Juventus, Sarri: "Non è il momento di avere paura, ma con la Lazio fatichiamo sempre"
di DOMENICO MARCHESE
Maurizio Sarri (agf)
Il tecnico bianconero verso una partita chiave della stagione. E sul futuro: "Io ho un contratto e per quanto mi riguarda lo voglio onorare a tutti i costi. In questo momento la testa deve essere sulle prossime partite"
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TORINO - Maurizio Sarri, rispetto a un mese fa affronterete una Lazio diversa. Che pensieri le fa venire?
"Penso che la Lazio abbia fatto una grandissima stagione, anche in un momento negativo può trovare la prestazione da grande squadra. La difficoltà della partita si commenta da sola: abbiamo sempre fatto fatica". Ci sarà spazio per il tridente nelle prossime partite?
"Il gol non è un problema, dobbiamo preoccuparci di essere solidi con continuità. Oltre a capire se la verità sono gli 0 gol in 5 partite o i 9 in 3. Chi gioca davanti non è importante ma lo è il lavoro che si fa per la squadra". Perché avete incontrato difficoltà con Milan, Atalanta e Sassuolo?
"Abbiamo incontrato tre squadre in grandi condizioni e i risultati lo dimostrano. Stiamo assistendo a partite strane che girano in maniera incomprensibile, è una difficoltà per tutti, giochiamo in un'anomalia. In più abbiamo trovato squadre con un livello di organizzazione altissimo: giocare in questo momento con Atalanta e Sassuolo credo sia difficile per tutti".
Qual è la condizione fisica degli acciaccati?
"Bentancur, De Ligt e Bonucci hanno svolto lavori differenziati negli ultimi due giorni. Vedremo le reazioni. Chiellini è fermo per qualche giorno, quello più indietro è lui rispetto agli altri tre". Tra le opzioni che sta studiando, c'è anche la possibilità di vedere Cuadrado al posto di Bernardeschi?
"É un discorso di compiti e dello svolgerli bene. Possiamo giocare con Douglas, con Cuadrado, vediamo quale soluzione scegliere". Come vive questo momento turbolento? Ha avuto rassicurazioni della società?
"Hai mai chiesto a un pilota di Formula 1 se ha paura della velocità? Ci sono dei rischi che sono connessi col mestiere. La vivo con serenità sapendo che il mio mestiere è questo". Ha bisogno di rassicurazioni dalla società? Pensa che la quadra si possa sciogliere nelle ultime giornate?
"No, non bisogna avere paura. Se fai questo mestiere non ne devi avere. La squadra è abituata a lottare per questi traguardi quindi da quel punto di vista dovrebbe dare ampie garanzie. Poi stiamo vivendo un momento mai vissuto nei 110 anni di storia del calcio e che sta creando difficoltà ulteriori alle partite un po' per tutti".
Il suo futuro alla Juve dipende dai risultati?
"Io ho un contratto e per quanto mi riguarda lo voglio onorare a tutti i costi. Il mio futuro è domani. In questo momento la testa deve essere sulle prossime partite". È più forte questa Juve o il Napoli dei 91 punti? E qual è più difficile da allenare?
"Sono due situazioni diverse. Alla Juve il lavoro è appena cominciato mentre a Napoli i 91 punti li abbiamo fatti al terzo anno. Il Napoli era una squadra più pronta, questa è molto più forte dal punto di vista individuale. Poi bisogna vedere se riuscirò qui a lavorare tre anni. Per quanto riguarda i punti penso che questa stagione sia stata condizionata dall'atipicità della situazione. Qui c'è na criticità mediatica superiore perché l'interesse a livello mondiale può essere superiore, a Napoli c'è una criticità locale superiore perché è una squadra con i tifosi locali e con tanta emittenti televisive locali. Lavorare nel calcio è difficile ovunque". Prende in considerazione l'ipotesi di lasciare da vincente come accaduto al Chelsea o state già programmando la prossima stagione?
"Ho già risposto, ho un contratto in essere e per quanto mi riguarda voglio andare avanti con la Juve. Al Chelsea era diverso, mi piaceva moltissimo la Premier ma il desiderio di tornare in Italia l'ho sempre avuto". Ha parlato del periodo a Napoli in cui inseguiva la Juve, ma come si trova a dover sopportare le pressioni da capolista?
"Mi sento meglio. Prima ho fatto 38 partite a stare dietro alla Juve e ora mi trovo davanti. Quindi mi sento molto meglio rispetto a quell'esperienza lì".