascinanti al mondo, di fronte a un pubblico che gli sta preparando un omaggio che resterà memorabile. Lui è così in pace con se stesso che riesce perfino a scherzarci sopra: "Per motivare i miei compagni, gli ho detto che se ci eliminano continuo ancora un anno...".

Buffon, con che mentalità la Juve affronta questa sfida?
"Con la solita fare una partita da Juve, sensata, in cui ci sia tenacia, forza, equilibrio, gioco".

Ha pensato che quella di domani potrebbe essere la sua ultima partita di Champions?
"L'importante è che non lo sia per la Juve. Per quello che riguarda me, c'è questa possibilità ma non mi deprime. Anzi. Da bimbo avrei firmato per giocare l'ultima partita di coppa al Bernabeu".

A chi lascia la sua eredità?
"Tolti gli italiani, e ce ne sono di fortissimi, dico Oblak, Navas, Ter Stegen, Neuer, Courtois, Ederson".

Cosa prometta ai suoi tifosi?
"Indossiamo una casacca talmente preziosa che i ogni partita va onorata con la massima dignità".

È un'impresa impossibile?
"Nella vita bisogna tentare l'impossibile, così magari rischi di conseguire qualcosa di possibile. E abbiamo anche bisogno di uscire dal campo con la sensazione di essere una squadra di livello. Questa è la chiave di lettura, se poi ci sarà un miracolo ci abbracceremo tutti".

Da capitano, come ha motivato i suoi?
"Gli ho detto che se andiamo fuori continuo... Scherzi a parte: il gap è davvero grande, non servono voli pindarici ma convinzioni che si costruiscono piano piano, giorno dopo giorno. Se pensi di passare il turno per un dono divino, è meglio che resti nello spogliatoio. Se invece ci metti l'orgoglio, magari la gara si snoda in un modo che non avevi previsto".

Considera Navas un avversario alla sua altezza?
"Sta dimostrando di essere affidabilissimo, spesso e volentieri ha salvato il Madrid con interventi portentosi e ha anche una grossa solidità psicologica.  Mantiene il posto con pressioni così forti e senza percepire grande fiducia intorno, per cui i suoi meriti sono anche superiori".

Quanta differenza c'è tra la Juve e il Real?
"All'andata abbiamo fatto una bella gara fino a quando siamo rimasti in undici. Mi dispiace fare esternazioni che sembrano di basso spessore, ma negli episodi non ci è andato nulla bene, né all'andata né a Cardiff. Ma quando a te va tutto male e agli altri tutto bene, alla base c'è una differenza che poi ha pesato sul punteggio finale".

Cosa si aspetta dai tifosi madridisti?
"Ho imparato a non aspettarmi nulla se non il peggio. Ma devo dire che già in passato al Bernabeu il pubblico con me si è comportato con sportività, dispensandomi applausi molto carini".
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