Juventus, Sarri: "Atalanta avversario difficilissimo. E con il Milan avremmo perso anche con Dybala"
di DOMENICO MARCHESE
(ansa)
Il tecnico bianconero: "Ha ragione Guardiola, giocare contro di loro è come andare dal dentista: può andare anche bene, ma il male lo senti"
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Maurizio Sarri, quello con l'Atalanta è un test complicato: è una di quelle gare che possono decidere le sorti dello scudetto? "Questa è una fase importante della stagione, l'Atalanta deve essere considerata una realtà: sta facendo benissimo e ha numeri di grandissimo livello, specialmente in trasferta. Per questo è un avversario difficilissimo ma è ormai da tantissimo tempo che lo è. Come dice Guardiola, giocare contro loro è come andare dal dentista: può andare anche bene ma il male lo senti".
Cosa pensa dei sorteggi di Champions?
"Non mi interessa. Abbiamo un solo obiettivo, il campionato. Poi il Lione. É talmente lontano dai nostri pensieri che non ci dobbiamo perdere la minima energia".
Una considerazione dopo San Siro: con Dybala in campo l'avreste persa lo stesso?
"Che sia un talento assoluto nessuno lo mette in discussione. Se avremmo perso lo stesso direi di sì, visto il blackout totale della squadra".
Douglas Costa ha bisogno di partite titolare?
"Per noi lui è importante, in certi momenti può fare la differenza. Abbiamo dovuto fare a meno di Higuain per un periodo e con poche alternative era troppo importante averlo in panchina per poter cambiare le partite".
Contro l'Atalanta è più difficile atleticamente o tatticamente?
"Rischi tatticamente perché è aggressiva, viene a prenderti in costruzione e ha grandissime ripartenze. Quindi il rischio tattico è insito. Dal punto di vista fisico ha accelerazioni importanti, quindi è difficile sotto tutti i punti di vista. Tutte le squadre in questo momento hanno qualcosa di meno rispetto ai momenti migliori della stagione. Ma hanno capacità di creare strappi, bisogna tenerla in considerazione".
Cosa vorrebbe vedere domani dalla sua squadra?
"La continuità sarebbe un aspetto importante. In questo momento quasi tutte le squadre hanno difficoltà nei novanta minuti ad avere continuità di rendimento. Le partite hanno degli sbalzi improvvisi da un momento all'altro. Mi piacerebbe vedere ordine nei momenti in cui rischi di perdere di mano la partita, come capita a tutti".
Ha avuto tempo per analizzare la partita? Su cosa ha insistito di più?
"Nello sport e nella vita è una questione di priorità. All'inizio della stagione avremmo dovuto cercare le cause del blackout, ma siccome non ci sono i tempi, la priorità è che incida il meno possibile. Guardare avanti e non guardarsi tanto indietro".
Ha pensato, nella preparazione a questa partita, a quella dell'andata?
"L'Atalanta all'andata fece cinquantacinque minuti di ritmo infernale, ma nella fase finale della partita non è riuscita a sostenerlo. Il momento è diverso e penso che venga fuori una partita diversa: non possiamo fare affidamento su un loro eventuale calo".
Come sta la squadra? Il blocco titolare sta bene o ci saranno cambi vista la panchina lunga?
"Panchina lunga mi sembra un luogo comune. Ultimamente l'abbiamo avuta abbastanza corta. I numeri della prestazione fisica di Milano sono i migliori del post sosta per qualità e quantità di corsa. Quando passi da dieci a zero nell'arco di due minuti non si può parlare di un decadimento fisico. Noi ci siamo paralizzati su un rigore: non penso che il nostro problema sia fisico in questo momento. Cambi? Abbiamo qualche acciaccato, qualche botta. Quassi tutti recuperabili ma vedremo".
Come stanno Chiellini e Alex Sandro?
"Sono due situazioni completamente diverse. Alex Sandro si è fermato per 10 giorni, quindi la fase di rientro in gruppo è molto più veloce. Giorgio ha fatto un percorso purtroppo diverso, dal 30 agosto sono stati pochi gli allenamenti con la squadra. Ha avuto qualche problemino dopo la sosta: due mesi fermo in casa gli hanno comportato problemi in ripresa. Negli ultimi 11 mesi si è allenato pochissimo con il gruppo quindi è un recupero per forza di cose più lungo".
Ha parlato con Higuain dopo la sostituzione, in cui si è arrabbiato?
"Non ci ho fatto neanche caso. Non mi sembra fosse arrabbiato per il cambio, ha fatto più minuti di quelli preventivati. Nel primo tempo è riuscito a venire incontro, a farci giocare diversi palloni. Non è al massimo ma rispetto a due settimane fa l'ho visto in crescita".