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Juventus, Allegri: "Con calma arriviamo. A Napoli senza sudamericani ma in formazione ideale"

(agf)
Il tecnico torna sulla partenza deludente ("Il campionato lo rimettiamo in piedi un pezzo alla volta") e non cerca alibi per l'undici rimaneggiato che sarà costretto a schierare: "Sarà difficile, ma non c'è emergenza"
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TORINO - "Con calma arriviamo". La serenità di Max Allegri alla vigilia della sfida con il Napoli di sabato pomeriggio non sorprende più di tanto. Nonostante la scelta di non convocare i sudamericani impegnati con le nazionali ("li lascio a casa per precauzione, Cuadrado era l'unico che poteva esserci ma ha avuto un attacco di gastroenterite ed è in Colombia a fare accertamenti") e di fare a meno di Chiesa dopo gli acciacchi in azzurro, il tecnico bianconero non si piange addosso, proseguendo nella sua missione di azzerare gli alibi guardando sempre il lato positivo con un pizzico di ironia: "Non sarà difficile fare la formazione perché ne ho pochi". Le parole d'ordine restano le stesse, da equilibrio a serenità sia nei confronti della singola partita con la squadra di Spalletti ("sarà sicuramente una bella sfida contro una squadra forte") che per la corsa scudetto: "Ne mancano tante, il campionato lo rimettiamo in piedi un pezzo alla volta. Pensiamo a domani e poi alla prima di Champions, con calma arriveremo, non c'è nessuna fretta".

Le scelte e le difficoltà

Serenità e tranquillità non devono però nascondere la realtà, le difficoltà che stanno vivendo in questo periodo la Juventus e le altre squadre con nazionali sudamericani. Il terzo impegno oltreoceano ha stravolto le squadre e le rose a disposizione dei tecnici: "Non so il risultato ma sicuramente faremo una grande partita. Io accetto sempre i calendari, ci sono gli organi competenti che devono decidere cosa fare con le partite. Se tutti esprimiamo il nostro giudizio viene fuori un casino, bisogna accettare quello che ci dicono”. In porta la conferma è scontata per Szczesny, che dopo il doppio scivolone di Udine "ha giocato bene contro l'Empoli e anche in Nazionale", mentre sulle fasce, con le assenze di Alex Sandro, Cuadrado e Danilo, toccherà a De Sciglio e Pellegrini. Nonostante i tanti indisponibili, la parola emergenza resta bandita dal lessico di Allegri: "Non c’è emergenza, abbiamo la formazione ideale per giocare contro il Napoli. È una partita stimolante e penso che nelle difficoltà noi dobbiamo tirare fuori qualcosa in più. Il risultato conta, per me è sempre contato anche se qualcuno metteva in dubbio questa cosa. Con l'Empoli abbiamo fatto una prestazione frenetica per la voglia di strafare, abbiamo giocato troppo singolarmente e dobbiamo invece raggiugnere l'equilibrio di una squadra forte, consapevole di esserlo. Capiterà durante la stagione di andare sotto, di essere ripresi: situazioni che non sono decifrabili prima della partita"

Scudetto e Champions

Il tempo non manca, eppure tornare da Napoli con un risultato positivo sarebbe un segnale importante a tutta la concorrenza nella corsa scudetto. Gruppo di cui fa parte anche la squadra di Spalletti: "Il Napoli è candidato a vincere con altre sette squadre, ma il campionato è lungo. Bisogna avere la capacità di capire che manca tanto, non bisogna farsi prendere dall'ansia e dalla fretta. La nostra forza è avere equilibrio, sia quando vanno bene le cose, sia quando vanno male. Sono andate male le prime due partite, ma il calcio è questo, bisogna essere bravi con serenità e lucidità a ripartire. O meglio a partire". Non cambia l'obiettivo stagionale, cioè "essere in corsa su tutti i fronti a marzo", al massimo cambiano gli interpreti. La Juventus in campo contro il Napoli sarà una squadra giovane, che avrà bisogno di tempo ma anche di accumulare partite, fare esperienza, maturare in alcuni interpreti, da Kean a Kulusevski: "Dejan è un ragazzo con ottime qualità, credo che i giovani, indipendentemente da quanto vengono pagati, sono ragazzi che hanno bisogno di un percorso di crescita. Invece gli vengono addossate responsabilità che loro non possono reggere, devono avere equilibrio mentale, migliorare nella gestione della partita, capirne il momento. Normale che uno di 22 anni non ha l'esperienza di uno di 28, sei anni sono 180 partite, solo di campionato, e sono tante. Si corre troppo, ci si scontra poi con una realtà che non è quella". Oltre a Kulusevski, ci sarà spazio anche per McKennie, Locatelli, Bernardeschi e Rabiot, mentre in attacco toccherà con tutta probabilità a Kean: "L'ho trovato bene, un giocatore giovane che nel PSG ha fatto partite e diversi gol, l'abbiamo voluto e sarebbe arrivato anche senza la partenza di Ronaldo".

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