Juventus, i segreti su Ronaldo. "Quella carta famosa che teoricamente non deve esistere..."
di Ottavia Giustetti , Sarah MartinenghiTORINO - "Una macchina ingolfata" da plusvalenze fittizie e da accordi fantasma, fuori dalle carte ufficiali. Come quello tra la Juve e Cristiano Ronaldo, dicono al telefono al direttore sportivo, Federico Cherubini: la "carta famosa che non deve esistere teoricamente". O, ancora: una scrittura che attesta un "obbligo non federale" dell'Atalanta nell'operazione di trasferimento dei calciatori Merih Demiral e Christian Romero. Sono solo i primi scampoli di conversazioni intercettate per tre mesi dagli investigatori della finanza di Torino sui telefoni dei dirigenti della società bianconera. Ma tracciano già il perimetro nel quale si sta muovendo l'inchiesta che ha messo nel mirino i vertici della Juve, compresi il presidente Andrea Agnelli, il suo vice Pavel Nedved e i dirigenti Stefano Cerrato, Marco Re e Stefano Bertola. Tre anni di conti sotto la lente dei pm, una "gestione malsana delle plusvalenze" come la definisco…
TORINO - "Una macchina ingolfata" da plusvalenze fittizie e da accordi fantasma, fuori dalle carte ufficiali. Come quello tra la Juve e Cristiano Ronaldo, dicono al telefono al direttore sportivo, Federico Cherubini: la "carta famosa che non deve esistere teoricamente". O, ancora: una scrittura che attesta un "obbligo non federale" dell'Atalanta nell'operazione di trasferimento dei calciatori Merih Demiral e Christian Romero. Sono solo i primi scampoli di conversazioni intercettate per tre mesi dagli investigatori della finanza di Torino sui telefoni dei dirigenti della società bianconera. Ma tracciano già il perimetro nel quale si sta muovendo l'inchiesta che ha messo nel mirino i vertici della Juve, compresi il presidente Andrea Agnelli, il suo vice Pavel Nedved e i dirigenti Stefano Cerrato, Marco Re e Stefano Bertola. Tre anni di conti sotto la lente dei pm, una "gestione malsana delle plusvalenze" come la definiscono gli indagati nelle telefonate. E "ammortamenti e tutta la merda che sta sotto e non si può dire".
"Hanno chiesto di fà le plusvalenze" dice Cherubini intercettato, "che almeno Fabio, dovevi fà le plusvalenze e facevi le plusvalenze", aggiunge in un'altra. "Fabio" è Fabio Paratici, managing director che ha lasciato la società a giugno a fine contratto e ora è al Tottenham. I pm, nel decreto di perquisizione, spiegano che non era opera solo sua. Dicono che "per quanto emerso dalle attività di ascolto, i vertici della società, in primis Andrea Agnelli, appaiono di fatto ben consapevoli della condotta dell'ex manager, e delle "conseguenze estremamente negative sotto il profilo finanziario" del sistema che utilizzavano per coprire le perdite.
Dall'analisi di tre anni di operazioni di calciomercato sono emersi alcuni casi eclatanti che spiegano bene come funzionava il meccanismo, secondo l'accusa. L'acquisizione dal Genoa di Nicolò Rovella, per esempio, comprato dalla Juve per 18 milioni a gennaio 2021 pochi giorni dopo aver rinnovato il contratto con il Genoa, quando in realtà sarebbe potuto passare tra le fila dei giocatori bianconeri a costo zero a fine stagione. Un paradosso? In realtà no, perché quei 18 milioni servivano alle due società per chiudere uno "scambio alla pari" con Manolo Portanova ed Elia Petrelli, valutati appositamente 10 e 8 milioni nel loro passaggio al Genoa. Il tutto senza alcun passaggio di denaro, ma con l'iscrizione a bilancio di una plusvalenza dell'intero valore dello scambio. Che abbatteva le perdite in quell'anno.
"Operazioni sganciate da valori di mercato reali - scrivono i pm nel decreto di perquisizione - preordinate e attestanti ricavi meramente contabili, in ultima istanza "fittizie"". Un trucco per ottenere un beneficio immediato che però già dall'anno successivo si rende subito inefficace: sarà necessario un nuovo intervento (spesso, altre plusvalenze) per contrastare gli ammortamenti che appesantiscono il bilancio. Il sistema poi funziona "a specchio" e coinvolge di riflesso la società che cede o scambia il giocatore. Tra le numerose operazioni sospette ci sono passaggi con Sampdoria, Marsiglia, Barcellona e Manchester City.
La Procura indaga anche sui rapporti fra Juve e Cristiano Ronaldo alla ricerca della "carta famosa che teoricamente non deve esistere". I finanzieri hanno ricevuto l'incarico di scandagliare computer e documenti degli indagati per trovare una scrittura privata dove - è l'ipotesi - ci sono dettagli su contratto e retribuzioni arretrate.