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Juventus-Atalanta 0-1: decide Zapata, i bianconeri escono tra i fischi

La Dea vince a Torino dopo 32 anni e si porta a +7 sulla rivale. La squadra di Allegri nella ripresa sfiora più volte il pareggio ma non basta per evitare il terzo ko interno
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TORINO. L'Atalanta espugna l'Allianz Stadium grazie a un gran gol di Zapata nel primo tempo, difeso strenuamente nella ripresa dopo la reazione della Juventus, vittoria che a Torino mancava dal 1989. Una vittoria che permette ai bergamaschi di agganciare l'Inter e di portarsi a +7 sui bianconeri, diretta rivale, almeno secondo la classifica, per il quarto posto finale.

A differenza delle ultime uscite, la squadra di Allegri è parsa più propositiva, almeno nella ripresa, sfiorando più volte il pari: la traversa di Dybala è stata il manifesto di una stagione storta, come dimostrano le cinque sconfitte in campionato, in cui anche la sorte gioca il suo ruolo, ma in cui anche gli errori non mancano, equamente distribuiti in tutte le zone.

Guai però a sminuire la prestazione della Dea, che nel primo tempo si è inserita negli spazi concessi dai bianconeri mostrando carattere nonostante le defezioni di Gosens e Hateboer e il recupero in …

TORINO. L'Atalanta espugna l'Allianz Stadium grazie a un gran gol di Zapata nel primo tempo, difeso strenuamente nella ripresa dopo la reazione della Juventus, vittoria che a Torino mancava dal 1989. Una vittoria che permette ai bergamaschi di agganciare l'Inter e di portarsi a +7 sui bianconeri, diretta rivale, almeno secondo la classifica, per il quarto posto finale.

A differenza delle ultime uscite, la squadra di Allegri è parsa più propositiva, almeno nella ripresa, sfiorando più volte il pari: la traversa di Dybala è stata il manifesto di una stagione storta, come dimostrano le cinque sconfitte in campionato, in cui anche la sorte gioca il suo ruolo, ma in cui anche gli errori non mancano, equamente distribuiti in tutte le zone.

Guai però a sminuire la prestazione della Dea, che nel primo tempo si è inserita negli spazi concessi dai bianconeri mostrando carattere nonostante le defezioni di Gosens e Hateboer e il recupero in extremis di Zappacosta. Nella ripresa i nerazzurri, in una fluorescente divisa arancione per l'occasione, hanno stretto i denti mostrando anche il lato più pugnace di una squadra che sa essere brillante ma anche compatta.

 

<< La cronaca della gara>>

 

La Dea inizia forte

Nei primi minuti la partita ha faticato a decollare, con l'Atalanta stabilmente nella metà campo bianconera ma con lo spauracchio Dybala a soffiare sul collo dei centrali in fase di impostazione, pronto a rilanciare la manovra da regista avanzato. Dopo il primo tiro verso la porta di Szczesny da parte di Malinovskyi, respinto da Bonucci con il braccio aderente al corpo, sono stati Cuadrado e Freuler a ravvivare la partita. Il primo vero pericolo per la Dea è arrivato però da una bella intuizione di McKennie, il migliore dei bianconeri, bravo nel lanciare Chiesa solo davanti a Musso: il recupero di Toloi in extremis ha vanificato la fuga dell'attaccante bianconero.

 

 

La sblocca Zapata

Quando la Juventus sembrava aver messo sotto controllo la manovra atalantina, un errore in fase di impostazione a centrocampo di Morata, ripulito da Djimsiti, ha cambiato volto al match: il centrale ha lanciato Zapata, tenuto in gioco da De Ligt, e il colombiano ha ripagato il compagno con una saetta infilatasi sotto la traversa.

Scossa e ferita nell'orgoglio la Juve ha provato a reagire, trovando solo un fiacco sinistro dal limite di Dybala. Un lampo in una serata iniziata male  e proseguita con l'Atalanta a fare la partita e la Juve a sfruttare Dybala e Morata come catapulta per lanciare le lunghe volate di Chiesa: il risultato sono stati i sonori fischi partiti dalle tribune al 45'.

 

 

La ripresa

Allegri ha provato a cambiare volto alla Juve togliendo uno spento Chiesa (per lui anche un problema ai flessori) e inserendo Bernardeschi. Oltre agli interpreti, i bianconeri hanno cambiato anche atteggiamento, molto più propositivo, nonostante già nel  primo tempo il possesso fosse al 56%, e con il baricentro più alto. Buone intenzioni ma scarsi risultati, macchiati principalmente da errori tecnici disseminati lungo il percorso.

Per provare a rendere più ficcanti le ripartenze, concesse dalla Juve ma non sfruttate dalla Dea, Gasperini ha inserito Pasalic per Pessina: tuttavia l'occasione migliore in contropiede è stata per McKennie, fermato sul più bello dal solito Djimsiti e dal recupero di Freuler. L'infortunio dello statunitense ha costretto Allegri a trovare soluzioni alternative, inserendo Kean per una Juve ancora più a trazione anteriore: al 19' della ripresa è stato Rabiot a scaldare le mani di Musso con un bel diagonale di sinistro deviato in angolo dal portiere argentino.

 

 

La pressione bianconera

Con i tifosi a stimolare i calciatori a tirare fuori gli "attributi", la Juve ha intensificato la pressione, mettendo in difficoltà la retroguardia atalantina: Gasperini è corso ai ripari inserendo Palomino per Zappacosta, coprendosi sulla fascia. I risultati sono arrivati  dopo pochi  minuti e al 29' la Dea è tornata a farsi pericolosa: errato rinvio di Alex Sandro e contrasto in area tra Cuadrado e l'accorrente Pasalic su cui i bergamaschi hanno protestato a lungo.

Al 36' è toccato a De Ligt l'occasione in area, ma il suo tiro è stato deviato in  angolo dal muro difensivo bergamasco, mentre pochi minuti dopo  Allegri ha provato l'assalto finale inserendo Kaio Jorge al posto di Morata, fischiato dai suoi stessi tifosi. Il nervosismo ha dominato il finale, sporcando le giocate della Juve e aiutando la squadra di Gasperini a mantenere il vantaggio.

Fino al brivido finale di Dybala, arrivato al quinto dei sei minuti di recupero concessi da Ayroldi: la punizione dell'argentino, una pennellata di sinistro, si è infranta sopra la traversa, spegnendo le speranze bianconere e facendo partire la pioggia di fischi indirizzati alla squadra di Allegri ma presi soltanto da Szczesny, Cuadrado, De Ligt, Dybala e Bonucci, mentre i compagni erano già negli spogliatoi.