McKennie combinaguai, dalla cena vietata al selfie senza mascherina: e ora la Juve lo può mollare
di Domenico Marchese , di Domenico MarcheseWeston McKennie ha mostrato in campo grande duttilità e una propensione al gol che l'ha trasformato da oggetto misterioso in una delle sorprese della scorsa stagione. Il centrocampista della Juventus, però, è spesso inciampato fuori dal rettangolo di gioco, compromettendo in questo modo il rapporto prima con il suo club quindi con la Nazionale a stelle e strisce. L'ultima del riccioluto mediano, cresciuto tra Germania e Texas, ha costretto il tecnico statunitense Gregg Berhalter a escluderlo prima dalla partita con il Canada per la violazione del protocollo Covid, quindi a rispedirlo in Italia facendogli saltare anche il successivo match con l'Honduras.
L'ennesimo scivolone
Ancora una volta sono state le regole anti-Covid a fermare McKennie, o per meglio dire l'ennesima leggerezza commessa dallo statunitense. Mentre la nazionale statunitense scendeva dal pullman, si è fermato senza mascherina per firmare un autografo e concedere un sel…
Weston McKennie ha mostrato in campo grande duttilità e una propensione al gol che l'ha trasformato da oggetto misterioso in una delle sorprese della scorsa stagione. Il centrocampista della Juventus, però, è spesso inciampato fuori dal rettangolo di gioco, compromettendo in questo modo il rapporto prima con il suo club quindi con la Nazionale a stelle e strisce. L'ultima del riccioluto mediano, cresciuto tra Germania e Texas, ha costretto il tecnico statunitense Gregg Berhalter a escluderlo prima dalla partita con il Canada per la violazione del protocollo Covid, quindi a rispedirlo in Italia facendogli saltare anche il successivo match con l'Honduras.
L'ennesimo scivolone
Ancora una volta sono state le regole anti-Covid a fermare McKennie, o per meglio dire l'ennesima leggerezza commessa dallo statunitense. Mentre la nazionale statunitense scendeva dal pullman, si è fermato senza mascherina per firmare un autografo e concedere un selfie ai tifosi: una leggerezza, senza dubbio, ma ancora di più una violazione del regolamento interno che non è passata inosservata e, soprattutto, è stata duramente punita. "Tornerà in Italia e non sarà disponibile contro l'Honduras - ha spiegato il ct Berhalter -, per una violazione del protocollo Covid. Le aspettative sono grandi per chi fa parte della nazionale USA: è importante che tutti nel gruppo siano responsabili". Se le parole dell'allenatore sembrano dure, ancora più pesanti sono state quelle di Landon Donovan, ex stella del calcio statunitense, che è tornato anche sulla cena organizzata da McKennie ad aprile con i compagni Arthur, Dybala e altri 20 invitati: "Sono incredibilmente deluso da Weston. Posso capire che essere alla Juventus durante una lunga stagione, stando a casa per mesi e mesi, ti possa far venire la voglia di ospitare persone a casa. Non è la cosa più intelligente da fare, ma posso capirlo. Tuttavia in questa settimana con tre partite fondamentali, non solo per te ma per i tuoi compagni di squadra e per il tuo Paese per raggiungere la Coppa del Mondo, questo livello di egoismo è incomprensibile per me. Ho commesso anche io tanti errori stupidi, ma certe cose non si fanno".
Il passato e il futuro
Il riferimento di Donovan è ad uno dei tanti episodi che hanno fatto montare l'irritazione in casa Juventus. Lo scorso aprile il rapporto tra McKennie e il club ha iniziato ad incrinarsi proprio a causa di quella cena proseguita ben oltre il coprifuoco, con l'intervento delle forze dell'ordine e il seguente clamore. Non è stato l'unico scivolone del centrocampista, che non condurrebbe una vita da professionista esemplare specialmente a tavola. Il primo a far emergere questo aspetto è stato Pirlo, suo allenatore lo scorso anno, evidenziando l'aspetto in conferenza stampa: "Weston è dimagrito, è una cosa che gli abbiamo messo in testa. È concentrato e più professionista rispetto a quando è arrivato. Deve esserlo al 100% e non al 50". Oltre ai chili in sovrappeso, nonostante l'aiuto dello chef Patrick Contorno, al lavoro in passato anche con Douglas Costa e Pjanic, non sono passati inosservati alcuni video postati dall'americano sui social e la leggerezza con cui vive lontano dal campo.
Prima del caso "selfie senza mascherina", la Juventus aveva inserito McKennie nella lista dei possibili partenti anche se il calciatore ha rifiutato più volte il trasferimento in Premier League al Tottenham di Paratici e non solo, convinto di potersi giocare le proprie carte anche con Allegri. Che, di contro, ha allargato la crisi anche al campo: il tecnico considera McKennie un attaccante esterno, ruolo che gli ha spesso fatto ricoprire in allenamento prima di schierarlo da trequartista contro l'Empoli, per giunta senza risultati confortanti. Il suo rientro anticipato dagli Stati Uniti lo pone in posizione di vantaggio rispetto ai compagni in vista della partita con il Napoli: tuttavia la resa dei conti con il club, seccato dall'ennesimo autogol, rischia di compromettere definitivamente il rapporto accelerando la cessione nella finestra di gennaio.