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Juventus, Sarri sotto attacco. La sorella di Ronaldo: "Come si può giocare così..."

Maurizio Sarri con il presidente Andrea Agnelli (afp)
La sconfitta con il Napoli ha confermato quella mancanza di gioco emersa anche prima del lockdown. Ma il tecnico è fiducioso: ''Gli attaccanti torneranno a saltare l'uomo, e  allora...". Ascolti boom: oltre 10 milioni alla tv
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TORINO - Quella di Maurizio Sarri è una presa d'atto: "Siamo abituati a risolvere le partite con le giocate individuali di giocatori che vogliono la palla sui piedi e poi decidono. Ma in questo momento ai tre davanti mancano brillantezza e guizzo. Il nostro problema è essenzialmente quello".

Mesi e mesi di lavoro hanno dunque portato a una conclusione: la Juve non ha un impianto di gioco in grado di compensare eventuali défaillances dei singoli. In questa fase, Ronaldo è appesantito, Dybala si barcamena ("Non dimentichiamoci che è stato positivo per 50 giorni al coronavirus") e Douglas Costa è Douglas Costa, uno che "al di là del lockdown, è tutto l'anno che ha problemi fisici". Considerato che Higuain è tornato dall'Argentina in condizioni disastrose e che Bernardeschi è un enigma anche per se stesso, ecco che molte delle risposte al doppio zero della Juve in Coppa Italia diventano lampanti.

Ma è tutta colpa di Sarri? In parte sì, ma non del tutto. Lo è senz'altro per la sorella di Ronaldo, Elma, che si è affrettata a dire la sua sui social: "Cosa altro può fare? Da solo il mio tesoro non fa miracoli. Non capisco come si possa giocare così comunque... Testa alta, di più non potevi fare".



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Evidentemente Sarri non sarà d'accordo, ma è pure vero che della finale dell'Olimpico ha dato una versione non del tutto condivisibile: "Non siamo stati una squadra senz'anima, anzi. Come determinazione c'eravamo, non si può essere corti e compatti come siamo stati noi se non ci sono applicazione e concentrazione. Il Napoli ha meritato di vincere solo perché ha calciato i rigori meglio di noi". Il campo ha dato, per la maggior parte degli osservatori, un'impressione diversa, ma è un dato di fatto che l'equilibrio sia durato fino alla giostra finale. "Ci ho lasciato anche la Coppa di Lega inglese, all'ultimo rigore. Fa meno male perdere nei 90'".

La versione di Sarri è dunque chiara: vede nella Juve un senso collettivo efficiente che però il tono atletico generale, e in particolare quello degli attaccanti, non asseconda. "Non mi sembra che il Napoli stesse meglio di noi: abbiamo giocato tutti e due sotto ritmo, ma il gioco lo abbiamo fatto noi, mantenendo una costante supremazia territoriale. Juve sgonfia? Come tutti. E da qui in avanti vi toglierete la voglia di squadre sgonfie, visto che il caldo aumenterà e di conseguenza i ritmi non si alzeranno. Noi abbiamo una problematica che penso sia momentanea: abbiamo giocatori che abitualmente saltano l'uomo ma adesso non lo fanno. Ma se saliamo un po' di condizione nelle prossime due o tre settimane, con l'applicazione tattica che abbiamo avuto in queste due partite penso che ne potremo venire fuori piuttosto bene".
Perché Sarri vede il bicchiere mezzo pieno? Perché è convinto che tra un mese la Juve sarà diversa: dopotutto, quello che importa davvero è arrivare in forma ad agosto, per lo sprint di Champions League, per quella finale a 8 dove molti dei favoriti di partenza non ci saranno e dove altre squadre, tipo il Psg che non gioca da quattro mesi o il Bayern (e il Lipsia) che smetterà di farlo tra due settimane, potrebbero incontrare i problemi che la Juve sta incontrando ora. Il punto interrogativo resta Ronaldo, che da due anni condiziona pesantemente (e per molti aspetti, negativamente) la struttura tattica della Juve.
Sulla sua intransigenza e sulla sua incapacità di dialogare con i compagni di reparto si sono scornati prima Allegri (che per mezza stagione se la cavò grazie a Mandzukic) e poi Sarri. Ma se Cristiano non "ricambia" segnando un gol dopo l'altro, sono guai. Per altro, la retorica del super atleta che non pensa ad altro che ad allenarsi è stata contradetta dalla condizione fisica con cui CR7 è tornato da Madeira dove pure, al contrario di quasi tutti i giocatori di serie A, ha avuto la possibilità di lavorare regolarmente su un campo da calcio vero. Ma oggi, Ronaldo non sta bene. "I riscontri che abbiamo dicono che ha buoni numeri nella corsa prolungata ma non a livello di accelerazioni e velocità massima", spiega Sarri. "Questo purtroppo è normale, dipende dalla disabitudine alle partite, ma penso sia un problema transitorio". Un problema, in ogni caso, che è già costato una Coppa Italia.

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