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Juventus, Sarri: "Mi criticano? Perché gli sto sui c......i, ma comunque ne so di più"

Maurizio Sarri (afp)
Il tecnico respinge in maniera colorita le critiche, e sullo scudetto ad un passo: "Andare vicino al gol non è gol. Ci mancano quattro punti e adesso è difficile per noi e per tutte le squadre"
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TORINO - Maurizio Sarri, percepisce di essere vicino al traguardo?
"Io faccio sport, nello sport la parola vicino significa niente. Andare vicino al gol non è gol. Ci mancano quattro punti e adesso è difficile per noi e per tutte le squadre. Quindi dobbiamo rimanere con la testa sulle singole partite, pensare all'Udinese poi fra tre giorni alla Sampdoria. Essere vicini all'obiettivo non vuol dire nulla".
 
É migliorata la convivenza tra Dybala e Ronaldo? Hanno margini di miglioramento?

"Noi siamo una squadra forte con margini di miglioramento, questo è abbastanza evidente. Poi la difficoltà nella convivenza tra due giocatori di così alto livello faccio fatica a intravederla. Ci sono momenti della partita in cui non copriamo l'area di rigore, ma hanno segnato 51 gol in questa stagione. Un livello assoluto, mondiale".
 
Potrebbe giocarle tutte Ronaldo?
"Ho parlato poco fa, si sente benissimo. Penso che questo faccia parte del suo DNA, la capacità di proiettarsi sull'obiettivo successivo dal punto di vista fisico e mentale. Uno che vive di motivazioni così forti riesce ad andare oltre a tutto, anche alla fatica: è un fuoriclasse nella testa". 
 
In vista dell'Udinese, come stanno gli acciaccati?
"L'Udinese è una squadra fisica e sta bene, hanno fatto sempre delle buone prestazioni. La sensazione è che arrivi a fine partita piuttosto bene a differenza di altre squadre. Difficile affrontarli, ma vale per tutti contro tutti. Bisogna essere molto attenti a preparare la partita, per quanto si possa fare visti i limiti temporali. Higuain e Chiellini sono in mano ai dottori, Demiral sta bene ma gli serve efficienza fisica. Stiamo lavorando molto anche in maniera individuale per riportarlo all'efficienza fisica". 
 
Guardiola dice che per arrivare bene alla Champions non fa rotazioni. Altri dicono che è meglio giocare e staccare. Lei come la pensa?
"Sono situazioni occasionali, la Bundesliga è finita molto prima dell'inizio della Champions ed era difficile tenere i calciatori. Il City si è trovato in una situazione in cui non poteva far nulla, quindi ha fatto un'altra scelta. Noi ci stiamo giocando il campionato e dobbiamo pensare a quello senza doppi pensieri. Valuteremo dopo". 
 
Non trova che le critiche siano ingenerose anche se sta vincendo lo scudetto?
"Probabilmente sto sui coglioni a qualcuno. Non lo so, mi interessa relativamente perché poi quelle dei giornalisti sono opinioni. Mi interessa relativamente sentire le opinioni su una materia in cui penso di saperne di più. So benissimo le difficoltà che dobbiamo affrontare quotidianamente quindi penso di avere tutti i dati per saperne di più di chi esprime opinioni. Legittime ma mi interessa poco".
 
Cosa cambia senza Bonucci? Rugani è pronto per riscattarsi?
"Penso che la grande responsabilità se Rugani ha giocato poco è mia. Non sono d'accordo sulle prestazioni, non si può parlare di una brutta prestazione nel delirio di squadra. Contro il Milan aveva fatto bene fino al 60'. Ha giocato poco perché abbiamo ritenuto che la personalità e l'esperienza di Bonucci fossero importanti: meritava di giocare di più, quindi le responsabilità sono dello staff".
 
Come sta Rabiot?
"É forte e con qualità fisiche e tecniche non comuni. Quando strappa ho visto pochi giocatori come lui. Ha un carattere chiuso, ha cambiato campionato, società: ci ha impiegato qualche mese per capire il calcio che giochiamo in Italia. Sta venendo fuori, è un percorso che abbiamo visto fare a tanti stranieri di livello. Sta tirando fuori le sue qualità e sta giocando con un bel livello di personalità". 
 
Pjanic è andato in panchina per scelta tecnica. Legato al momento non ottimale?
"Lui è stato fuori due partite per scelta anche sulle caratteristiche degli avversari. Un altro tipo di scelta per quel motivo. Dopo il lockdown ha giocato quasi tutte le partite. Sta bene e ha fatto un programma individuale per la forza".
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