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Juventus, Kean attacca il padre: "Sono l'uomo che sono solo grazie a mia madre"

L'accante torna sulle dichiarazioni del genitore ("La Juve mi deve due trattori") e contrattacca: "Non so di cosa parli..."

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TORINO - Nel nome della madre. Non si fa attendere la risposta dell'attaccante di Juve e Nazionale, Moise Kean, alle dichiarazioni del padre, Biorou Jean, ai microfoni di Rai Radio1 per "Un Giorno da Pecora".

"Trattori? Non so di cosa parli...Se sono l'uomo che sono oggi è solamente grazie a mia madre. Con questo ho detto tutto! E non dimenticate mai chi vi dà da mangiare quando avete il cibo in pancia", scrive l'attaccante su Instagram in risposta a un'intervista rilasciata dal genitore. 

"Da bambino giocava nel Toro, ma io l'ho mandato alla Juve perché sono tifoso bianconero - aveva detto papà Kean -. Anche se ho un problema con la società: non mi danno più biglietti per andare allo stadio. Io e la mamma di Moise siamo separati e lei, in passato, voleva portare il ragazzo in Inghilterra. Io gli dissi che lo avrei fatto restare in Italia ma in cambio avrei voluto due trattori. Loro mi dissero che non ci sarebbero stati problemi. E invece non me li hanno ancora dati, non mi danno più biglietti e non mi ricevono neanche più". Oggi lo stesso padre di Kean era tornato sulla vicenda sempre ai microfoni di "Un Giorno da Pecora". "I trattori? Non ho ancora sentito nessuno, stiamo trattando. Ma la Juve ed il sottoscritto siamo un'unica famiglia, siamo come i denti e la lingua che abitano insieme".
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