Juventus, Sarri: "Un obiettivo alla volta, il calendario ci aiuta"
di DOMENICO MARCHESE
Maurizio Sarri (agf)
Il tecnico a due giorni dalla gara con il Milan per la semifinale di Coppa Italia, primo bivio stagionale: "Possiamo focalizzare le motivazioni, può essere qualcosa di importante e di vantaggioso"
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TORINO - Tutto concentrato ma ordinato. Il finale di stagione della Juventus riparte venerdì sera all'Allianz Stadium, quando ospiterà il Milan nella semifinale di ritorno di Coppa Italia. I verdetti di un anno si concentreranno in poco più di tre mesi ma l'aspetto positivo non manca secondo Maurizio Sarri: "Abbiamo la fortuna di giocare per tre obiettivi e di giocarli separatamente uno dall'altro e questo ci può consentire di focalizzare le motivazioni solo su un obiettivo per volta e può essere qualcosa di importante e di vantaggioso".
Spazio dunque alla semifinale di ritorno contro i rossoneri: "Quest'anno le partite con il Milan sono state tutte difficili sia in campionato che in Coppa Italia. Il risultato dell'andata non ci garantisce niente e le loro squalifiche mi lasciano pensare che giocheranno con un undici competitivo. È una partita con un risultato ancora apertissimo". Oltre al valore dell'avversario, le incognite non mancano dopo lo stop per il Covid 19 e la ripresa farraginosa: "Credo che nessuno sappia a che punto ci troviamo. Siamo reduci da un'interruzione anomala, non attiva rispetto a quella estiva in cui c'è chi nuota, chi gioca a tennis. I giocatori sono stati per 60 giorni su un divano con piccole attività svolte in casa. Quindi è una situazione talmente anomala che non ci dà delle certezze su quella che può essere l'efficienza anche vista la mancanza delle amichevoli. Il campo è diverso dall'allenamento".
La rosa a disposizione
La rosa bianconera potrebbe essere uno degli assi nella manica di Sarri, anche se l'esperienza non è propriamente positiva nel primo blocco di stagione: "Quest'anno l'abbiamo avuta più sulla carta che non effettivamente, visti i tre o quattro infortuni di gravissima entità che ci hanno tenuto fuori giocatori per tanti mesi: Demiral, Chiellini, Khedira e qualche programma con Rabiot e con Ramsey". Se in Coppa Italia ci si giocherà la possibilità di vincere in due partite, le dodici che attendono la Juventus in campionato lasciano aperto qualunque verdetto, anche un rientro dell'Inter: "Loro ne devono giocare 13, bisogna lasciare aperte tutte le possibilità. Anche questo è un nuovo inizio che ha delle incognite per tutti. Quindi perdere punti in questa fase della stagione così particolare può essere facilissimo".
Le parole della Joya, che ha lanciato un segnale alla dirigenza bianconera per il rinnovo del contratto, lasceranno spazio al campo, al ritorno al calcio giocato e alla convivenza con Ronaldo. "Dybala è un giocatore fenomenale, le difficoltà dal punto di vista tattico sono far coesistere due giocatori atipici nella steso momento in campo. Possono fare la differenza in qualsiasi azione, ma dal punto di vista tattico non è semplice farli giocare insieme. Con queste qualità tecniche e anche fisiche possono fare la differenza in qualsiasi momento e il resto della squadra si deve saper adeguare".
Il ritorno di Pjanic
Contro il Milan sarà Bentancur a giocare da regista, ennesima conferma del suo grande momento e delle difficoltà vissute da Pjanic: "Ho trovato molto meglio Miralem di quando abbiamo interrotto la stagione. Ho parlato molto con lui perché è un giocatore straordinario, ma che non si può permettere quattro o cinque partite sotto standard come aveva fatto ultimamente. Lui è d'accordo con me, ha pagato un disagio mentale, perché mentalmente è andato in difficoltà. Non risuciva a trovare la forza di reagire, ma lui si deve convincere che è un grande giocatore. Un grande giocatore poi rialza la testa e non perde convinzione e fiducia nei propri mezzi".
Un messaggio ad Aulas
Il presidente del Lione, avversario negli ottavi di Champions League, ha evidenziato le difficoltà che troveranno i francesi rispetto alla Juventus, visti i 5 mesi di stop tra l'ultima partita disputata e la partita di ritorno degli ottavi di finale contro i bianconeri. Sibillina la risposta di Sarri: "É meglio giocare una partita dopo cinque mesi o meglio giocare una partita dopo 14 partite in 40 giorni? Non lo so. So che una lunga inattività si paga. Ma solitamente non si paga nella prima partita. Chiaramente sarebbe un vantaggio se dovessimo giocare tre partite nel giro di una settimana contro il Lione ma nella partita secca penso che non ci siano grandi ripercussioni".