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Tattica e spietata, la Juventus non concede più un metro

L'esultanza di Cristiano Ronaldo (afp)
Rispetto a quella vista il 17 gennaio contro l'Inter, la squadra di Pirlo è totalmente trasformata. L'ennesima dimostrazione è nella vittoria contro la Roma, esempio di compattezza e -vedere la rete di Ronaldo- classe
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TORINO – L’inseguimento della Juve ha lo stile di Anquetil: una pedalata classica e rotonda, un ritmo che non cede più un metro e un millimetro. Bisogna dire che ha fatto molto bene, alla Juventus, prendere quelle due sberle a San Siro contro l’Inter. Perché dalla sera del 17 gennaio, quando sembrava che il regno dei bianconeri fosse un luogo logoro, i campioni d’Italia hanno vinto la Supercoppa contro il Napoli, battuto proprio l’Inter al Meazza in Coppa Italia, sconfitto in campionato Bologna, Sampdoria e Roma senza prendere neanche un gol (l’unico gliel’ha fatto Lautaro in Coppa Italia). Se tre settimane fa Ronaldo pareva un campione intristito, ed eccolo di nuovo al centro della galassia juventina. Tre tiri nel primo tempo contro la povera Roma: un gol, una traversa, una parata. Da quando gioca in serie A, il portoghese ha partecipato a 84 gol: 68 li ha segnati, 16 sono stati assist. Nessuno come lui. E nessuno, di nuovo, come la Juventus che adesso è terza, ha scavalcato la Roma e deve ancora recuperare la famosa partita contro il Napoli.

La ritrovata solidità della Juve

Viene in mente il 22 dicembre, quando la Juve perse 6 punti in un giorno solo: 3 a tavolino con il Napoli, altrettanti in campo contro la Fiorentina. Parentesi chiusa. La Juve è sempre stata una squadra soprattutto solida: è tornata ad esserlo. Ha incassato solo 18 gol e la Roma 35. Incrociando le cifre dei gol segnati, 44 la Roma e 41 la Juve, c’è quasi l’intera spiegazione di quest’ultima sfida. I bianconeri l’hanno vissuta con De Ligt e Demiral inizialmente in panchina, loro che saranno la coppia del futuro. Qualcosa significa.

La balistica di Ronaldo

Tutto è cambiato, dentro la Juventus. Il passo, l’approccio, l’efficacia e la continuità. E forse non è un caso che sia successo con la Champions alle porte: prima di arrivarci (il Porto, il 17 febbraio, non sembra il muro più alto del mondo), in una settimana Pirlo affronta Roma, Inter e Napoli. Sono i momenti senza maschera e senza inganni. E scusate se parliamo sempre di Cristiano Ronaldo, ma è davvero lui il motore di questa meccanica bianconera. Il gol, un gesto doppio e fulminante: stop e tiro da fermo, e palla in buca d’angolo. La balistica è una scienza che gli garba molto: s’era capito anche a San Siro contro l’Inter, nel corridoio spalancato da Bastoni e Handanovic, ma comunque quel pallone in quel modo bisognava poi mandarlo a baciare il palo. Ronaldo contro la Roma ha dato spettacolo e ha pure fatto un po’ di cabaret, quando è andato a sbirciare nell’orologio dell’arbitro Orsato se quel suo tiro fosse entrato in porta oppure no. Hanno riso tutti, e dire che Orsato è uno dei più severi, a volte dei più permalosi.

I vecchi soldati bianconeri

Come a Marassi una settimana fa, la difesa è stata la base della colonna bianconera. Ancora Chiellini molto sicuro, del tutto recuperato ora che arriva l’Europa e poi, più avanti, l’Europeo, e Giorgione è il capitano della Nazionale: tocchiamo ferro. L’assetto bianconero è questo, gli uomini anche. Non tutti giovanissimi, neppure Bonucci lo è, tantomeno Ronaldo, ma è uno snodo anagrafico che assomiglia ad un’ultima grande occasione: per la Champions o adesso o mai più, lo sa bene la generazione degli ultra trentenni. E se il primo gol è stato un Ronaldo in purezza, il secondo appartiene alla squadra. Una sintesi perfetta.

Stavolta la Juve non ha dato un’enorme impressione di potenza, ma ha usato tutto di sé e dell’avversario. Ed è stata tattica, paziente e spietata. Una piccola mutazione filosofica che ha portato a ridurre un poco la pressione, e pure il possesso del pallone, aspettando la Roma e trasformando le altrui fessure in voragini. Una cosa del genere l’aveva fatta per anni la Juventus di Allegri: perché il meglio del calcio è sintesi, non dogma assoluto.

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