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Juventus, ora testa al campionato: un mese per chiudere i giochi scudetto

Massimiliano Allegri (ap)
Archiviata la qualificazione agli ottavi di Champions (la trasferta in casa dello Young Boys determinerà il primo posto nel girone) i bianconeri possono concentrarsi su un dicembre ricco di insidie in serie A
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TORINO - Allegri è un qualificato seriale: è la nona volta consecutiva che porta le sue squadre (quattro volte il Milan, cinque la Juve) agli ottavi di finale di Champions League, aggiornando un record che era già suo e dimostrando un'inclinazione speciale per una coppa con cui non è proprio semplicissimo prendere confidenza e che ha spesso messo in trappola nomi anche molto celebri. Ma in Champions Allegri si sente come a casa sua, "anche se diventerà davvero mia solamente se prima o poi in ragazzi mi regaleranno il successo finale. Per adesso, mi accontento aver raggiunto il primo obiettivo stagionale".


La qualificazione alla fase a eliminazione diretta è infatti stata archiviata con turno d'anticipo, con assoluta nonchalance. La trasferta del 12 dicembre in casa dello Young Boys servirà solamente a determinare in primi due posti della classifica del gruppo H: la Juve retrocederebbe in seconda posizione se perdesse…
TORINO - Allegri è un qualificato seriale: è la nona volta consecutiva che porta le sue squadre (quattro volte il Milan, cinque la Juve) agli ottavi di finale di Champions League, aggiornando un record che era già suo e dimostrando un'inclinazione speciale per una coppa con cui non è proprio semplicissimo prendere confidenza e che ha spesso messo in trappola nomi anche molto celebri. Ma in Champions Allegri si sente come a casa sua, "anche se diventerà davvero mia solamente se prima o poi in ragazzi mi regaleranno il successo finale. Per adesso, mi accontento aver raggiunto il primo obiettivo stagionale".


La qualificazione alla fase a eliminazione diretta è infatti stata archiviata con turno d'anticipo, con assoluta nonchalance. La trasferta del 12 dicembre in casa dello Young Boys servirà solamente a determinare in primi due posti della classifica del gruppo H: la Juve retrocederebbe in seconda posizione se perdesse o pareggiasse allo Stade de Suisse e contemporaneamente il Manchester United vincesse a Valencia. "C'è ancora da conquistare il primo posto, anche se poi vincere il girone non garantisce nulla. Dipende tutto dalle palline, magari nell'urna dei secondi c'è una sola avversaria fortissima e la becchi proprio tu". Allegri è un fatalista, dunque sui sorteggi non impreca mai: sa che, in un senso o nell'altro, sono destino.

È anche per questo che da adesso in avanti dedicherà ogni attenzione al campionato, che offre il mese più complicato degli otto che dura la serie A. A Berna giocherà chi ha giocato meno, senza prendersi nessun rischio, perché quello che adesso conta è uscire indenni dalla sfilza di partite complicate che comincia sabato a Firenze e finirà il 29 dicembre con la Sampdoria. In mezzo, Inter, derby, Roma e Atalanta. "Servirà uno sforzo importante" dice Allegri, che sa che buona parte dello scudetto se lo giocherà prima che il 2018 finisca: se riuscirà a chiudere l'anno con lo stesso vantaggio di oggi, l'allenatore è assolutamente convinto che il più sarà fatto e che dunque potrà affrontare con tutt'altra serenità la fase a eliminazione diretta della Champions, senza sperperare energie durante i weekend. Lo scorso anno il campionato richiese sforzi notevoli, i più duri degli ultimi sei anni, e in Europa la Juve ne pagò il prezzo.


Per i bianconeri è quindi un bel vantaggio poter separare dalla coppa la fase più delicata del campionato. "Ma già giocare a Firenze sarà molto dura, sia per la forza della squadra viola sia perché per la città quella contro la Juve è una partita speciale". Però il gruppo juventino è in piena salute, e Allegri lo arricchisce di volta in volta con nuove idee: contro il Valencia sono state sdoganate due nuove possibilità, Cuadrado terzino destro ("E' tornato il vero Cuadrado, soprattutto a livello mentale") e Cancelo terzino sinistro, due ulteriori varianti a una rosa già estremamente ricca e assolutamente completa, anche se sabato rischia di marcare visita Alex Sandro, uscito in Champions per un problema agli adduttori. In compenso, è ormai a piena disposizione Spinazzola, l'alter nego naturale del brasiliano.