Verona-Juventus 2-1: doppietta di Simeone, i bianconeri sprofondano
dal nostro inviato Emanuele Gamba , dal nostro inviato Emanuele GambaVERONA - La Juve il primo tempo non l'ha giocato e il secondo l'ha giocato male: è tra il nulla e il brutto, tra il fiacco e il confuso, che si barcamena la squadra che tiranneggiò il calcio italiano e che adesso, come ammette Allegri, "è una formazione di metà classifica e come tale deve comportarsi". Il Verona l'ha battuta, e raggiunta, con una partita coraggiosa e vigorosa, con due gol del Cholito Simeone baciato dagli dei (che meraviglia quel destro stampato all'incrocio con cui ha segnato il secondo, mentre Bonucci s'allontanava per rendergli il compito più agevole) ma tutto sommato niente di irripetibile, così come non sono irripetibili le figuracce che la Juventus sta inanellando contro squadre più deboli (ma davvero lo sono?) senza che nessuno sappia fornire uno straccio di spiegazione. "Cercare le cause adesso non ha senso. Dobbiamo vergognarci di questa classifica. C'è solo d…
VERONA - La Juve il primo tempo non l'ha giocato e il secondo l'ha giocato male: è tra il nulla e il brutto, tra il fiacco e il confuso, che si barcamena la squadra che tiranneggiò il calcio italiano e che adesso, come ammette Allegri, "è una formazione di metà classifica e come tale deve comportarsi". Il Verona l'ha battuta, e raggiunta, con una partita coraggiosa e vigorosa, con due gol del Cholito Simeone baciato dagli dei (che meraviglia quel destro stampato all'incrocio con cui ha segnato il secondo, mentre Bonucci s'allontanava per rendergli il compito più agevole) ma tutto sommato niente di irripetibile, così come non sono irripetibili le figuracce che la Juventus sta inanellando contro squadre più deboli (ma davvero lo sono?) senza che nessuno sappia fornire uno straccio di spiegazione. "Cercare le cause adesso non ha senso. Dobbiamo vergognarci di questa classifica. C'è solo da stare zitti e mettersi la coda tra le gambe".
Senza carattere e con poco gioco
Le cause saranno un mistero, ma gli effetti sono evidenti: la Juventus è una squadra senza carattere che non ha gioco o, a scelta, una squadra senza gioco che non ha carattere. Però spesso le due cose sono una la conseguenza dell'altra, e proprio questo sembra che stia capitando ai bianconeri: la loro fragilità caratteriale viene evidenziata da un impianto tattico e strategico che, semplicemente, non esiste, perché Allegri continua a volere una squadra che spulci le partite e che navighi a vista nei momenti (richieste che si possono a fare a giocatori di acuta intelligenza calcistica, e qui non ne sono rimasti molti), quando invece avrebbe piuttosto bisogno di un'impalcatura di gioco solida, definita, che risulti rassicurante per un gruppo con chiari limiti di personalità e agonismo. E viceversa, possono fare squadra giocatori così flosci, così arrendevoli? Dybala la mette giù così: "Se non abbiamo voglia o se abbiamo paura, non possiamo scendere in campo".
La mancanza di grinta
E c'è una sola causa che Allegri individua: "Abbiamo perso duelli aerei e contrasti e loro hanno fatto più falli, quindi è giusto che abbia vinto il Verona. Il calcio non è fioretto". Vero. Nel primo tempo specialmente, la Juve ha solo subito la situazione lasciandosi trascinare dal Verona dove il Verona voleva. I due gol di Simeone - che anche nel 2016, con la maglia del Genoa, aveva segnato una doppietta ai bianconeri nel primo quarto d'ora - hanno indirizzato la gara: si è capito subito che l'indirizzo non sarebbe cambiato. Tudor ha fatto un mossa importante: ha messo Casale a uomo a tutto campo su Dybala, togliendo di fatto alla squadra avversaria la possibilità di connettersi con il solo capace di accendere delle luci.
Il Verona non traballa mai
Dybala sarà comunque l'unico a tirare in porta (una traversa nel primo tempo, un sinistro pericolosissimo per Montipò nel finale), ma solo perché è impossibile impedirgli proprio tutto, anche se poi non c'è la controprova: magari la Juve e il 10 non si sarebbero connessi comunque, perché questa è una formazione di uomini isolati. Nel secondo tempo i bianconeri hanno fatto qualcosa in più. Perlomeno, ci hanno messo un po' di spirito: è lì che s'è notata la totale assenza di un'idea di gioco collettiva, visto che gli sprazzi d'agonismo hanno per lo più fomentato confusione. Il Verona, che si era fatto rimontare due gol da Salernitana Genoa e Roma, con la Juve non ha invece mai davvero traballato, nemmeno dopo la rete di McKennie, mentre i tifosi bianconeri invitavano a più riprese, e a gran voce, i loro beniamini a tirar fuori i cosiddetti: da quanti anni no capitava? E i falli? I gialloblù ne hanno fatti 22, i bianconeri 8. Più che una causa, è una descrizione. Allegri all'89' ha scagliato il cappotto a terra: è l'unico attimo che abbia ricordato i bei tempi.
Verona-Juventus 2-1 (2-0).
Verona: (3-4-2-1): Montipò; Dawidowicz, Guenter, Casale (21' st Ceccherini); Faraoni, Tameze (29' st Bessa), Veloso, Lazovic (21' st Sutalo); Barak, Caprari; Simeone (38' st Kalinic). (22 Berardi, 1 Pandur, 23 Magnani, 15 Cetin, 20 Ruegg, 78 Hongla, 18 Cancellieri, 9 Kalinic, 11 Lasagna). All.: Tudor.
Juventus (4-4-2): Szczesny; Danilo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro (38' st Pellegrini); Cuadrado (24' st Kulusevski), Bentancur (12' st McKennie), Arthur (24' st Bernardeschi), Rabiot (12' st Locatelli); Dybala, Morata. (36 Perin, 23 Pinsoglio, 4 De Light, 21 Jorge). All.: Allegri.
Arbitro: Marinelli di Tivoli.
Reti: nel pt 11' e 13' Simeone; nel st 34' McKennie.
Ammoniti: Lazovic, Danilo, Casale, Faraoni, Arthur, Gunter e Morata.
Recupero: 0' e 5'.
Angoli: 4-1 per il Verona.