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Juventus. Caldara: "Qui si vince sempre? Basta guardare Chiellini e Barzagli"

Mattia Caldara 
Primo impatto in bianconero del difensore, impressionato dalla mentalità in campo dei due compagni di reparto
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TORINO - Parlare di presentazione per Mattia Caldara è tecnicamente un errore: il suo approdo in bianconero affonda le radici nel passato, precisamente un anno e mezzo fa quando la Juventus l'ha prelevato dall'Atalanta lasciandolo ancora un campionato a Bergamo per farsi le ossa, per immagazzinare quell'esperienza necessaria per diventare in futuro una delle colonne della difesa della Juventus. Un marchio di fabbrica che non è possibile svilire. 
 
Mattia Caldara, la chiamata della Juve e l'arrivo di CR7. Un momento importante per la sua carriera non trova?
"Ne sono consapevole, so che sono in una grande squadra e dovrò dimostrare di meritarmela. Giocare con Ronaldo mi stimolerà molto, sono curioso di vedere come si allena e come si arriva a certi livelli. C'è molto entusiasmo, in Italia da molto non arriva un campione del suo calibro, credo che la Juve abbia fatto un'impresa, quindi è giusto che ci sia questo entusiasmo e sono onorato di poter giocare insieme a lui". 

Come lo marcherebbe se dovesse giocare contro di lui?
"Meglio non rispondere perché non lo saprei. Per fortuna sarà mio compagno di squadra". 

Come è stato il primo impatto con la sua nuova vita?
"Il centro sportivo è di altissimo livello, ha dei campi perfetti con strutture e palestra di grande qualità. La mentalità vista in questi primi giorni è sicuramente vincente basta vedere Chiellini e Barzagli come si allenano ogni giorno per capire perché la Juve vince ogni anno".

Come mai questo anno e mezzo di attesa prima di arrivare qui? 
"Il treno della Juve passa una volta nella vita. In quel momento non ero pronto per fare il grande passo ed era giusto aspettare un anno e mezzo per fare questo cambiamento. Per arrivare qui serve una certa esperienza e avere una certa attitudine al lavoro e quindi credo sia stata la scelta giusta. L'anno scorso è stato difficile perché sapevo già di venire qui ma ho cercato di mantenere la mia professionalità, ho dato tutto per l'Atalanta anche perché sapevo che mi avrebbe preparato per questo anno". 

Chi era il suo idolo da piccolo?
"Ho sempre detto che il mio idolo era Nesta, infatti ho scelto il numero 13. Dopo qualche anno ho imparato a stimare Chiellini infatti ho il suo poster in camera mia. Giocare con lui è motivo d'orgoglio e già nei primi allenamenti mi sta aiutando tantissimo. Cosa gli ruberei? A Chiellini l'attenzione e come si muove sull'uomo, è unico al mondo. Mentre a Barzagli la letture della palla sia in fase di possesso che non possesso".

 Cosa si aspetta da questa stagione?
"L'obiettivo come ogni giocatore è quello di giocare il più possibile, sono consapevole che sarà complicato, mi giocherò le mie chance e cercherò di dimostrare al mister che ci sono e che mi merito questa maglia"

 Pensa alla Nazionale?
"C'è molta concorrenza ma questo mi stimola a dare di più e migliorarmi, so che non sarà facile ma sono contento di essere qua perché mi spronerà a dare di più, arrivare più in alto e migliorarmi ogni giorno". 

 Quanto l'ha aiutata Gasperini?
"Tanto in questi due anni, mi ha detto di non aver paura e di cercare di dimostrare subito le mie qualità, sarò sempre debitore verso di lui perché mi ha tirato fuori cose che nemmeno io pensavo di avere, cercherò di seguire i suoi consigli". 

Qual è stato l'attaccante più forte da marcare e quale bianconero l'ha impressionata di più?
"Il più difficile ho sempre detto che è stato Mandzukic quando giocava da prima punta, a livello fisico mi ha dato molto fastidio. L'anno scorso Douglas Costa aveva qualcosa in più di tutti gli altri, salta due-tre uomini ed è davvero fenomenale". 
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