L'amaro addio di Buffon (con un'ombra...): "Lasciare questi ragazzi il dispiacere più grande"
dal nostro inviato MAURIZIO CROSETTI
Gianluigi Buffon nel post-partita
2 minuti di lettura
MADRID - Come ombreggiare (sporcare no, sarebbe troppo) una grande carriera con parole comprensibili a caldo, ma inaccettabili dopo 45' di teorica decompressione nello spogliatoio. Al netto dell'urticante delusione e della mezza ingiustizia sportiva (solo mezza: il Real a Torino era stato enorme), Gigi Buffon al Bernabeu si è abbandonato a uno sfogo non degno della sua carriera. Dare dell'animale all'arbitro, dargli del cinico equivale a non capire che il capitano della Juventus deve saper soppesare le parole, sempre, e quand'è infuriato ancora di più.
Real-Juve, l'abbraccio di Ronaldo a Buffon: il saluto tra due leggende del calcio
Rivediamo quei secondi fatali. Il rigore di Benatia si poteva anche non dare, ma non è stato eccessivo fischiarlo: non certo un furto. In quel momento Buffon si scaglia sull'arbitro e gli dice cose che sanno solo loro due, oltre ai giocatori lì intorno. L'espulsione, a quel punto, non è un problema di cinismo ma di regolamento. Portando il ragionamento di Buffon alle estreme conseguenze, allora l'arbitro Elizondo non doveva espellere Zidane della finale di Berlino, mostrando la sensibilità (?) di lasciarlo in campo e concedergli i rigori finali.
Al netto delle volgari allusioni di Chiellini e al gesto della mazzetta, e facendo la tara alla delusione feroce dopo una partita memorabile, alle soglie di una possibile impresa leggendaria (anche se la Juve era stremata, e manca la controprova di quanto avrebbe fatto nei supplementari), insomma tenendo conto dell'emotività, della pressione e della consapevolezza di Buffon di essere arrivato all'ultima probabile notte di Champions della sua vita, quelle frasi rivolte all'arbitro non si possono accettare: proprio perché un grande, un esperto atleta come Buffon avrebbe avuto tutto il tempo di modificarle, ragionando un momento. Nessuno, neppure un mito degli stadi può dare dell'animale e del cinico a un arbitro che ha soltanto fatto il proprio lavoro.
Real-Juve, Buffon: "L'arbitro ha commesso un crimine contro l'umanità sportiva"
Esistono, per Buffon, esempi di qualche addio vissuto assai meglio anche a livello di controllo emotivo. Dino Zoff chiuse la carriera al Atene, la sera della tremenda delusione di Juve-Amburgo. Certo, quella volta non c'erano stati di mezzo rigori, ma di sicuro Zoff non si sarebbe mai permesso un'uscita fuori tempo e fuori luogo come quella del suo illustre successore. E' chiaro che esistono delle ruggini tra la Juve e il mondo arbitrale, in particolare tra la Juve e Collina che resta pur sempre l'arbitro di Juventus-Perugia e di quello scudetto affogato nel diluvio, 18 anni fa. Non si spiegano altrimenti le parole di Andrea Agnelli. Se vincere è l'unica cosa che conta, come da storico e discutibilissimo motto bianconero, anche il saper perdere non andrebbe trascurato.
Real-Juve, Allegri: "Buffon ha avuto una reazione umana, andava capito"
Nell'infuocato post partita di Real Madrid-Juventus è poi arrivato quello che può essere considerato l'annuncio dell'addio al calcio al termine della stagione di Gianluigi Buffon. Dopo aver risposto con affetto a un plateale e caloroso abbraccio di Cristiano Ronaldo nell'area più affollata del parterre del Santiago Bernabeu, il capitano della Juve si è lasciato andare: "Il dispiacere più grande di smettere di giocare è di lasciare questi ragazzi - ha ammesso ai microfoni di Jtv, visibilmente commosso - però la vita va avanti. Spero di aver trasmesso qualcosa e che ne facciano tesoro".