Juventus, Sarri: "Stiamo calmi, per lo scudetto c'è tempo fino al 2 agosto"
di DOMENICO MARCHESE
Maurizio Sarri
Il tecnico in vista della gara con la Sampdoria, che se vinta significherebbe tricolore: "Dobbiamo avere un obiettivo nella testa e nessuno ci deve superare a livello di motivazioni"
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TORINO - Maurizio Sarri, quella con la Sampdoria é una partita da vincere a tutti i costi?
“Noi in tutte la partite che facciamo vediamo la possibilità e la voglia di portare a casa punti. C’è la volontà di andare all’obiettivo senza perdere la testa, abbiamo fino al 2 agosto per arrivarci. Domani è una possibilità, dobbiamo giocare con questo spirito, con combattività per arrivare all'obiettivo perché come ho sempre detto andarci vicino conta zero”.
A proposito dei cali fisici come ha detto lei dopo Udine…
“Io non ho mai parlato di cali fisici, forse ti confondi con qualche altro allenatore. A Udine abbiamo fatto 11 km a giocatore contro l'Udinese, 11,350...”.
La preparazione è finalizzata alla Champions?
“Non stiamo facendo nessuna preparazione perché stiamo giocando ogni 72 ore quindi è impossibile fare qualsiasi tipo di lavoro. Io penso che la partita di domani la prepareremo in 30-40 minuti domattina perché anche oggi ci saranno alcuni giocatori che avranno bisogno di qualche ora di recupero. In questo momento non c'è nessuno che sta lavorando dal punto di vista fisico se non individuale, quando hai qualche giocatore singolo che sta fuori per qualche giorno e può andare a fare dei lavori particolari. Se uno va in campo ogni 72 ore non c'è tempo e modo di fare lavori specifici”.
Dopo Udine ha detto che l'ordine è più importante della qualità tecnica. Si è dato una risposta per questa manca di ordine?
“L’aspetto fisico è uguale per tutti, in tutte le squadre ci sono sintomi di stanchezza fisica e mentale. Scaricare e poi subito ricaricarsi per la partita successiva in pochi giorni non è così automatico e semplice. Abbiamo perso ordine in eccesso, anche un segnale positivo. Abbiamo perso ordine per la volontà di aggredire sempre in avanti anche se non c’è la possibilità di poterlo fare. È un errore che ci ha fatto perdere le distanze ma a differenza di altre volte in cui siamo andati in difficoltà per passività questa volta è successo per eccesso. E questo a me piace: non nel senso che si perda ordine ma a livello di mentalità, perché un errore in eccesso è più facilmente riconducibile alla normalità di un errore in difetto”.
Cosa è successo a Pjanic? É stato un giocatore chiave ma ultimamente non l'abbiamo più visto…
“Pjanic ha fatto 46 partite quest'anno quindi mi sembra che si sia visto. Non l’ha visto nelle ultime due partite in cui abbiamo fatto scelte diverse. Abbiamo giocato contro squadre che fanno della fisicità la loro arma, quindi fatto altre scelte. Pjanic ha giocato tantissimo, in questo momento ha un piccolo acciacchino come tutti i giocatori sopra le 40 partite. È risolvibile: ieri ha lavorato per risolvere questo piccolo problemino, oggi rientrerà in gruppo e domani vediamo se sarà della partita o meno”.
Tra Khedira, De Sciglio, Douglas Costa, Ramsey, la Juve ha avuto dei giocatori che non hanno garantito rendimento dal punto di vista fisico. La preoccupa per il futuro?
"No, tutte le stagioni sono diverse. Da qualche anno ci sono molti infortunati ma è difficile trovare una causa comune, abbiamo avuto anche infortuni traumatici. Stiamo lavorando per i recuperi: Chiellini ha ripreso a correre ieri, Higuain ieri si è allenato a parte e oggi si prova a inserirlo in gruppo, De Sciglio inizierà dalla prossima settimana in gruppo. La situazione è tipica di chi gioca tanto ma non drammatica, inoltre abbiamo altri giocatori pronti a entrare in campo. Siamo in grado di ovviare".
Il rendimento in calo può dipendere dal fatto che abbiate mollato dal punto di vista mentale o c'è un'altra spiegazione per le rimonte?
"In questo momento bisogna avere dei riferimenti molto diversi rispetto ai periodi normali della stagione. Le rimonte sono all'ordine del giorno in quasi tutte le partite. Quindi è un momento atipico, non è mai successo di giocare la serie A a luglio, normale che l'atipicità venga fuori. Noi possiamo e dobbiamo essere più solidi, non è un momento in cui si può lavorare tantissimo ma restare concentrati su domani. Non abbiamo mollato, abbiamo fatto un errore di eccesso di voglia non di mancanza, come ho detto prima. Un momento difficile, in cui dobbiamo trovare la forza di andare all'obiettivo e la troveremo".
Pjanic è stato in parte estromesso dalle gerarchie per via della cessione?
"Miralem é molto dentro al gruppo, non ho dubbi sulla sua moralità e professionalità quindi se ho fatto scelte diverse sono state tecniche e tattiche. Da domani sarà preso in considerazione come gli altri".
Che gara si aspetta con la Sampdoria?
"Ha trovato il suo modo di giocare, ha la sua dimensione, resta ordinata per lunghi tratti di partita. Infatti sta facendo bene, 5 vittorie nelle ultime 9 partite: in questo momento non è facile da affrontare. Può dare l'idea di non avere grandi motivazioni per la classifica, ma hanno perso un derby. Ma noi abbiamo dobbiamo avere un obiettivo nella testa e nessuno ci deve superare a livello di motivazioni".
Si dice che i centrocampisti della Juve non siano adatti al suo gioco. Concorda?
"Devo essere io ad adattarmi, non si può arrivare in una società e comprare 25 giocatori. Mi devo adattare io, con il mio modo di giocare, ai calciatori che ho. Altrimenti alleno me stesso. Il discorso lo invertirei".
In questo momento l'incognita maggiore è di natura fisica o mentale? Involontariamente qualche calciatore può pensare alla Champions?
"Non penso e non voglio. La Champions è affascinante ma le squadre si valutano sul campionato. Che dura 10 mesi, quest'anno 12. Quindi è la più indicativa sul lavoro fatto da una squadra. Mancano due settimane alla partita Champions, quindi per una settimana dobbiamo pensare solo al campionato, senza nessun secondo pensiero".
Ha detto che a Udine c'è stato eccesso di voglia e non difetto. Dove si trova il giusto equilibrio? Quale sarà l'atteggiamento domani?
"Serve equilibrio. Leggere le situazioni, a volte in certe azioni si può andare in avanti altre volte no, quindi bisogna attendere gli avversari. Cosa che non abbiamo fatto a Udine, ci siamo scomposti, allungati per andare sempre e comunque in avanti. Cosa che mi piace, ma bisogna leggere meglio azione e situazione e non commettere errori. Ma questa mentalità mi piace".
Che foto dà al lavoro della squadra finora?
"Buon voto, il campionato più difficile della storia del calcio italiano. Difficile per tutti. Se guardiamo i risultati delle partite c'è capovolgimento delle partite, quindi difficoltà enormi per tutti. Per questo credo che abbia fatto bene, per quanto ci siano margini di miglioramento sempre e comunque".