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Juventus, Bonucci: "Sarri mi ha sorpreso. In Champions conta la mentalità più che la qualità"

Leonardo Bonucci (agf)
Il difensore bianconero, intervistato da L'Equipe alla vigilia degli ottavi contro il Lione, non nasconde che i bianconeri partono favoriti. "Ma Garcia ci conosce e sa come si preparano queste partite". E sulla lotta a tre per lo scudetto: "La concorrenza di Lazio e Inter ci obbliga a non mollare e questo è un vantaggio anche in chiave Europa"
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TORINO - La Champions che ricomincia e l'ostacolo Lione, ma anche la corsa scudetto, Ronaldo e Sarri. Leonardo Bonucci presenta sulle colonne de L'Equipe la sfida di domani sera contro il Lione senza nascondersi, consapevole della netta superiorità della Juventus nel confronto con i francesi, falcidiati dagli infortuni. "Non nego che siamo favoriti - confessa il difensore bianconero -, ma non basta per vincere le partite. Sarà importante segnare un gol per essere in buona posizione al ritorno, servirà lucidità nel preparare la partita". Tra le principali insidie dell'OL "uno stadio con un gran tifo" e "giocatori giovani che proveranno a mettersi in mostra contro la Juve". Oltre naturalmente a Rudi Garcia, tecnico che conosce bene il calcio italiano e la Juventus dopo aver lottato per lo scudetto con i bianconeri quando era alla guida della Roma: "Ha lavorato in Italia e sa come si preparano questo tipo di partite - ha spiegato il difensore bianconero - che in Champions sono particolari: la qualità conta fino a un certo punto, è più una questione di mentalità. In Francia ci sono spesso giocatori meno noti, ti rendi conto delle loro qualità quando li affronti e capisci la loro forza. Servirà la massima attenzione".


Garcia contro Sarri

Se da un lato la presenza di Garcia è una garanzia per il Lione, dall'altra quella di Sarri lo è altrettanto per i bianconeri, secondo Bonucci: "Mi ha sorpreso per l'intelligenza, sia calcistica che umana, per capire come sia riuscito ad arrivare alla Juve dopo un lungo percorso basta chiacchierare con lui. Sa migliorare le sue squadre, anche se il contesto della Juventus è diverso così come la pressione: ma è stato capace di rimettersi in discussione e noi ad accettare un altro modo di vedere il calcio. Il nostro gioco è cambiato molto, ormai giochiamo solo a zona: non è facile, ma le cose difficili non mi hanno mai fatto paura".

Tra Italia ed Europa

Un periodo chiave per la stagione, della Juventus e non solo, con tutti i fronti ancora aperti. Un vantaggio secondo il difensore bianconero: "La concorrenza di Lazio e Inter ci obbliga a non mollare e questo è un vantaggio anche per la Champions. Anche se per vincere in Europa serve arrivare alle partite di marzo nelle migliori condizioni e un po' di fortuna". Inevitabile pensare alle due finali perse nel 2015 e 2017, due sogni infranti per Bonucci e per la Juventus: "Contro il Barcellona pensavamo di averla vinta dopo il pari di Morata, invece Messi ci ha punito. Contro il Real abbiamo fatto l'errore di pensare che non fossero più quella squadra che erano: hanno deciso di alzare il ritmo e il dubbio l'abbiamo avuto su di noi". Rispetto al passato sia Ronaldo che De Ligt, due dei protagonisti delle delusioni bianconere, sono dalla parte di Bonucci: "Ronaldo è un calciatore straordinario per tecnica e costanza, osservandolo ogni giorno in allenamento tutti noi gli abbiamo preso qualcosa. De Ligt invece è giovane, ha talento, ma ha sofferto l'essere stato catapultato in prima linea per l'infortunio di Chiellini. Ma potrà diventare uno dei più grandi difensori al mondo nei prossimi anni".
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