Juventus senza Fede, Allegri cerca l'equilibrio
di Emanuele Gamba , di Emanuele GambaTORINO. Ronaldo e Chiesa le avevano salvato la stagione un anno fa. Adesso invece la Juve dovrà far da sé, provando a diventare squadra ora che la pattuglia dei solisti si è assottigliata. Quella a Cristiano era stata una rinuncia consapevole (e si pensava che avrebbe portato diversi benefici, oltre a qualche inevitabile scompenso) mentre il distacco da Chiesa è traumatico, benché temporaneo: gli esami clinici hanno confermato le sensazioni più pessimistiche, perché il crociato anteriore del ginocchio sinistro si è rotto e andrà ricucito dal chirurgo. Come sempre in questi casi, la prognosi s'aggira attorno ai sei mesi e questo significa che la stagione di Chiesa è finita qui.
TORINO. Ronaldo e Chiesa le avevano salvato la stagione un anno fa. Adesso invece la Juve dovrà far da sé, provando a diventare squadra ora che la pattuglia dei solisti si è assottigliata. Quella a Cristiano era stata una rinuncia consapevole (e si pensava che avrebbe portato diversi benefici, oltre a qualche inevitabile scompenso) mentre il distacco da Chiesa è traumatico, benché temporaneo: gli esami clinici hanno confermato le sensazioni più pessimistiche, perché il crociato anteriore del ginocchio sinistro si è rotto e andrà ricucito dal chirurgo. Come sempre in questi casi, la prognosi s'aggira attorno ai sei mesi e questo significa che la stagione di Chiesa è finita qui.
La domenica della Juve è stata una delle più classiche sliding doors. Dalla peggior prestazione della stagione, nella quale alla solita avarizia costruttiva si era aggiunta un'insolita friabilità difensiva, ne è uscita con una vittoria memorabile e un infortunio traumatizzante: l'uno e l'altro accadimento avranno conseguenze determinanti, ma l'effetto elettroshock del 4-3 potrebbe risultare più dirimente perché, razionalizzando la terribile notizia che lo riguarda, la Juve potrebbe assorbire con conseguenze limitate la lunga assenza di Chiesa. Il ruolo infatti non resta scoperto. Allegri ha a disposizione sei giocatori offensivi e tutti, eccetto Dybala, possono ricoprire le mansioni di Chiesa, cioè fare l'ala destra o sinistra (o su entrambi i lati): Bernardeschi, Cuadrado (che con il rientro di Danilo verrà stabilmente avanzato), Kulusevski, Morata e Kean. Perciò non tornerà sul mercato per rimpiazzare l'azzurro, e non soltanto perché non avrebbe le risorse economiche per farlo: si limiterà a trasformare Kulusevski da cedibile a incedibile. Se in attacco cambierà qualcosa sarà perché i bianconeri saranno riusciti ad agganciare un attaccante economicamente compatibile con i conti del club, ma in quel caso partirebbe Morata.
Dopo tutto, in questa stagione la Juve da Chiesa ha ricevuto abbastanza poco. Ha giocato appena cinque partite intere (tre in campionato e due in Champions), segnato quattro gol equamente divisi tra Italia ed Europa e distribuito altrettanti assist, sfolgorando soltanto a cavallo tra novembre e dicembre. Ma si è anche infortunato tre volte saltando ben 9 gare e la fase migliore della squadra, con i 13 punti raccolti tra tra la 15ª e 19ª, è accaduta in sua assenza. Questo significa che Chiesa, con i suoi slanci e il suo calcio individuale, non era ancora entrato in sintonia con Allegri e i suoi macchinosi meccanismi di gioco. Il tecnico non si è mi speso in grandi complimenti per l'ex viola e lo ha riportato all'ala dopo avergli predetto un futuro da attaccante puro (e da attaccante puro ha giocato la sua partita migliore, contro il Chelsea). I mesi che verranno potrebbero dunque servire a rimettere in ordine le idee, perché Chiesa resta la migliore risorsa della Juve del futuro e la società in estate eserciterà il riscatto (40 milioni) comunque, anche se in caso di mancata qualificazione alla Champions non avrebbe l'obbligo di farlo. Almeno questa era l'intenzione prima dell'infortunio.
Piuttosto è nell'immediato che la Juve dovrà gestire l'emergenza, visto che domani in Supercoppa mancheranno anche gli squalificati De Ligt e Cuadrado e restano in dubbio Bonucci e Alex Sandro. È invece vicino il rientro dell'essenziale Danilo, assente da 50 giorni.