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Juventus, Pirlo e la strategia della pressione: vincerle tutte e sperare

Andrea Pirlo
Andrea Pirlo (agf)
Dopo la gara con il Benevento, visto il rinvio di quella dell'Inter, non ci saranno più asterischi in classifica a dividere bianconeri e nerazzurri. Stesso numero di partite e un obiettivo: battere i campani e, nel sabato di Pasqua, il Torino per costringere la squadra di Conte a scendere in campo a Bologna solo con 4 punti di vantaggio
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TORINO - Alla squadra che tutto dominava ora non resta che "vincerle tutte, "mettere pressione" e sperare "in qualche coincidenza", perché la Juventus di Pirlo è adesso solamente una lontana inseguitrice, non più la formazione che decideva di vincere gli scudetti quando e come voleva. La regressione tecnica degli ultimi tre anni è notevole, Allegri e Sarri sono riusciti in qualche modo a contenerla, e a conquistare ancora due campionati, ma con Pirlo hanno preso evidenza tutti i problemi che la Juventus si porta dietro da quando è arrivato Ronaldo, ed è andato via Marotta.

La strategia della pressione

Adesso la Juve rincorre, e persino a una certa distanza. Perciò Pirlo ha presentato ai suoi l'unico piano possibile: "Ne abbiamo parlato con i ragazzi: bisogna cercare di vincere sempre, mettere pressione all'Inter e poi giocarci tutto nello scontro diretto della penultima giornata". La Juve ha subito la possibilità di fare sentire un lontano alito sul collo dell'Inter, per una settimana chiusa per Covid. Battendo il Benevento in caduta libera (sei punti in undici partite e una vittoria che manca dal 6 gennaio) e privo dei tre cardini della squadra (Schiattarella, Letizia, Glik), Pirlo rosicchierebbe tre punti a Conte passando da -10 a -7. Se poi dopo la sosta, il sabato di Pasqua, vincesse anche il derby delle 18 con il Torino, potrebbe costringere l'Inter, impegnata in notturna a Bologna, a scendere in campo con appena 4 punti di vantaggio.

L'obiettivo: scontro diretto a -3

È a questo che oggi la Juve può ambire: a fare un po' di paura in remoto, a minacciare dalla distanza. D'altronde altre strategia non ce ne sono: le tocca sperare che l'Inter cada in qualche inciampo e che arrivi con non più di tre punti di vantaggio al faccia a faccia del 16 maggio. A parità di punti dovrebbe però vincere con almeno tre gol di scarto, dato il 2-0 per i nerazzurri nell'andata di San Siro. Se il numero di gol negli scontri diretti è uguale, come fattore dirimente conta la differenza reti, attualmente favorevole all'Inter (+39 contro +32). Le segnature in trasferta non hanno valore doppio.

Inter e Juve senza più asterischi

Comunque sia, alla fine di questa ventottesima giornata Inter e Juventus avranno finalmente giocato lo stesso numero di gare e questo riallineamento (lo sfasamento dura da dicembre, da quando è stato annullato il 3-0 a tavolino dei bianconeri sul Napoli) consentirà per lo meno di misurare con precisione la reale distanza in classifica, perché gli asterischi ingannano anche chi li ha: per molte settimane, ad esempio, gli juventini hanno letto una graduatoria che includeva la vittoria sul Napoli e dunque induceva all'ottimismo, perché permetteva di tenere sotto controllo le distanze dalla vetta, ma che al tempo spesso ha mascherato l'evidenza di molti problemi a cui Pirlo ha dovuto mettere mano più avanti. E quando quei tre punti sono spariti, la squadra psicologicamente ha accusato il colpo, trovandosi all'improvviso come alla deriva. È un tipo di condizione psicologica che la Juve spera adesso di ribaltare a suo favore, muovendo un passo verso la capoclassifica condannata invece all'immobilità. Pirlo giura di crederci: "La squadra è convinta". Gli restano due mesi per dimostrarlo.

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