TORINO - L'effetto Ronaldo è, per il momento, la più rovinosa eliminazione, e di conseguenza l'unico clamoroso fallimento, di questi otto anni di tirannia assoluta della Juventus. In particolare, è il primo nel lustro praticamente perfetto di Allegri, che la Coppa Italia (così come lo scudetto) l'ha vinto sempre e implacabilmente mentre in Champions è arrivato due volte in finale e per altre due è uscito prima per una questione di centimetri e di secondi (Bayern 2016, Real 2018). Una cosa come quella di Bergamo non era mai successa. È vero che la finale di Cardiff finì con una mattanza analoga, ma si può forse paragonare la forza di quel Real, con Ronaldo all'apice, con quella dell'Atalanta? No, non si può. Piuttosto, bisogna far caso al momento opaco che la Juve sta vivendo dopo la pausa invernale: fino a mercoledì sera era stato mascherato dai risultati (compreso il successo nella Supercoppa di Gedda), ma a Bergamo la maschera è caduta e s'è capito quanto Allegri avesse sbagliato a ritenersi soddisfatto per la vittoria dell'Olimpico e a definirla "un bel segnale". No, i segnali erano quelli che aveva ricevuto dalla sua squadra nei primi 70 imbarazzanti minuti della partita con la Lazio.
Ci sono un po' di problemi sul tavolo, in questa fase. Molti dipendono dal fatto che, durante la pausa, Allegri ha impostato la preparazione di modo che la squadra sia al meglio della condizione tra una ventina di giorni, quando ci sarà la cruciale sfida di Champions nella tana dell'Atletico Madrid: era inevitabile che qualche scotto lo si pagasse nel mese di gennaio, anche se certi tracolli non erano in alcun modo preventivabili. Dopo l'eliminazione, stavolta, l'allenatore ha subito recuperato la lucidità, ha ammesso i suoi sbagli ("L'arbitro aveva ragione") e poi ha immediatamente dettato, via twitter, la linea da seguire: "Non è una serata da dimenticare. È una serata da ricordare, spesso, per evitare che ricapiti".
Allegri lavorerà prima di tutto sul rilassamento mentale della squadra (è da partite come quelle di mercoledì sera che si capisce quanto poco sia allenante il campionato italiano), poi sui disagi tattici di Ronaldo, che in assenza di Mandzukic sembra un pesce fuor d'acqua, e quindi sul recupero degli infortunati, perché è del tutto evidente come Pjanic, pur col il rendimento non certo d'eccellenza avuto finora, sia assolutamente imprescindibile per il funzionamento del gioco bianconero.
L'attenzione è però concentrata tutta sulla difesa, che dopo Barzagli e Bonucci ha perso anche Chiellini. Quest'ultimo sosterrà vemerdì gli esami del caso, ma di fatto è confermata il lieve stiramento al polpaccio destro: ne dovrebbe avere per 15 giorni ed essere a disposizione per la sfida contro l'Atletico Madrid. A Bergamo l'unico centrale di ruolo rimasto era il più debole del pacchetto, Rugani. De Sciglio è naufragato nel tentativo di adattamento e Caceres non era evidentemente pronto, visto che non è stato chiamato in causa. Vedremo se lo sarà per Juve-Parma di sabato. A questo punto risulta perlomeno affrettata la cessione di Benatia, per altro caldeggiata dal giocatore, che non è stato rimpiazzato con un elemento dello stesso livello. A gennaio la Juve ha badato solamente a far cassa, incamerando gli otto milioni (più due di bonus) per la dismissione del marocchino, i 20 per la cessione a titolo definitivo di Audero alla Sampdoria e il milione e mezzo per il prestito di Sturaro al Genoa, che a giugno verrà riscattato da rossoblù per la cifra monstre di 8.5 milioni più 8 di bonus. In quanto alle spese, siamo fermi ai 600 mila euro per il prestito di Caceres. È un altro aspetto dell'effetto Ronaldo?
Ci sono un po' di problemi sul tavolo, in questa fase. Molti dipendono dal fatto che, durante la pausa, Allegri ha impostato la preparazione di modo che la squadra sia al meglio della condizione tra una ventina di giorni, quando ci sarà la cruciale sfida di Champions nella tana dell'Atletico Madrid: era inevitabile che qualche scotto lo si pagasse nel mese di gennaio, anche se certi tracolli non erano in alcun modo preventivabili. Dopo l'eliminazione, stavolta, l'allenatore ha subito recuperato la lucidità, ha ammesso i suoi sbagli ("L'arbitro aveva ragione") e poi ha immediatamente dettato, via twitter, la linea da seguire: "Non è una serata da dimenticare. È una serata da ricordare, spesso, per evitare che ricapiti".
Allegri lavorerà prima di tutto sul rilassamento mentale della squadra (è da partite come quelle di mercoledì sera che si capisce quanto poco sia allenante il campionato italiano), poi sui disagi tattici di Ronaldo, che in assenza di Mandzukic sembra un pesce fuor d'acqua, e quindi sul recupero degli infortunati, perché è del tutto evidente come Pjanic, pur col il rendimento non certo d'eccellenza avuto finora, sia assolutamente imprescindibile per il funzionamento del gioco bianconero.
L'attenzione è però concentrata tutta sulla difesa, che dopo Barzagli e Bonucci ha perso anche Chiellini. Quest'ultimo sosterrà vemerdì gli esami del caso, ma di fatto è confermata il lieve stiramento al polpaccio destro: ne dovrebbe avere per 15 giorni ed essere a disposizione per la sfida contro l'Atletico Madrid. A Bergamo l'unico centrale di ruolo rimasto era il più debole del pacchetto, Rugani. De Sciglio è naufragato nel tentativo di adattamento e Caceres non era evidentemente pronto, visto che non è stato chiamato in causa. Vedremo se lo sarà per Juve-Parma di sabato. A questo punto risulta perlomeno affrettata la cessione di Benatia, per altro caldeggiata dal giocatore, che non è stato rimpiazzato con un elemento dello stesso livello. A gennaio la Juve ha badato solamente a far cassa, incamerando gli otto milioni (più due di bonus) per la dismissione del marocchino, i 20 per la cessione a titolo definitivo di Audero alla Sampdoria e il milione e mezzo per il prestito di Sturaro al Genoa, che a giugno verrà riscattato da rossoblù per la cifra monstre di 8.5 milioni più 8 di bonus. In quanto alle spese, siamo fermi ai 600 mila euro per il prestito di Caceres. È un altro aspetto dell'effetto Ronaldo?
